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Santa Sangre, Esce ‘Eden’, il primo album ufficiale

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Dalla Bibbia alla divina commedia, passando per i libri di Wilbur Smith e i dipinti di Bosch, l’immaginario radicato nella cultura occidentale identifica con l’Eden il paradiso terrestre. Un giardino incantato: traguardo di un percorso di purificazione che i dannati intraprendono per espiare le proprie colpe, sperando di arrivare un giorno.
Dal connubio tra l’immaginario religioso-letterario appena descritto e la narrazione senza limiti della quotidianità nasce “Eden”, il primo album ufficiale dei Santa Sangre, fuori Giovedì 17 Novembre ’16 per AiTown. Il titolo dell’album ha infatti un doppio significato: “Eden” è infatti anche un bar a metà tra i quartieri Tormarancia e Garbatella, punto di riferimento per le strade dove PL, Trage, Lebby e Saluzzo sono cresciuti e hanno cominciato a fare le prime rime. Proprio dalle esperienze sull’asfalto capitolino si genera il peccato originale, nucleo tematico del disco. L’hip-hop come strumento di redenzione e fuga dalla dannazione, come guida spirituale nella ricerca della salvezza dalle difficoltà di tutti i giorni in un percorso lungo 14 brani definito da una struttura circolare che inizia con l’intro e si conclude con “Peace”. La maturità narrativa e musicale che contraddistingue quest’album è paradigma del percorso dei Santa Sangre che dopo una serie di mixtape ed Ep sia solisti che di gruppo, sono ora pronti ad uscire con un lavoro di un altro livello. Le produzioni musicali sono state curate da un gruppo eterogeneo di artisti che unisce volti nuovi come Mocromo, Ivan Locke, Clas K, PL stesso e Slowone fino a leggende come Fuzzy e Fama. La cura per ogni singolo dettaglio e la ricerca di un suono di livello superiore da ogni punto di vista ha condotto i Santa Sangre in uno dei luoghi simbolo dell’hip-hop romano disco è stato interamente realizzato dalla fase di registrazione a quella del master al il Quadraro Basement. Il disco è stato infatti lavorato in ogni sua fase da Fuzzy nello stesso studio dove sono nati dischi culto della storia del rap italiano. Come collaborazioni al microfono troviamo Esdì, Gel, Johnny Roy e Delgado, Krystal e Manrico Carta

Il percorso che porta all’uscita di “Eden” è cominciato con l’uscita dei due primi singoli: “Mon Amour” e “Hard Times for my thugz pt.2 Feat.Esdì” che hanno attirato molta attenzione sull’uscita completa di tutto il lavoro. 

Da oggi disponibile su Spotify e iTunes il primo album ufficiale dei Santa Sangre prodotto da Quadraro Basement e distribuito da AiTown Records.
14 tracce che vedono la collaborazione di diversi beatmaker quali: Mocromo, Ivan Locke, Slowbeatz, PL, Fuzzy, Fama, Clas K e di alcuni mc e cantanti.
Esdì, Gel, Delgado, Manrico Carta, Krystal, Johnny Roy sono infatti le voci che accompagnano al microfono PL, Lebby J, Saluzzo e Trage.

Tracklist

01 – INTRO prod. Locke’s Beats aka Ivan Locke
02 – BACK TO EDEN prod. Mocromo
03 – HARD TIME FOR MY THUGZ 2 feat Esdì prod. Clas K.
04 – I RAGAZZI DELLA VIA TREVIS feat Krystal prod. Ivan Locke
05 – VECCHIE FOTO prod. Omar Candito aka Slowbeatz
06 – LUCIGNOLO feat Gel prod.Mocromo
07 – WHISKY prod.Mocromo
08 – GIUDA prod. Fama e Francesco FuzzyFracassi
09 – MON AMOUR prod.Ivan Locke
10 – BUIA LA METROPOLI prod.Slowbeatz
11 – DI COSA HAI BISOGNO feat Delgado e Johnny Roy prod.Mocromo 12.ANCORA prod.Slowbeatz
13 – NOSTALGIA feat Manrico Carta prod. PL
14 – PEACE prod.Mocromo e Fuzzy

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Shawn pubblica “American Beauty”: un manifesto personale contro le logiche del vento

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Shawn, torna con American Beauty, nuovo singolo prodotto da Nardo e distribuito in totale indipendenza. Un’uscita che non si lega a nessun progetto più ampio, ma che si impone come dichiarazione autonoma, netta, quasi programmatica.

Il brano prende ispirazione da una delle scene più iconiche del film American Beauty, quella della busta che danza nel vento, trasformandola in un simbolo da ribaltare. Dove nel film c’è contemplazione, Shawn inserisce una presa di posizione: non lasciarsi trasportare, non diventare parte passiva di un movimento imposto. La barra chiave — “Vado dove mi sento mica dove tira il vento, non farò come la busta in American Beauty, piuttosto mi uccido” — diventa il centro emotivo e concettuale del pezzo, un rifiuto esplicito delle dinamiche di mercato e delle traiettorie preconfezionate.

