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Al via la 17esima edizione ”Playmod Edition” del ”Music For Change”
LE ISCRIZIONI
Aperte dal 29 gennaio al 1° aprile 2026 le iscrizioni alla 17ª edizione di Music For Change, il mainstage europeo della musica per il cambiamento. La Playmode Edition segna un’evoluzione nel percorso di Music for Change, introducendo una modalità più agile e contemporanea. Un formato che semplifica il processo creativo e rende il lavoro degli artisti più diretto, libero e funzionale. Il percorso si sviluppa attraverso sfide e attività pratiche che mettono al centro la musica, le idee e la capacità di interpretare il presente. Un cambio di passo pensato per rendere l’esperienza più fluida, più chiara e più efficace. L’intero percorso è completamente gratuito, dall’iscrizione alla residenza artistica.
È possibile candidarsi per la fase di preselezione a questo indirizzo: www.musicforchange.it
CHI PUÒ PARTECIPARE
Il premio è aperto ad artiste e artisti europei dai 16 anni in su, solisti o band, senza limiti di genere o stile musicale.
Music for Change si rivolge a chi lavora sulla propria identità artistica e vuole mettersi in gioco in un percorso strutturato. Nella prima fase è possibile candidare un brano originale già pubblicato, rappresentativo del proprio stile. L’iscrizione è gratuita e avviene esclusivamente online.
I NUOVI TEMI
La scelta del tema su cui lavorare non avviene in fase di iscrizione, ma sarà definita durante le Audition del 3 e 4 maggio presso il Mood Social Club di Rende (CS), attraverso un vero e proprio casting, con la direzione artistica.
Un passaggio centrale che permette di individuare il tema più coerente con l’identità dell’artista e con il suo percorso. Il tema diventa così parte integrante del processo creativo.
I temi che definiscono Music for Change mantengono la loro sostanza, ma evolvono nel linguaggio. Il racconto si fa più diretto, riconoscibile, vicino all’immaginario musicale contemporaneo. Non categorie rigide, ma spazi narrativi aperti, pensati per stimolare visioni personali e letture attuali. La musica diventa il mezzo attraverso cui questi temi prendono forma.
I temi su cui si sviluppa il percorso sono così rappresentati da sette direzioni, che raccontano il presente attraverso la musica: Amplify Democracy (partecipazione, cittadinanza, cambiamento), Eco Mood (ambiente, sostenibilità, rispetto), Offline/Online (connessioni, rischi, identità digitali), Equality (libertà, identità, appartenenza), Nine to Five (lavoro, dignità, opportunità), Crossroads (culture, contaminazioni, radici), Borders (margini, disuguaglianze, fragilità).
LA PRE-SELEZIONE: I 150 ARTISTI
Alla chiusura delle iscrizioni, una commissione artistica interna selezionerà 150 artisti. Questi accederanno ufficialmente alla fase di casting, entrando a pieno titolo nel percorso Music for Change. La selezione avviene sulla base di criteri tecnico-artistici, autorali e progettuali. Una scelta che privilegia qualità, identità e visione, garantendo maggiore attenzione a ogni progetto.
AUDITION LIVE
Dalla fase di casting emergeranno 40 semifinalisti che accederanno alle Audition Live, in programma il 2 e 3 maggio 2026 presso il Mood Social Club di Rende (CS). Non una semifinale tradizionale, ma un casting dal vivo costruito su performance, confronto e dialogo diretto con la commissione artistica. Un momento intenso, pensato per andare oltre la superficie e cogliere l’artista nella sua complessità al fine di determinare i finalisti.
SOUND VILLAGE: IL CUORE DELL’ESPERIENZA
Dalle Audition verranno selezionati i 7 finalisti che accederanno al Sound Village che si terrà dal 24 al 31 maggio 2026 presso il Parco d’Arte Alt Art di Rende (CS). Si tratta di una residenza artistica intensiva, concepita come un vero master, ospitata in un luogo immerso nel verde, lontano dal rumore e vicino all’essenziale. Art Room indipendenti, spazi comuni, studio di registrazione e aree di confronto creano un ambiente pensato per favorire concentrazione, comfort e qualità del lavoro.
Per una settimana i 7 finalisti vivono e lavorano a contatto diretto con autori, compositori, produttori, arrangiatori ed esperti di settore. Un confronto continuo, reale, quotidiano. Un luogo nel quale il tempo rallenta, le idee si sedimentano e i brani prendono forma attraverso un lavoro quotidiano, guidato e condiviso.
