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UkuLele: fuori Golf CL 92

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TooMuchFresco presenta Golf CL 92, l’EP di esordio di UkuLele, progetto di un ragazzo romano come tanti, portavoce di una nuova forma di street pop leggera ma allo stesso tempo carica di un’inquietudine tipica della gioventù che vive il mondo urbano.

Il disco si articola tra l’acustico ed la deep house e note hip-hop grezze e rudi. I fili conduttori sono una Golf CL del ’92 e un amore non corrisposto, che forse è semplicemente l’amore verso sé stesso.

TRACKLIST
1) INTRO
2) DOPPIO MALTO
3) YOUPORN
4) CLIPPER
5) BUGIA (feat. Federica Versace)
6) COATTA
7) VIOLA
DESCRIZIONE TRACK BY TRACK
INTRO
Un divertissement iniziale.

DOPPIO MALTO
Doppio Malto è un’istantanea molto schietta e sincera della quotidianità vissuta da UkuLele, attraverso un mix di sensazioni contrastanti ed espressioni in grado di raccontare il punto di vista di un ventunenne alle prese con le proprie paranoie in una città caotica e dispersiva come Roma.
YOUPORN
Singolo sperimentale nel sound, con toni dark e techno ma, al tempo stesso, ballabili.
Il tema centrale del brano è l’insicurezza di avere una persona accanto, destinata ad essere di passaggio, un po’ come le mode musicali (i Lùnapop), i jeans a vita a bassa, la tecnologia (l’iPod) e, appunto, YouPorn. Un riflessione spensierata e leggera sul passare del tempo che unisce generi diversi tra loro come rap, techno e dance.

CLIPPER 
Voglia di scappare dalla routine di tutti i giorni, di cercare di cambiare qualcosa che non cambia da una vita ma c’è paura nel farlo, nel correre il rischio.
BUGIA
Su una base dance, deep house, la storia di un amore non corrisposto. Amare gratis come l’unica vera forma di amore, che non vuole nulla in cambio neanche essere ricambiato.

COATTA
Coatta rappresenta qualcosa di fico, qualcosa che spacca ma, al tempo stesso, denota quell’atteggiamento di chi segue pedissequamente una moda senza porsi troppe domande.
Con un brano dai toni provocatori ma al tempo stesso leggeri, UkuLele si diverte a fare un po’ di (auto)ironia su situazioni in cui tende a ritrovarsi e, perché no, ad incastrarsi tutti i giorni. Perché si sa, spesso e volentieri, si finisce per restare affascinati proprio da ciò che tendiamo a criticare più di tutto.

VIOLA
La quotidianità di una ragazza come le altre che però agli occhi di chi la ama diventa speciale. Brano acustico, con accenni di autotune (e colpi di tosse causati dal fumo di una sigaretta).

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Alex Cortez pubblica il video di “Morningstar: L’uomo al centro”

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Alex Cortez torna a dare volto e voce al cuore del suo progetto Morningstar con l’estrazione del video ufficiale di “Morningstar: L’uomo al centro”, primo brano e title track dell’album che ha segnato il suo ritorno discografico dopo oltre dieci anni di assenza. Un disco che, fin dalla sua uscita, ha raccolto riscontri molto positivi dalla stampa di settore, apprezzato per la profondità del racconto, la coerenza artistica e la maturità della scrittura.
“Morningstar: L’uomo al centro” non è solo l’apertura dell’album, ma il suo vero manifesto concettuale. Su una base boombap essenziale e profonda, prodotta da James Cella (JFK Music), Alex Cortez si racconta senza filtri, ripercorrendo un viaggio lungo più di dieci anni che lo ha tenuto lontano dalla scena musicale, ma mai dalla scrittura. È il racconto di un uomo che attraversa bene e male, luce e ombra, ambizione e fragilità, fino a trovare un punto di equilibrio possibile: fare pace con il proprio passato e con i propri demoni, senza negarne l’esistenza.
Il titolo del brano richiama in modo volutamente provocatorio la figura di Morningstar, Lucifero, non come incarnazione del male assoluto, ma come metafora umana dell’errore, della caduta e del desiderio di comprensione. Alex Cortez non demonizza l’oscurità: la attraversa, la accoglie, la riconosce come parte integrante dell’esperienza umana, per tornare a essere uomo prima che artista, individuo prima che rapper.