Le sonorità, curate da Nardo, accompagnano questa visione con un’atmosfera sospesa, quasi cinematografica, in equilibrio tra calma apparente e tensione latente. Anche l’immaginario visivo segue questa linea: la cover riprende l’estetica del film, trasmettendo quiete mentre, simbolicamente, tutto intorno brucia senza essere mostrato. Il progetto visivo è accompagnato da contenuti video diretti da Gabriele Conti, pensati per espandere ulteriormente il racconto nei prossimi giorni attraverso una serie di reel.

Shawn: scrittura, identità e percorso indipendente

Classe ’98, originario della Toscana, Shawn — al secolo Mario Motti — costruisce il suo percorso partendo da una forte matrice hip hop, sviluppata sin dagli esordi nel 2013 guardando oltreoceano a nomi come Clipse, 50 Cent e Lil Wayne, per poi avvicinarsi alla scena italiana con artisti come Club Dogo, Marracash e Mezzosangue.

La scrittura e il flow restano da sempre il cuore della sua proposta artistica. Dopo il debutto ufficiale nel 2018 con il nome Shawn Beckett, evolve nel progetto attuale consolidando una discografia che include Sangue Del Sud (2019), 2036 (2020), Il Punto Giusto (2022) e È Già Ieri EP (2025). Parallelamente, accumula esperienze significative tra contest e live, arrivando alle fasi finali di competizioni di settore e condividendo palchi e contesti con nomi come Claver Gold, Murubutu e Vegas Jones, oltre a partecipazioni legate a realtà come Dead Poets Battle di DJ Fastcut.

Con American Beauty, Shawn rafforza una direzione chiara: indipendenza totale, coerenza artistica e rifiuto delle logiche che spingono a seguire il vento invece di costruire una traiettoria personale. Un singolo che non cerca compromessi, ma identità.

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Wu-Tang Clan al centro di una serata speciale a Roma con talk di Il Danno

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La cultura di Wu-Tang Clan torna al centro di una serata speciale a Roma con “A Wu-Tang Experience”, il documentario diretto da RZA e Gerald K. Barclay, in programma l’11 giugno 2026 all’interno di Testaccio Estate, uno degli appuntamenti estivi più rilevanti della capitale.

L’evento prevede apertura porte alle ore 21:00 e proiezione alle ore 22:00, accompagnata da un talk introduttivo con Il Danno, figura storica della scena hip hop italiana, e la possibile presenza di ospiti a sorpresa. Non una semplice proiezione, ma un momento costruito per contestualizzare e amplificare il racconto del documentario all’interno di un ambiente culturale vivo e riconoscibile.

Il ritorno di Welcome2TheJungle: un ponte naturale con l’universo Wu-Tang

A rendere ancora più significativa la data romana è il ritorno di Welcome2TheJungle, storico format radiofonico italiano che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per la diffusione e il racconto della cultura hip hop, guidato da Il Danno, DJ Ceffo e Cannasuomo.

Dopo un lungo periodo di pausa, Welcome2TheJungle torna con un evento speciale che trova nel documentario “A Wu-Tang Experience” una connessione naturale con il proprio immaginario. Un incontro tra due percorsi culturali che condividono radici, attitudine e visione, riportando al centro un modo autentico di vivere e raccontare l’hip hop.

Una giornata a tema Wu-Tang tra cinema, musica e community

La data dell’11 giugno si sviluppa come una giornata interamente dedicata all’universo Wu-Tang, in cui il documentario rappresenta il fulcro di un’esperienza più ampia. Accanto alla proiezione sono previsti DJ set a tema Wu-Tang, momenti musicali con la partecipazione di ospiti della scena, tra cui Mastafive e Skema e DJ Fastcut, oltre a ulteriori ospiti a sorpresa. Tra i protagonisti della serata, W2TJ curerà un DJ set dedicato all’universo Wu-Tang, contribuendo a definire l’identità sonora dell’evento. L’evento è presentato da Welcome2TheJungle, con il coordinamento di DJ Ceffo, all’interno del programma di Testaccio Estate.

Una tappa all’interno del percorso europeo del documentario

La data di Roma si inserisce all’interno di un progetto più ampio: un percorso europeo di proiezioni dedicato al documentario “A Wu-Tang Experience”, che coinvolge diverse città e realtà indipendenti.

Tra le prime tappe già annunciate anche Amsterdam (10 giugno 2026), a conferma di una visione che punta a costruire connessioni tra scene locali e contesto internazionale attraverso un format condiviso. Il progetto è sviluppato da una rete che coinvolge CakeZone Entertainment, B.M. Records, Comdart, DJ Fastcut con Dead Poets, Skema e Il Rappuso come media partner. L’evento è supportato da realtà attive nella scena, contribuendo a rafforzarne il posizionamento culturale.