PITCHING FRIDAY ROUTE
Il percorso prosegue poi con la Pitching Friday Route (12 giugno – 24 luglio 2026). Una fase di accompagnamento che consolida il lavoro nato in residenza. Incontri settimanali dedicati a produzione, comunicazione, immagine, estetica e posizionamento del progetto artistico. Un passaggio fondamentale per portare la musica fuori dal percorso e nel mondo reale.
LA FINALE
La finale, denominata Boot-Up Stage, si terrà il 9 ottobre 2026 presso il Teatro Rendano. I finalisti si esibiranno accompagnati da una band resident, davanti al pubblico e agli Artist Decider, una giuria composta da artisti di chiara fama. Negli anni hanno ricoperto questo ruolo, tra gli altri, Rose Villain, Serena Brancale, Brunori Sas, Roy Paci, Cristiano Godano, Riccardo Sinigallia. Una serata che restituisce al pubblico il senso dell’intero percorso.
PREMI E OPPORTUNITÀ CONCRETE
Music for Change rinnova il sistema dei premi, ampliando lo sguardo su ciò che conta davvero in un percorso artistico. Accanto al premio principale, che prevede un contributo economico per la realizzazione di un tour e l’accesso a importanti palchi nazionali, inseriti in una rete di premi e festival legati a Music for Change, la 17ª edizione introduce nuovi riconoscimenti, dedicati alla scrittura e alla crescita lungo tutto il percorso.
Nascono il Best Lyrics Award, dedicato alla forza e alla consapevolezza del testo e il Full Experience Award, pensato per chi vive Music for Change in ogni sua fase.
Completano il sistema numerosi premi speciali, tra cui la Menzione Speciale del Club Tenco, apertura del concertone dell’Uno Maggio Taranto Libero e Pensante, il Premio Stream Believe Music Italia, il Premio Speciale 1MNext, oltre a riconoscimenti assegnati da ACEP, Ostello Bello, Music Innnovation Hub, Quarto Savona 15, Polizia di Stato e Musa Factory.
Un sistema di premi pensato per accompagnare davvero lo sviluppo artistico, dentro e oltre il concorso.
LA RETE LIVE
Negli ultimi anni Music for Change ha costruito una rete Live di premi, festival e realtà che condividono visione, attenzione alla canzone d’autore e impegno culturale.
Una rete fondata sulla collaborazione e sul sostegno reciproco, che estende il valore del premio oltre la finale.
Il progetto vincitore viene ospitato nei festival e nei premi partner, entrando in una circuitazione nazionale condivisa. Fanno parte della rete: il Premio Fabrizio De André, il Premio Bindi, Musica da Bere, Uno Maggio Taranto Libero e Pensante, il Premio Bianca d’Aponte, il Premio La Mia Terra, Be Alternative Festival, il Trame Festival, iVisionatici, Ostello Bello, Linecheck.
Una rete viva, in continua evoluzione, che rende Music for Change un sistema condiviso di crescita artistica e culturale.
CULTURE FOR CHANGE
Accanto al Premio Music for Change prenderà il via Culture for Change – Dialoghi sonori tra parole, musica e futuro, progetto culturale dedicato alla letteratura musicale e al racconto dei linguaggi contemporanei che attraversano musica, società e immaginari collettivi.
Il progetto è realizzato da Edizioni Emmekappa grazie al sostegno della Regione Calabria, nell’ambito dell’Avviso Pubblico Sostegno e promozione turistica e culturale – POC 2014/2020.
Culture for Change si sviluppa come un percorso di incontri, talk, laboratori e performance, confermando Cosenza come spazio di dialogo tra musica, scrittura e futuro.
I PARTNER E I SOSTENITORI
Music for Change è organizzato da Musica Contro Le Mafie e si avvale di diverse categorie di supporter:
– Institutional Supporter: Regione Calabria (Sostegno e promozione turistica e culturale – POC 2014/2020).
– Official Supporter: SIAE (Società Italiana Autori ed Editori).
– Friends Supporter: ACEP, Callipo Group.
Sono Partner di Music for Change: Club Tenco, Casa Sanremo, Believe Music Italia, Uno Maggio Taranto Libero e Pensante, Polizia Di Stato, 1MNext/iCompany, Michele Affidato, Quarto Savona 15, Libera, Billboard Italia, Music Innovation Hub, Note Legali, Restart Music Minds. Il Premio gode inoltre del patrocinio di Giffoni Film Festival.
