Connect with us

News

”Scrivo per capirmi oltre che per sfogarmi”. Il racconto di ”Occhi Lucidi” di Amalia

Pubblicato

il

C’è un pop che non si limita a intrattenere, ma racconta le trasformazioni interiori di chi lo scrive. Occhi Lucidi di Amalia è proprio questo: un disco pulsante, attraversato dalle emozioni che hanno segnato gli ultimi anni del suo percorso artistico e di crescita personale.
Brano dopo brano, Amalia costruisce un mosaico di suoni e colori che restituisce tutte le sfumature della sua storia. L’album completa il cammino iniziato con i due EP precedenti, intrecciando luci e ombre in un unico viaggio emotivo: un racconto di cadute, consapevolezze e rinascite.
Con questa nuova raccolta – impreziosita dall’inedito Occhi Lucidi – l’artista mette in scena la tensione continua tra la voglia di migliorarsi e quella forza oscura che tenta di trascinarla giù. È proprio in questo equilibrio instabile che si rivela la sua verità più autentica: un pop intenso, emotivo, magnetico.
Abbiamo incontrato Amalia per farci raccontare più da vicino il mondo che vive dentro questo nuovo lavoro discografico.

«Occhi Lucidi» è descritto come un manifesto di pop inquinato, per svelarsi passo dopo passo. Cosa intendi con “inquinato” e come hai lasciato che lo “svelarsi” si manifestasse nel passaggio dalla leggerezza alla profondità nel disco?
È inquinato perchè è un pop che racconta tutte quelle tonalità che involontariamente mi hanno colorato da quando sono nata. L’inquinamento è nei suoni: fin da piccola ho ascoltato tantissima musica diversa e non mi sono mai riconosciuta totalmente in nessun genere preciso, li abbracciavo tutti senza sentire un senso di appartenenza assoluto. Quando ho scritto questo album, di matrice pop, ho visto riemergere, man mano che scrivevo, tutti quei colori musicali che mi avevano abitato per un lungo o un breve periodo. Ho vissuto in America dove ho approfondito i mondi dell’R&B e del gospel e ci sono tracce – da “Canto di sirena” a “Ultimo giro di giostra” – in cui emergono questi tratti. Le altre tracce del disco invece appartengono più al mondo dell’elettronica e in altre ancora emergono riferimenti agli artisti che ascoltavo in casa. Quest’album condensa al suo interno i miei due EP “Pace libera Tutti” e “Giocattoli Rotti” che rappresentano due lati della stessa medaglia, le luci e le ombre.
Il primo contiene brani dalle sonorità leggere, r&b, soul, più ballerecce e a tratti serene, per preparare l’ascoltatore alla seconda parte dell’album, dove ci si inoltra all’interno di quei sentieri più irti e ombrosi, più cupi e bui, dove si adagiano i brani e le paure più profonde.

Hai raccontato che dopo anni di rifugio in un mondo “ideale”, hai vissuto una relazione in cui ti sei specchiata, hai capito che “quel modo di vivere era falso e triste” e hai finalmente aperto gli occhi. La scrittura dei brani ha influenzato questo risveglio? Quale canzone senti incarnare più fortemente quel momento?
Con la scrittura ho un rapporto molto profondo e importante: scrivo per capirmi oltre che per sfogarmi, per respirare e fare luce, per mettere chiarezza nella testa. Molto spesso quando scrivo e rileggo, capisco i miei stati d’animo e i miei sentimenti verso l’argomento di cui parlo, questa comprensione avviene, a volte, solo dopo che mi sono riletta tramite i miei testi. Sicuramente il brano che ha incarnato di più questo risveglio è “Giocattoli Rotti”: brano in cui prendo consapevolezza del fatto che sono stata accanto ad una persona che viveva una vita finta e mi sono accorta a mia volta, di fare anche io spesso lo stesso gioco, di chiudere gli occhi davanti ai problemi, di fingere che non ci siano ostacoli e che sia sempre tutto perfetto.

Il titolo «Occhi Lucidi» rappresenta il simbolo di questo risveglio: quali sono state le emozioni più intense che hai dovuto guardare in faccia, e come hai scelto di trasformarle in musica?
L’emozione più grande che ho dovuto affrontare e che mi ha cambiato, è stata il prendere consapevolezza del fatto che non va tutto bene, che a volte è complesso, che siamo pieni di sogni e pieni di ostacoli da dover scavalcare. Cancellavo e bypassavo gli eventi brutti, quelli tristi, quelli che mi facevano stare troppo male. Il mio inconscio poi li metabolizzava tramite la scrittura e la musica, però era come se ripetessi a me stessa che scrivevo favole, che quelle cose non mi erano successe davvero. Che era tutta una finzione e che in realtà andava tutto bene.


