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OYOSHE: “MILLENNIAL” è il racconto di una generazione in trasformazione
Per OYOSHE il rap non è mai stato soltanto musica. È uno strumento per leggere la realtà, elaborare esperienze e costruire dialogo. In MILLENNIAL questa visione emerge con forza attraverso sedici tracce che attraversano temi come relazioni, crescita personale, salute mentale, appartenenza culturale e trasformazione sociale. Un progetto che guarda avanti senza rinnegare il percorso che lo ha reso uno degli artisti più riconoscibili dell’underground napoletano.
“MILLENNIAL” racconta una generazione cresciuta tra analogico e digitale. Quanto questa transizione ha influenzato il tuo modo di vivere la musica?
A. 15 anni ho fatto di tutto pur di avere il mio primo campionatore, groove machine, per riuscire a fare le basi indipendentemente dal computer. La mia generazione è sempre riuscita ad avere questo equilibrio, anche perché abbiamo vissuto l’ingresso dei 2000 e di tutte le sue influenze digitali e di evoluzioni, ma abbiamo comunque dovuto fare un processo di accettazione, abitudine e distacco, che non tutti si sono sentiti obbligati nel processare. Ho sempre ascoltato musica di quando ancora dovevo nascere o di quando ero troppo piccolo per capirla. I tempi in cui ho iniziato mi hanno portato tanto a cercare, in ogni dove e in ogni epoca, perché vedendo quanto fossero osannati i computer, ho sempre cercato di riuscire a risolvere le mie cose con le capacità umane, innanzitutto, senza mai denigrare l’evoluzione ma senza dimenticare anche di quanto gli stessi computers siano un’invenzione dell’essere umano.
Il disco alterna produzioni moderne e richiami hip hop più classici. Quanto lavori sull’identità sonora di un progetto oggi?
C’è molta influenza di quello che ascolto. C’è la pazzia di Tyler e gli 808 in stile asap rocky, asap ferg, e poi c’è il sample, il boombap, il funk, i libri che leggo e gli approcci di artisti di generi totalmente lontani dal mio mondo, per provare a importare nuove forme e modi di fare anche in quello che faccio io
In molti tuoi testi si percepisce un forte bisogno di autenticità. Pensi che oggi il rap stia perdendo spontaneità?
Lavorando anche come producer per molti artisti più giovani, ti dico si. Vedo sempre che si cerca in qualcosa, o nel modo di fare di qualcuno, mai in se stessi, mai per soddisfare un proprio bisogno. Per essere autentici bisogna essere se stessi, e non avere paura, se si crede nei valori dell’arte, e non si vuole giustificare qualcosa che faccia male al prossimo, ma che semplicemente definisce un’esistenza di qualcosa, si può creare qualcosa di unico, che lo si può trovare solo a quello specifico indirizzo. È questo quello che credo di poter fare oggi, e ovviamente non rappresentando solo me stesso, ma una comunità di artisti definiti di nicchia, ma che una volta che li trovi non puoi non riconoscerne lo spessore, la knowledge, e l’autenticità.
Hai scelto collaborazioni molto diverse tra loro. Quanto era importante creare un dialogo tra differenti visioni della scena?
Sono artisti coi quali mi ci rispecchio sia artisticamente, che umanamente. Avendoli conosciuti e vissuti personalmente ho potuto riscontrare questo, quindi ho anche capito che grazie a determinate scelte, sono riuscito a guadagnarmi il rispetto di quei rappers, anche se più grandi di me, che hanno la mia stessa visione e che rispettano il mio operato. Con Jack ho avuto l’onore di condividere il palco con lui a Napoli, e si è mostrato super disponibile dopo aver condiviso tanta musica e artisti preferiti in comune; infatti, entrambi abbiamo collaborato con artisti Griselda. La Famiglia credo che oltre a essere un gruppo culto del rap della mia città, era una collaborazione che mancava alla mia carriera, e mi sono voluto, anzi correggo, mi hanno fatto questo fantastico regalo lavorando con la formazione al completo ad un brano con me. Tra me e Danno c’è un rapporto di stima immenso, e prima di arrivare a fare ben due brani con lui, ho avuto l’onore di maturare un forte rispetto reciproco. Tra l’altro credo di aver azzardato una delle cose più pazze del rap italiano mettendo insieme Danno e Chicoria in un pezzo polemico come “Fascio”. Non me lo aspettavo, ma si è incastrato benissimo con la traccia Chicoria. Morena Chiara oltre a portare un tocco e un timbro femminile, è anche una novità dalla mia città che merita di essere seguita. Tra apparizioni televisive, serie tv e musica in strada, spero possa quanto più anche lei far arrivare il suo talento ai più e se può iniziare da qui sono felice, e anche con lei c’è una bella amicizia oltre alla collaborazione musicale.
