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Abbiamo intervistato Ensi : “Il freestyle mi ha dato tanto, ora voglio si apprezzino anche le altre mie doti”

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2017

03 OTT

 
Abbiamo intervistato Ensi : “Il freestyle mi ha dato tanto, ora voglio si apprezzino anche le altre mie doti”

Abbiamo intervistato Ensi : “Il freestyle mi ha dato tanto, ora voglio si apprezzino anche le altre mie doti”


_Apri Instagram. Cosa vedi? Si dai, oltre alle tipe in costume tutto l’anno. Insomma? Migliaia di rapper in erba, con o senza erba, che vogliono sfondare, FacceCaso. Abbiamo già detto che il panorama rap italiano e, in generale, il mercato musicale, sono notevolmente cambiati. È da poco uscito un album, “V”, di uno di quelli che all’Hip-Hop, in Italia, ci ha sempre creduto. Parlo di Ensi, king del freestyle e liricista di grandissimo livello. È stato molto bello scambiare due chiacchiere con lui, partendo ovviamente dal suo nuovo disco, uscito il 1° settembre a quasi 10 anni di distanza da uno dei suoi primi lavori, “Vendetta”, targato 2008. Ah, stavolta sono a casa, su una sedia un po’ più comoda: lezione mi inizia qualche ora dopo. “È cambiato davvero tutto nel mondo dell’Hip-Hop. Io sto in questo ambiente da quando a scuola lo ascoltavamo in 5 (e dico davvero in 5), non c’era l’interesse dei media ed è cambiato anche tutto il tessuto sociale. Noi eravamo un po’ mosche bianca, ora invece viviamo un mondo a colori ed è cambiato anche il mio approccio alla musica”. 

Decisamente altri tempi, nonostante siano passati “solo” 10 anni. In effetti Ensi, come dicevo, è il king del freestyle. Doveroso chiedergli in che modo quel mondo abbia influenzato la sua musica. “Mi sono sempre trovato a mio agio nel panorama del freestyle e infatti la quota un po’ jazz che deriva dall’improvvisazione si sente molto bene nei miei pezzi. Comunque, credo di aver sempre fatto dei dischi di spessore: purtroppo non tutti distinguono nel modo giusto un freestyler e un liricista, pensando che queste due figure non possano convivere. Negli ultimi anni ho smesso di fare freestyle e il pubblico si sta accorgendo meglio delle mie liriche”.

In sintesi, “il freestyle mi ha dato tanto ed è una mia assoluta skill ma ora voglio che la gente apprezzi anche le altre mie doti”. V come Verità, non c’è che dire. E in “V”, Ensi è tornato a casa, affidando le produzioni a Vox, rapper e producer torinese e scegliendo feat. con artisti nei confronti dei quali c’è sempre stata stima artistica e, anche, personale.

Che ne pensa Ensi del suo disco? Semplicemente: è un album “onesto, sia dal punto di vista dell’Hip-Hop nella sua accezione dogmatica sia dal punto di vista musicale, perché ho aggiornato il mio sound facendo un disco attuale che, forse, tra 10 anni vedrà visto ancor più coerente di quanto lo sia ora”.

Artisti come Ensi, dal vivo, possono essere apprezzati ancora di più. Mi ha detto che sono previste una decina di date: verranno annunciate step by step e la sua musica arriverà nei posti più disparati, dai club ai centri sociali perché a lui non piace fare alcun tipo di distinzione. Dunque, seguire i suoi canali social sarà la mossa azzeccata.

Mentre mi alzo da quella comoda sedia tornando con la testa a quella che sarà la mia giornata universitaria, vengo fermato da un pensiero: siamo sicuri di aver capito davvero bene cos’è il rap italiano oggi? Forse, ascoltando album come “V”, possiamo avere davanti a noi un’istantanea migliore di quei quattro culi propinati da Instagram. Ovviamente, senza nulla togliere a determinate forme… _

Di _@ziannagram_

 

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