LE PAROLE DI GENNARO DE ROSA (DIRETTORE ARTISTICO)
“Playmode Edition segna un cambio di passo: una nuova modalità di lavoro, più fluida e consapevole. Cerchiamo artisti pronti a mettersi in gioco, capaci di trasformare le idee in musica che funzioni davvero, restando dentro i suoni, i linguaggi e l’estetica di oggi”.
COS’È MUSICA CONTRO LE MAFIE?
Musica Contro Le Mafie è una APS che da 16 anni lavora per tenere alto il rapporto tra arte ed etica nella sua essenza di comunità performante. Dal 2010, organizza il Premio “Music for Change”; il primo e più̀ importante premio musicale europeo dedicato a tematiche sociali e civili. Ha all’attivo, sostenuta da migliaia di artisti, numerose pubblicazioni editoriali ed uno storico importante di progetti in scuole ed università, centinaia di concerti ed eventi, attività in giro per l’Italia, progetti di rigenerazione urbana, pubblicazioni discografiche e letterarie. È una delle realtà più consolidate del panorama nazionale con proposte sempre attuali e proiettate nel futuro.
ALBO D’ORO MUSIC FOR CHANGE
I vincitori di Music for Change nelle precedenti edizioni: Rossana De Pace (MfC16th); Acquachiara (MfC 15th); Malvax (MfC 14th), LUK (MfC 13th), Francesco Lettieri (MfC 12th), Yosh Whale (MfC 12th), Davide Ambrogio (MfC 11th), DeAlmeida (MfC 11th), Micaela Tempesta (MfC 10th), Romito (MfC 10th), Gero (MfC 9th), ABC Positive (MfC 9th), Picciotto (MfC 8th), Chiara Effe (MfC 8th), Mujura (MfC 7th), Molla (MfC 7th), Dinastia (MfC 6th), Nasodoble (MfC 6th), Valentina Amandolese (MfC 5th), Renanera (MfC 5th), Sara Velardo (MfC 4th), Lomè (MfC 4th), Pupi di Surfaro (MfC 4th), Original Sicilian Style (MfC 4th), Alfonso De Pietro (MfC 3th), Almamediterranea (MfC 3th), U’Papun (MfC 3th), Dario De Luca & Omissis Mini Orchestra (MfC 3th), Lucariello (MfC 2th), Capatosta (MfC 1th).
Negli anni Music For Change ha selezionato brani di artisti consolidati e con una lunga storia alle spalle in linea con i temi cari all’organizzazione conferendo il Premio Speciale Music for Change: 2025: Paola Iezzi, Tiromancino, Mezzosangue, Francamente – 2023: Margherita Vicario, Giovanni Truppi, Eman – 2022: Rancore, Eugenio in Via di Gioia – 2021: Lo Stato Sociale, Fast Animals and Slow Kids, Ministri – 2019: Motta, Willie Peyote, The Zen Circus – 2018: Levante, Diodato, Ex-Otago – 2017: Brunori Sas, Rocco Hunt, Paolo Benvegnù – 2016: Fabrizio Moro, Ghemon.
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Quando la coerenza diventa una ”Roba Seria”, il nuovo singolo di Metho
Quando la coerenza diventa una Roba Seria, il nuovo singolo di Metho in uscita il 6 marzo per Honiro Label.
Crescendo, si stabiliscono dei riferimenti: la famiglia, gli amici, le persone che abbiamo attorno e con le quali costruiamo e ci costruiamo. E, come per tutti i riferimenti, la loro solidità è il nostro punto fermo. Eppure, nel tempo, ci accorgiamo non solo della validità, ma anche dell’inconsistenza, delle contraddizioni di ciò che abbiamo imparato. Tra barre sempre più pirotecniche e il citazionismo che le contraddistingue, Metho ci suggerisce il punto di partenza: assorbire come ‘’spugne’’ ogni esperienza, ogni attimo che ci può lasciare qualcosa, ma anche saper selezionare e trasformare, tracciare la linea della propria storia.‘’Roba seria’’ nasce in session con Kasp, tra influenze drill e sonorità ricercate. Cerco di raccontare il punto di vista delle problematiche e degli insegnamenti sociali che ci vengono inculcati sin da bambini, riflettendo su parole che a volte diventano parte di noi, a volte ci scorrono addosso, in base anche a chi le dice o con la coerenza con cui vengono proferite. Uno sfogo che va oltre la mia dimensione e che tocca quello che mi circonda e che bisogna sempre leggere con spirito critico.’’ – ci racconta l’artista.