Il disco unisce diverse anime: atmosfere luminose come in “Canto di Sirena” e “Fake Diamanti”, poi zone più intime e cupe come “Giocattoli Rotti”. Come hai trovato il punto d’incontro tra queste polarità emotive? In che modo la musica ti ha aiutato a dar loro una forma?
Ho sempre voluto scrivere un album e volevo racchiudere in esso ogni parte di me a cui volevo garantire una cassa di risonanza. Ho deciso di iniziare questo viaggio in cui mi prendevo per mano da sola registrando una seduta dallo psicologo, che pian piano portava me e l’ascoltatore dentro questo viaggio in cui prima iniziavo aprendomi e parlando d’amore, poi guardavo in faccia le cose e aprivo piccoli cassetti dentro di me con ferite che non erano mai state chiuse, dall’assenza di mio padre, alla scomparsa di mia sorella, al dover fronteggiare questa vita, piena di alti e di bassi.

Nella raccolta, la scrittura sembra muoversi tra spontaneità e consapevolezza, con testi che raccontano molto senza mai diventare espliciti. Come nascono i tuoi brani e quanto contano per te la produzione e il suono nel dare forza al messaggio?
La nascita dei miei brani non segue un iter preciso. I miei brani sono molto legati alla scrittura, scrivo tanto, di tutto, di ogni emozione che sento, spesso scrivo e so già che dopo le parole arriverà la musica, perchè sono parole precise che vogliono uno specifico suono che ho già in mente mentre le scrivo. Altre volte mi trovo a cantare brani che non esistono e capisco che sono cose nuove che mi stanno uscendo dalla testa, così mi metto a registrarle con il cellulare, qualsiasi cosa esse siano, un testo, una melodia, un qualcosa di embrionale e poi in un secondo momento lo sviluppo.
Le produzioni contano altrettanto: a volte trovano subito delle parole pronte ad accompagnarle, altre volte le lascio fermentare nella testa per un po’.
Per “Pace libera tutti”, ad esempio, il produttore mi aveva inviato una base che continuava a girarmi in testa e non trovava un senso di appartenenza; un giorno mi ricordo proprio che ho preso e scritto il brano, come mi fossi sentita finalmente pronta a parlare di mio padre.
“+mio” è nata in studio con Jack Joe Vannini, completamente random, non doveva nascere, eravamo in pausa. Il pianoforte mi ha chiamato a sé e sono nati gli accordi e le parole con una spontaneità immensa. Anche per “Alice” e “Giocattoli Rotti” è stato lo stesso, mentre per “Canto di sirena”, “Stanotte” e “Pace libera tutti”, avevo ricevuto delle basi da Endi Misano, uno dei miei produttori e ci ho scritto sopra successivamente.
I brani contenuti nell’album sono nati tutti in modo diverso e sono legata al processo di crescita di ognuno di essi.

Ogni brano sembra raccontare un frammento diverso di te, ma insieme formano un percorso coerente. C’è un filo conduttore che lega le canzoni, qualcosa che hai scoperto solo a disco finito — magari una verità che non sapevi di star raccontando?
Penso di aver trovato la forza e la consapevolezza di riconoscermi, di vedermi e riuscire a specchiarmi e guardarmi in tutte quelle imperfezioni che ho sempre provato a nascondere. Quelle fragilità le ho rese punti di forza, ho mostrato a me stessa che la mia ingenuità era usata per proteggermi, ho iniziato a guardarmi per quella che sono realmente senza scappare.

Guardando avanti: «Occhi Lucidi» rappresenta per te il compimento di un racconto cominciato con gli EP precedenti. Quale sarà ora il passo successivo, cosa desideri esplorare dopo questo momento di verità e trasformazione?
Sto già scrivendo cose nuove, forse ancora più vere e un po’ più crude. Ho iniziato pian piano a svelarmi perchè avevo bisogno di uscire alla scoperta in modo delicato e “Occhi Lucidi” è l’album che volevo fare uscire, contiene tutto quello che volevo dire in questi anni e tramite cui mi approcci in modo delicato, quasi per non disturbare. Ora mi sento tanto più forte e tanto più decisa in tutto. Sono fortunata perchè ho accanto persone che mi ascoltano, capiscono le mie idee e dove voglio arrivare. Già ho la testa su cose nuove e non vedo l’ora che inizino i lavori.