Oltre alla musica, porti avanti esperienze sociali e pedagogiche legate all’hip hop. Quanto queste esperienze entrano nella tua scrittura?
Tantissimo. Gran parte dei testi a volte li scrivo anche nell’ora di spacco durante i laboratori in Istituto per minori, o semplicemente quando ho finito di lavorare tra scuole e comunità di recupero dove portiamo laboratori di pedagogia Hip Hop per affrontare stress e provare a sviluppare una comunicazione con sé e con gli altri tramite la musica. Inevitabilmente molte storie sono ispirate anche a loro, e il fatto di essere riuscito a trovare un timbro più contemporaneo e anche grazie alla presenza di tanti giovani nel mio circuito lavorativo sociale e studio. Mi lascio molto trascinare anche da loro, e voglio che la mia musica possa rappresentare, oltre la mia e la precedente generazione, anche le future.
“MILLENNIAL” sembra molto personale ma allo stesso tempo collettivo. Ti interessava parlare solo di te o anche di una generazione intera?
Ovviamente, mantengo quel filo metaforico e di mistero dietro i miei testi, oltre che per dare occasione a quante più persone possibili di rispecchiarsi e potersi ritrovare, anche per far si che quelle persone che mi conoscono meglio possano ritrovare in maniera esplicita il vero significato di qualche vicenda vissuta insieme. Sono partito da me, e ho voluto connessione sincera con quello che penso di quello che ho vissuto, sulla mia autocritica, e sulle mie necessità sociali urlate al resto del mondo, sono visioni personali, ma che derivano da bisogni comunitari dove anche oltre il rap, so di non essere solo.
Cosa vuoi lasci rimanga davvero dopo l’ascolto di questo disco?
La necessità di riascoltarlo. L’occasione di ritrovarsi e di poter cantare di qualche sofferenza in comune, la voglia di pomparlo forte.

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MR MELT inaugura una nuova fase con “Presidential”
Il rapper MR MELT torna con “Presidential”, il nuovo singolo che apre ufficialmente il percorso verso il suo prossimo album, atteso dopo l’estate. Un brano che non rappresenta soltanto un nuovo capitolo discografico, ma anche un’ulteriore evoluzione di un artista che negli anni ha costruito un’identità ben definita, muovendosi tra Italia, Europa e Stati Uniti senza mai perdere il legame con la cultura hip hop.
Il disco che seguirà il singolo non ha ancora una data di uscita ufficiale e il titolo rimane volutamente riservato, una scelta che contribuisce ad alimentare l’attesa per un progetto destinato a raccogliere il percorso artistico maturato negli ultimi anni.
Per “Presidential”, MR MELT sceglie di affiancarsi a RJ Payne, uno degli MC più rispettati dell’underground americano, mentre la produzione è affidata a Stimena, producer già conosciuto per il suo lavoro su Ferragosto Hate di Primo. L’incontro tra questi tre mondi dà vita a una traccia dal respiro internazionale, dove liriche incisive e produzione moderna convivono in perfetto equilibrio.
Il beat si sviluppa attraverso 808 profonde, batterie serrate, synth atmosferici, texture digitali e un sound cinematografico che accompagna due rapper accomunati da una forte identità tecnica. L’obiettivo non è inseguire le tendenze del momento, ma costruire un brano che sappia parlare tanto agli appassionati della nuova scuola quanto a chi continua a cercare contenuti, scrittura e personalità.
Tra lusso, riscatto e desiderio di evasione
Il titolo “Presidential” prende ispirazione dal celebre soprannome del Rolex Day-Date, uno degli orologi più iconici al mondo, da sempre associato a figure di potere e successo. Nel brano, però, questo simbolo assume un significato più ampio: non rappresenta soltanto ricchezza materiale, ma diventa l’emblema di un percorso di crescita, affermazione personale e conquista della propria libertà.
Le immagini raccontate nel testo alternano yacht, limousine, ville affacciate sul mare e destinazioni esotiche come Indonesia e Thailandia a riflessioni più profonde sul bisogno di allontanarsi da una quotidianità percepita come limitante. L’evasione non viene raccontata esclusivamente come fuga fisica, ma come ricerca di una nuova prospettiva, di un’esistenza costruita attraverso sacrificio, determinazione e ambizione.