Ulteriori date e sviluppi verranno annunciati prossimamente.

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Valkiriaz: il tempo, il rap e quello che resta

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Ci sono percorsi che non si interrompono davvero, anche quando sembrano prendere direzioni diverse. Le Valkiriaz — Lilith e Lore — arrivano dai primi anni 2000, da una scena fatta di palchi locali, dedizione e un’idea di rap vissuto prima ancora che raccontato. Poi la vita, le pause, le scelte personali. E infine il ritorno.

Argento nasce da qui: non come operazione nostalgia, ma come naturale evoluzione di un legame che non ha mai smesso di esistere. Un disco che tiene insieme passato e presente, introspezione e leggerezza, boom bap e contaminazioni più soul e funk, senza perdere mai il centro.

In questa intervista ci raccontano cosa significa tornare a fare musica insieme dopo anni, come sono cambiate e cosa invece è rimasto identico: l’urgenza di scrivere, la necessità di esprimersi e quel modo diretto di stare nel rap che non ha bisogno di adattarsi a niente.

Il vostro percorso parte dai primi anni 2000. Come è cambiato il vostro modo di vivere il rap rispetto a quando avete iniziato?

In questi anni è cambiata sicuramente la consapevolezza di quello che siamo e facciamo. Abbiamo più chiaro quello che volgiamo ottenere, di come lo vogliamo ottenere e credo che siamo diventate più esigenti sia con noi stesse che con gli altri.

Allo stesso tempo non è cambiata la passione, la voglia di divertirsi e condividere.

Argento arriva dopo un periodo in cui le vostre vite hanno preso direzioni diverse. Quanto queste esperienze personali hanno influenzato la scrittura del disco?

Lore: in realtà le nostre vite sono sempre rimaste intrecciate a maglie più o meno strette. Abbiamo vissuto ed affrontato molte esperienze più o meno piacevoli assieme. Questo album ne è il riflesso diretto.

Lilith: Esatto, le nostre vite hanno preso direzioni diverse solamente sul piano musicale ma siamo sempre rimaste molto legate e anche musicalmente Lore mi ha sempre supportato molto ed è sempre stata una delle prime persone a sentire cosa stavo producendo supportandomi. Sicuramente le nostre esperienze personali sono il fulcro di questo disco.

Nel progetto si percepisce molta introspezione. Scrivere rap per voi è più uno sfogo o un modo per raccontare storie?

Lore: più che definirlo sfogo direi che è un mezzo per elaborare i vissuti, trasmettere quello che siamo e condividere esperienze, desideri e raccontare momenti che ci hanno unito.

Lilith: Per quanto mi riguarda è uno sfogo, scrivere mi ha aiutato nei periodi più difficili, il raccontare qualcosa ne è una conseguenza ma non è mai stato il focus della mia scrittura.

Che ruolo ha avuto la produzione nella costruzione dellidentità sonora del disco?

Lore: le produzioni che abbiamo scelto hanno avuto un ruolo importantissimo perché sono quelle che hanno risvegliato subito un’emozione e su queste emozioni poi si sono costruiti i vari concept dei pezzi. Ogni traccia ha richiamato un vissuto, un desiderio ed ha incanalato la scrittura.

Lilith: La produzione sicuramente ha avuto un ruolo fondamentale. Nella scelta dei beat definitivi abbiamo potuto contare anche sull’esperienza di Morsa che ci ha aiutato nel creare un progetto coerente dal punto di vista sonoro delineandone quindi un’identità. A livello di progetto credo infatti fosse importante trovare un punto d’incontro stilistico tra me e Lore ma senza forzature.

Il rap è spesso raccontato da un punto di vista maschile. Quanto è importante per voi portare una prospettiva diversa?

Si tende troppo spesso ormai a definire la prospettiva del punto di vista femminile come prospettiva diversa. Crediamo che ogni persona abbia una propria prospettiva, che di per sé ha valore, a prescindere dal genere e dai vari orientamenti.

Se doveste descrivere Argento a qualcuno che non vi ha mai ascoltato, cosa direste?

Argento è un progetto politematico di vissuto. È un disco fresco ma di spessore in cui si mescolano sonorità boom bap classiche ed influenze funk e soul.

Qual è la direzione che immaginate per il vostro futuro artistico?

Al momento stiamo cercando di goderci il viaggio di questo album, credo però che non sia un punto di arrivo… ma l’inizio di un nuovo percorso. Ci piace pensare ad un ampliamento delle conoscenze e collaborazioni. Sicuramente ci saranno altri pezzi e progetti come Valkiriaz ma anche progetti individuali.

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