Condividi sui social

News

Il Muretto del Freestyle porta Ensi e DJ Fastcut a Grosseto: il 2 agosto una serata dedicata alla cultura hip hop tra live, contest e nuovi talenti

Pubblicato

il

Il Muretto del Freestyle porta Ensi e DJ Fastcut a Grosseto: il 2 agosto una serata dedicata alla cultura hip hop tra live, contest e nuovi talenti

GROSSETO – Il 2 agosto il Palazzetto dello Sport di Grosseto (via Lago di Varano 18) ospiterà una serata interamente dedicata alla cultura hip hop, organizzata dal collettivo Il Muretto del Freestyle Grosseto, una realtà nata da pochi mesi ma già determinata a diventare un punto di riferimento per la scena underground del territorio. L’evento vedrà come protagonisti Ensi e DJ Fastcut, affiancati dagli organizzatori e artisti del collettivo Dexter Red, Finz, Matma, Yung Zombie, Overturned Fish, 2Mind e Zero in una line-up costruita per unire nomi affermati e nuove promesse.

La serata prenderà il via alle 19:00 con l’apertura dei cancelli. Dalle 20:00 spazio all’Open Mic aperto a tutti, accompagnato da Yung Zombie alla consolle e dai live degli artisti del collettivo prima dell’arrivo di Ensi sul palco. Tra i momenti più attesi ci sarà anche l’esibizione del vincitore del contest freestyle del 19 luglio, che conquisterà l’opportunità di aprire ufficialmente il live di Ensi davanti al pubblico della serata. Al termine del concerto, la musica proseguirà ancora con il DJ Set di Yung Zombie.

Il contest del 19 luglio, anch’esso ospitato al Palazzetto dello Sport, rappresenta infatti il primo grande appuntamento del progetto. A giudicare gli MC saranno Shekkero e Rein, mentre Mogio, sarà ospite dell’evento partecipando alla battle in qualità di Testa di serie. In consolle a mandare i beat per la battle ci sarà Yung Zombie. Il vincitore si aggiudicherà un premio del valore di 250 euro e, soprattutto, la possibilità di esibirsi il 2 agosto prima dell’artista principale, trasformando la competizione in una concreta occasione di crescita artistica. Per il secondo classificato è previsto inoltre un ulteriore premio legato alla produzione musicale.

L’ingresso al contest del 19 luglio sarà gratuito per il pubblico, con una quota di iscrizione di 10 euro per gli artisti partecipanti. Per il live del 2 agosto i biglietti saranno disponibili in prevendita tramite DICE al costo di 15 euro, bevuta inclusa.

Più che un semplice concerto, il doppio appuntamento vuole rappresentare un percorso che parte dalla scena locale e culmina in un grande evento capace di mettere sullo stesso palco artisti emergenti e protagonisti del rap italiano, offrendo ai talenti del territorio un’opportunità concreta di farsi conoscere.

Un progetto nato dal territorio per restituire valore alla cultura hip hop

Dietro questo evento non c’è soltanto l’organizzazione di una serata musicale. C’è un gruppo di ragazzi che, in meno di due mesi, ha deciso di trasformare un’idea in un progetto culturale. Il Muretto del Freestyle Grosseto è il risultato dell’impegno di Dexter Red e del relativo direttivo del muretto sopracitato, uniti dalla volontà di creare uno spazio autentico per chi vive l’hip hop non come una moda, ma come una cultura fatta di confronto, rispetto, crescita e condivisione.

L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: costruire occasioni reali dove gli artisti possano incontrarsi, esibirsi e crescere insieme, riportando al centro quei valori che hanno sempre caratterizzato il movimento. Pace, unione, divertimento e inclusione diventano così il filo conduttore di ogni iniziativa, con la convinzione che la musica possa abbattere barriere, creare dialogo e valorizzare ogni talento, indipendentemente dall’età, dal genere o dal percorso artistico.

La scelta di far salire sul palco il vincitore del contest insieme a nomi come Ensi e DJ Fastcut racconta perfettamente questa filosofia: non esiste una distanza tra chi ha già costruito la propria carriera e chi sta muovendo i primi passi, ma un passaggio di testimone che permette alla scena di continuare a rinnovarsi.

In un momento in cui molte realtà indipendenti faticano a trovare spazio, Il Muretto del Freestyle di Grosseto dimostra che, con passione, collaborazione e spirito di comunità, è ancora possibile costruire eventi di qualità accessibili a tutti, capaci di dare nuova energia alla scena locale e di contribuire alla crescita culturale della città di Grosseto. Il 2 agosto sarà quindi molto più di un concerto: sarà la dimostrazione concreta che investire nei giovani, nella musica e nella cultura hip hop significa investire nel futuro di un intero territorio.

Condividi sui social
Continua a leggere

News

Shark Emcee torna con “Strong”: il nuovo singolo che racconta la forza di restare in piedi

Pubblicato

il

A due anni dall’ultimo progetto pubblicato, Shark Emcee inaugura un nuovo capitolo del proprio percorso artistico con “Strong”, il nuovo singolo in uscita l’11 luglio su tutte le piattaforme digitali. Un brano che non guarda al passato con nostalgia, ma che conferma la volontà dell’artista di continuare a evolversi mantenendo intatti i valori e l’attitudine che hanno sempre caratterizzato il suo percorso.