Alex Cortez: il manifesto di un ritorno umano

Il video ufficiale, diretto dallo stesso James Cella (JFK Music), traduce visivamente questo percorso interiore. Ambientato in una stanza vuota, asettica e immersa nel buio, il video è costruito come una lunga confessione in camera. Attorno al protagonista si muove una presenza femminile, interpretata da Daisy Congiusti, coprotagonista del racconto visivo: una figura che accudisce, sfiora, abbraccia, senza mai essere definita in modo univoco come “amica” o “demone”.
Entrambi i personaggi si muovono su due livelli simbolici: uno legato al rap, alla musica, all’identità artistica; l’altro più elegante e “posh”, connesso alla vita reale, quotidiana, lontana dai riflettori. La relazione tra le due presenze non è mai esplicitamente positiva o negativa, ma profondamente umana: una vicinanza che accompagna il protagonista nel suo processo di messa a nudo e di accettazione.
Il monologo finale del video rappresenta il punto di sintesi dell’intero progetto Morningstar: una dichiarazione di intenti in cui l’uomo, nella sua semplicità e nelle sue debolezze, rivendica il diritto di tornare al centro. Non come figura eroica o necessariamente positiva, ma come essere umano complesso, imperfetto, reale.
Con “Morningstar: L’uomo al centro”, Alex Cortez consolida il percorso intrapreso con l’album Morningstar: un ritorno consapevole, maturo e privo di compromessi, che mette al centro l’identità, la memoria e il coraggio di raccontarsi. Un progetto che ha già dimostrato di parlare con forza a pubblico e critica, e che con questo nuovo video aggiunge un ulteriore tassello visivo e narrativo a una rinascita artistica autentica.

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: ”Magari domani”, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: Magari domani, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio per Honiro Label e Luppolo Dischi.

Non c’è luogo migliore per un overthinker che i suoi stessi pensieri, lo stesso vortice dentro cui perdersi e non necessariamente aver bisogno di ritrovarsi. Eppure, rimane insito il desiderio di abitare quel luogo con qualcuno; con qualcuno che non ci fa affondare vertiginosamente dentro noi stessi. Infatti, il potere dell’altro è proprio questo: non dirigerci, non evitare una nostra caduta, ma accompagnarci, nel bene o nel male, e stimolare una versione migliore di noi stessi. E l’attesa, alla fine, riesce a riempire e decorare anche lo stare soli“‘’Magari domani’’ è un’attesa dal sapore dolceamaro; una speranza per chi si sente perso, un pensiero per chi ha bisogno di riceverlo, un po’ come ne ho avuto bisogno io e mi sono immaginato di riceverlo. I suoni pop di Yellow, che si avvicinano all’intimità autoriale che ho provato a creare attraverso il mio racconto, sono il contorno di una mia storia che può essere la storia di tutti coloro che non hanno paura di vivere il dolore da un altro punto di vista, osservando il dopo’’ – ci racconta.

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un ”Infern*” che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un Infern* che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio per Honiro Publishing. 

Leggiamo sempre di storie che hanno un lieto fine, dove il ‘’bene’’ trionfa sempre; eppure, la realtà quotidiana ci fa vedere dell’altro: un bene soggiogato, il buono che faticosamente trova uno spazio e viene sorpassato dalla furbizia e le ingiustizie. E, alla fine, se questo non è il personale inferno di ciascuno, cosa potrebbe mai essere?

Tuttavia, tra rime sottili e, allo stesso tempo, taglienti, e riferimenti ai gironi di Dante, si prospetta una luce sul fondo: vedere un cambiamento sembra impossibile, provare a compiere dei gesti della quotidianità che possono fare la differenza è un punto di partenza‘’Ho scritto ‘’Infern*’’ pensando proprio alla Divina Commedia. Infatti, il brano, oltre ad avere citazioni dantesche, cerca di descrivere un mondo come quello odierno dove i buoni non vincono, in preda ad un destino sempre più schiacciato, soffocato come il respiro. Tra sonorità che richiamano Lil Baby e Future e pensieri che rappresentano a pieno il mio flusso di coscienza, non voglio suggerire un senso di rivincita, ma di presa di posizione proprio in questo mondo che forse, in qualche modo, può cambiare’’ – ci racconta l’artista.

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