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JD Il Moro presenta “Il Sardo del Nord Vol.3”
In un momento storico in cui il rap corre veloce tra singoli e release lampo, JD Il Moro continua a muoversi in direzione opposta. Il Sardo del Nord Vol.3 è il nuovo capitolo di una saga personale iniziata anni fa, un progetto costruito come un racconto in evoluzione dove musica, identità e vissuto si intrecciano senza scorciatoie.
Tra campioni jazz e blues, batterie trap e collaborazioni nate da legami reali prima ancora che artistici, il disco racconta un percorso fatto di radici sarde, vita nel Nord Italia e viaggi che hanno allargato lo sguardo dell’artista. Un equilibrio tra classicismo e contemporaneità che riflette anche la sua crescita personale.
In questa intervista JD Il Moro ci porta dentro il processo creativo del progetto, tra scelte musicali, identità territoriale e il bisogno di continuare a raccontarsi in capitoli, anche quando il mercato sembra chiedere il contrario.

“Il Sardo del Nord Vol.3” continua una saga personale. Quanto è importante oggi, in un’epoca di singoli veloci, portare avanti un racconto strutturato in capitoli?
È importantissimo, proprio perché siamo nell’era dei singoli usa-e-getta. Continuare una saga come Il Sardo del Nord è il mio modo di ribellarmi a quel ritmo frenetico: invece dello snack musicale ti porto un pasto completo, con antipasto, primo, amaro e crisi esistenziale finale.
C’è un viaggio che parte dal Vol.1 e arriva al Vol.3, con up and down, maturazione, collaborazioni che si intrecciano e tutti quei pesi che ti porti dietro… che poi magari una birra con gli amici riesce a farti dimenticare per mezz’ora (terapia alternativa, costa meno dello psicologo, ma non fatelo a casa).
È faticoso costruirla così, però è l’unico modo che conosco per essere sincero al microfono e usare questa forma d’arte per l’autoanalisi. E poi lo so per certo che crea connessione vera con chi ascolta: la gente sente quando dietro c’è sostanza, soprattutto di sti tempi.
A livello musicale c’è una forte presenza di campioni jazz e blues, ma anche batterie trap. Come trovi l’equilibrio?
Non lo trovo: lo lascio trovare a me (che sembra una frase motivazionale da biscotto della fortuna, ma è così). Ho suonato la batteria per anni, ho studiato chitarra classica e acustica, quindi i campioni jazz e blues mi escono naturali, come radici che danno profondità e quella vibe old school che mi fa stare a casa.
Le batterie trap invece sono il movimento, il punch, la freschezza della nuova scena. Con Ric de Large, David Costello e A-Kurt non cerchiamo un compromesso tra epoche, facciamo una fusione organica — che suona molto meglio di “attempato” (termine che mi fa sentire già con la copertina del disco dorata).
Il trucco è ascoltare tanto, testare sul campo e fidarsi dell’istinto: così il Vol.3 suona classic ma fresco, senza sembrare né vintage forzato né moda passeggera.
L’identità territoriale è centrale nel titolo. Quanto hanno inciso Sardegna, Friuli e l’estero?
Tantissimo. La Sardegna sono le radici e anche il luogo fisico dove abbiamo lavorato al disco, in una casa al mare; il Friuli è la vita quotidiana, la stabilità, il Nord vero.
Tutti i viaggi e le esperienze — persone, errori, scelte adulte — sono diventati carburante per i testi. Non è un titolo “figo”: è letteralmente la mia biografia in tre parole.
Un sardo che cresce quassù, con tutto quello che comporta (meteo incluso).
Come scegli producer e featuring?
Prima l’affinità umana, sempre. Lavoro con persone che stimo davvero e con cui ho un legame reale.
David Costello è stato il primo a credere in me nel 2010 con Gioca anche tu; Ric de Large è un compagno di avventure dai tempi dello scheletro di BRUHVA; A-Kurt è un amico che stimavo da tempo e con cui finalmente ho lavorato di più in questo capitolo.
L’affinità sonora conta, ma viene dopo. In futuro non escludo collaborazioni solo per il sound — fa parte del gioco, a volte devi ingoiare rospi (vegani, però). Finché posso, però, scelgo prima le persone.
C’è un brano che rappresenta meglio l’anima del disco?