Accanto al tema del successo economico emerge anche un forte senso di appartenenza. Nei versi trovano spazio richiami alla fratellanza, agli amici rimasti indietro, all’underground e a chi continua a combattere contro un sistema che spesso lascia poco spazio a chi proviene dalla strada. Il denaro diventa così simbolo di emancipazione, ma anche misura del riscatto conquistato con il proprio lavoro.
Dal punto di vista musicale, “Presidential” conferma la volontà di MR MELT di sviluppare un linguaggio sempre più internazionale. La presenza di RJ Payne rafforza questo dialogo tra due scene apparentemente lontane ma accomunate dagli stessi valori: tecnica, autenticità e rispetto per la cultura hip hop. Il risultato è un brano potente, diretto e cinematografico, capace di anticipare il tono di un album che promette di raccontare una nuova fase del percorso artistico del rapper romano.
Con “Presidential”, MR MELT firma quindi il primo tassello di un progetto più ampio, destinato a essere svelato nei prossimi mesi e pensato per consolidare ulteriormente il suo ponte artistico tra Europa e Stati Uniti.
Cenni biografici, Due artisti, un’unica direzione
MR MELT è un rapper italiano, classe 1988, nato a Roma e residente ad Amsterdam. Il suo stile unisce attitudine street, tecnica lirica e sonorità contemporanee, con testi diretti, punchline incisive e un flow potente. Nel corso della sua carriera ha pubblicato quattro album, tra cui Justice e il joint album Ghost In The Shell con Mad G, collaborando con artisti italiani e internazionali come RJ Payne, Big Twins (Infamous Mobb), El Da Sensei (The Artifacts), Maztek e Bremont420. Con “Presidential” inaugura il percorso che porterà al suo nuovo album, previsto dopo l’estate.
RJ Payne è uno dei nomi più autorevoli dell’hip hop underground americano. Originario di New York, si è affermato prima nella scena delle battle e poi come artista indipendente grazie a una scrittura tecnica, intensa e ricca di punchline. Dopo un’esperienza con Def Jam Records, ha costruito una carriera prolifica diventando un punto di riferimento del rap hardcore statunitense. La collaborazione con MR MELT in “Presidential” rafforza il carattere internazionale del progetto.
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Ken Greed torna con ”Tra le Dune”, il nuovo singolo tra elettronica e introspezione
Dopo aver inaugurato l’estate con il primo capitolo del suo nuovo percorso, Ken Greed torna con “Tra le Dune”, il secondo singolo della stagione. Un brano che conferma la direzione artistica intrapresa dal rapper pugliese, spostando ancora di più l’attenzione verso una scrittura personale e una ricerca sonora che fonde rap ed elettronica.
Prodotto da Frana, con cui negli ultimi mesi si è consolidata una forte sintonia artistica, Tra le Dune esplora l’interiorità umana attraverso immagini essenziali e atmosfere sospese. Le dune diventano il simbolo di un paesaggio mentale in continuo movimento, dove emozioni, dubbi e cambiamenti si alternano senza mai trovare una forma definitiva. Il risultato è un brano introspettivo che lascia spazio tanto alle parole quanto alle suggestioni create dalla produzione.
Per Ken Greed questo singolo rappresenta un nuovo tassello del percorso iniziato dopo il ritorno sulla scena con Massafra Rosso Fuoco e proseguito con l’EP The Wormhole. Negli ultimi mesi l’artista ha avviato la collaborazione con il collettivo GroovyPlanet e ha intensificato il lavoro creativo con Frana, dando vita a una nuova identità musicale costruita sull’incontro tra metriche serrate, sonorità hardcore e contaminazioni elettroniche.
Originario di Massafra e classe 2002, Ken Greed si avvicina al rap nel 2018 attraverso le battle di freestyle, esperienza che contribuisce a definire il suo approccio alla scrittura. Dopo una lunga pausa dalla musica, il ritorno segna l’inizio di una fase più consapevole, nella quale ogni pubblicazione contribuisce alla costruzione di un immaginario artistico sempre più personale.
Ad accompagnare l’uscita di Tra le Dune è il videoclip diretto da Bounty, mentre la registrazione del brano è stata realizzata presso gli studi di Frana. Il singolo non anticipa un album, ma conferma la volontà dell’artista di proseguire un percorso fatto di pubblicazioni capaci di raccontare, passo dopo passo, la sua evoluzione musicale e personale.