Prodotto da DJ Sparta, DJ, tecnico del suono, insegnante e figura di riferimento della cultura urban italiana, il singolo nasce dall’incontro tra due artisti cresciuti nell’hip hop che continuano a mettersi in discussione e a sperimentare nuove direzioni sonore senza perdere autenticità. “Strong” rappresenta infatti il punto d’incontro tra esperienza, ricerca e desiderio di rinnovamento.

Un manifesto di determinazione tra tradizione e innovazione

Strong” nasce come una riflessione sulla forza necessaria per portare avanti un percorso artistico nel rap. Un brano che parla di sacrificio, perseveranza e della determinazione richiesta per continuare a credere nella propria musica anche quando il percorso si fa complesso. Il titolo non compare direttamente nel testo, ma ne rappresenta perfettamente l’essenza, sia dal punto di vista sonoro che concettuale.

Dal punto di vista musicale, il singolo si muove su territori originali e contemporanei, lontani dalle formule più tradizionali del boom bap, pur mantenendo un’impostazione lirica classica e diretta. Nessun utilizzo dell’autotune, nessuna rincorsa alle tendenze del momento: al centro restano il rap, la scrittura e la capacità di trasmettere emozioni autentiche.

Con “Strong”, Shark Emcee dimostra che la crescita artistica non passa necessariamente dall’abbandono delle proprie radici. Al contrario, il brano racconta come sia possibile confrontarsi con sonorità moderne e ricercate senza rinunciare alla propria identità. Un ritorno che segna l’inizio di una nuova fase creativa e che anticipa il progetto “Tutto Vero”, attualmente in lavorazione. Una cosa però è certa: Shark Emcee è pronto a riprendersi il microfono con la stessa determinazione che da sempre accompagna il suo percorso.

Condividi sui social
Continua a leggere

News

FRAME, FERMO IMMAGINE: istanti musicali come frammenti di vita

Pubblicato

il

“FERMO IMMAGINE”, che prende il titolo dalla traduzione del suo nome d’arte “FRAME” è il suo primo album. All’interno di esso vi sono diverse influenze: dal rap, al pop, alla musica sperimentale. Composto da 11 brani, è un disco fortemente autobiografico. Per l’autore: “FERMO IMMAGINE è il mio progetto più personale e rappresenta, ad oggi, il mio biglietto da visita più autentico. Non a caso è la traduzione del mio nome d’arte, Frame. Ogni brano del disco è un frammento di vita: istanti catturati e congelati nel tempo, come fotogrammi che raccontano chi sono stato e chi sto diventando. Il simbolo principale del progetto è la videocassetta: un oggetto imperfetto, analogico, che conserva la memoria e la può anche distorcere. Dentro questa immagine si muove anche il cuore concettuale del disco: è come se, secondo l’artista, ci sono alcuni momenti durante i quali una parte di noi continua ad andare avanti mentre l’altra rimane incastrata nel passato (da qui la metafora del nastro della videocassetta che si aggroviglia e ripete sempre lo stesso frame). Quella della videocassetta è un accostamento forte. Solo quando smettiamo di mentire a noi stessi ed acquisiamo consapevolezza del nostro passato, del dolore che ci lega ad esso e della sofferenza che ne deriva, possiamo lasciar andare davvero le cose e portare avanti la nostra vita. FERMO IMMAGINE è un tentativo di rimettere in movimento ciò che era bloccato, accettando le imperfezioni del ricordo e trasformandole in musica”. 

BIOGRAFIA

FRAME, nome d’arte di Francesco Melito, è un rapper, autore e produttore musicale romano classe 2003. Avvicinatosi al pianoforte da piccolo, ha iniziato a scrivere e registrare da autodidatta la propria musica. Il suo primo singolo “Urlare” è uscito nel 2020 ed ha conquistato un posto nelle playlist di Spotify quali Generazione Z e New Music Friday, apparendo anche in realtà come La Repubblica e TGR Lazio. Oltre la musica è cofondatore dello studio Turno 60, dove lavora anche come produttore, mixing e mastering engineer. 

Quello di FRAME , è un viaggio non solo dell’artista ma anche di Francesco: un ragazzo che racconta, attraverso l’arte, il sé bambino, sino ad arrivare alle prime incrinature sentimentali, gli scenari apocalittici dati dall’incertezza del presente e del futuro. Ed è proprio attraverso uno stile innovativo che tutto questo prende forma divenendo non solo messaggio per sé stesso ma anche, e soprattutto, per gli altri.

Condividi sui social
Continua a leggere

Trending

Copyright Honiro.it 2018 | HONIRO SRL - P.iva : 12208631007 - Sede legale : Via del mandrione, 105 - 00181 Roma | Powered by Dam Company