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Il Muretto del Freestyle porta Ensi e DJ Fastcut a Grosseto: il 2 agosto una serata dedicata alla cultura hip hop tra live, contest e nuovi talenti
Il Muretto del Freestyle porta Ensi e DJ Fastcut a Grosseto: il 2 agosto una serata dedicata alla cultura hip hop tra live, contest e nuovi talenti
GROSSETO – Il 2 agosto il Palazzetto dello Sport di Grosseto (via Lago di Varano 18) ospiterà una serata interamente dedicata alla cultura hip hop, organizzata dal collettivo Il Muretto del Freestyle Grosseto, una realtà nata da pochi mesi ma già determinata a diventare un punto di riferimento per la scena underground del territorio. L’evento vedrà come protagonisti Ensi e DJ Fastcut, affiancati dagli organizzatori e artisti del collettivo Dexter Red, Finz, Matma, Yung Zombie, Overturned Fish, 2Mind e Zero in una line-up costruita per unire nomi affermati e nuove promesse.
La serata prenderà il via alle 19:00 con l’apertura dei cancelli. Dalle 20:00 spazio all’Open Mic aperto a tutti, accompagnato da Yung Zombie alla consolle e dai live degli artisti del collettivo prima dell’arrivo di Ensi sul palco. Tra i momenti più attesi ci sarà anche l’esibizione del vincitore del contest freestyle del 19 luglio, che conquisterà l’opportunità di aprire ufficialmente il live di Ensi davanti al pubblico della serata. Al termine del concerto, la musica proseguirà ancora con il DJ Set di Yung Zombie.
Il contest del 19 luglio, anch’esso ospitato al Palazzetto dello Sport, rappresenta infatti il primo grande appuntamento del progetto. A giudicare gli MC saranno Shekkero e Rein, mentre Mogio, sarà ospite dell’evento partecipando alla battle in qualità di Testa di serie. In consolle a mandare i beat per la battle ci sarà Yung Zombie. Il vincitore si aggiudicherà un premio del valore di 250 euro e, soprattutto, la possibilità di esibirsi il 2 agosto prima dell’artista principale, trasformando la competizione in una concreta occasione di crescita artistica. Per il secondo classificato è previsto inoltre un ulteriore premio legato alla produzione musicale.
L’ingresso al contest del 19 luglio sarà gratuito per il pubblico, con una quota di iscrizione di 10 euro per gli artisti partecipanti. Per il live del 2 agosto i biglietti saranno disponibili in prevendita tramite DICE al costo di 15 euro, bevuta inclusa.
Più che un semplice concerto, il doppio appuntamento vuole rappresentare un percorso che parte dalla scena locale e culmina in un grande evento capace di mettere sullo stesso palco artisti emergenti e protagonisti del rap italiano, offrendo ai talenti del territorio un’opportunità concreta di farsi conoscere.
Un progetto nato dal territorio per restituire valore alla cultura hip hop
Dietro questo evento non c’è soltanto l’organizzazione di una serata musicale. C’è un gruppo di ragazzi che, in meno di due mesi, ha deciso di trasformare un’idea in un progetto culturale. Il Muretto del Freestyle Grosseto è il risultato dell’impegno di Dexter Red e del relativo direttivo del muretto sopracitato, uniti dalla volontà di creare uno spazio autentico per chi vive l’hip hop non come una moda, ma come una cultura fatta di confronto, rispetto, crescita e condivisione.
L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: costruire occasioni reali dove gli artisti possano incontrarsi, esibirsi e crescere insieme, riportando al centro quei valori che hanno sempre caratterizzato il movimento. Pace, unione, divertimento e inclusione diventano così il filo conduttore di ogni iniziativa, con la convinzione che la musica possa abbattere barriere, creare dialogo e valorizzare ogni talento, indipendentemente dall’età, dal genere o dal percorso artistico.
La scelta di far salire sul palco il vincitore del contest insieme a nomi come Ensi e DJ Fastcut racconta perfettamente questa filosofia: non esiste una distanza tra chi ha già costruito la propria carriera e chi sta muovendo i primi passi, ma un passaggio di testimone che permette alla scena di continuare a rinnovarsi.
In un momento in cui molte realtà indipendenti faticano a trovare spazio, Il Muretto del Freestyle di Grosseto dimostra che, con passione, collaborazione e spirito di comunità, è ancora possibile costruire eventi di qualità accessibili a tutti, capaci di dare nuova energia alla scena locale e di contribuire alla crescita culturale della città di Grosseto. Il 2 agosto sarà quindi molto più di un concerto: sarà la dimostrazione concreta che investire nei giovani, nella musica e nella cultura hip hop significa investire nel futuro di un intero territorio.
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