Sì, Difetti. È quello più introspettivo e simbolico. Parte da un momento semplice: guardarsi allo specchio e non piacersi. Parlo del Davide giovane, delle insicurezze che forse ho coperto anche con i tatuaggi, e di una relazione reale con una persona che aveva blocchi emotivi profondi.
Non è una seduta di psicologia da tastiera e non è un giudizio su nessuno (disclaimer preventivo 😅): è solo un’osservazione su come i difetti — miei e degli altri — ci plasmino.
Dal primo volume a oggi hai trovato una forma definitiva?
No, e per fortuna. Sto evolvendo continuamente, ed è quello che tiene tutto vivo.
I primi volumi erano più diretti, quasi didascalici, con un’estetica in bianco e nero e contrasti forti; nel Vol.3 ho aperto a più sfumature. Ho trovato un centro di gravità un po’ più stabile (cit. Battiato), ho mollato qualche zavorra e ho portato dentro esperienze fatte tra Londra, Svizzera, Indocina e Messico.
Le collaborazioni sono fondamentali: senza quel collettivo molti brani resterebbero bozze. Anche l’estetica con Mr. Steelo è parte della narrazione — simboli per ogni traccia, l’alveare lilla, i video e i canvas IA (algorithm_guy santo subito).
“Sardo del Nord” oggi è la sintesi tra la villa al mare in Sardegna e la vita friulana, ma mi sento anche cittadino del mondo. Alla fine, è sempre Davide che rappa come JD Il Moro, senza maschere — anche se certe cose riesco a dirle solo al microfono.
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”La pace non viene mai dalla guerra”, il racconto del nuovo album di Ciliari
Ex va oltre la parola o il concetto classico di una persona con cui si è stati insieme per un periodo. Qualcosa che c’è stato, che ha fatto parte di noi e della nostra vita e che rimane nei nostri ricordi per sempre, ci racconta Ciliari. Un messaggio alla fine, ma che vale anche come un nuovo inizio. Tra brani che sanno di un gusto intramontabile e una penna altamente descrittiva e scarna di sovrastrutture, una risposta decisa e sincera al cinismo machiavellico di un mondo che ha perso il suo essere romantico nel senso letterario (e non letterale) del termine. Sognare una realtà diversa, rendere giustizia ai propri sentimenti e vivere empaticamente l’altro. E, per citare una sua frase davvero attuale, La pace non viene mai dalla guerra.
CILIARI – EX
1)‘’Ex’ è un addio o un arrivederci rivolto a qualcuno? O forse nessuno dei due?
“Ex” non è né un addio né un arrivederci. Ex è qualcosa che c’è stato, che ha fatto parte di noi e della nostra vita e che rimane nei nostri ricordi per sempre. Ex è quello che siamo stati e che ci ha fatto diventare quello che siamo adesso.
2) ‘’L’amore dà, l’amore toglie ’, dicevano. Se dovessi ripensare alle tue esperienze e al tuo percorso, cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto l’amore?
L’amore mi ha aiutato tanto a crescere, a comprendere e a cambiare, a valutare i miei errori e a mettermi spesso in dubbio. Mi ha aiutato anche tanto a comprendere che in ognuno di noi ci può essere un sentimento potente, un sentimento che andrebbe ascoltato, che è quello di voler bene al prossimo, di provare qualcosa di forte per qualcuno. Se siamo capaci di amare, allora abbiamo la chiave per superare l’odio. Bisogna solo riuscire ad usarla, a volerlo.
3) Una componente che diventa fil rouge di tutto il progetto è il ruolo della memoria emotiva, non solo nel contesto sentimentale, ma qualcosa di ancora più profondo. A tal proposito, Marcel Proust scriveva: ‘’Troviamo di tutto nella nostra memoria: è una specie di farmacia, di laboratorio chimico, dove si mettono le mani a caso, ora su una droga calmante, ora su un veleno pericoloso’. Pensando ai tuoi brani e l’urgenza che li ha fatti nascere, a quale associ la ‘’droga calmante’ e a quale ‘’il veleno pericoloso ’?
Tutti i brani, prima di essere scritti, sono stati “veleno pericoloso” e tutti i brani in qualche modo ora sono diventati “droga calmante”. E quando sono “veleno” spesso te ne rendi conto dopo. Credo che dipenda soltanto dal grado di consapevolezza e accettazione delle cose. La pace non viene mai dalla guerra, ma dall’amore, fuori e dentro di noi.
4) Parlando di urgenza e ispirazione, sull’aspetto musicale e delle collaborazioni autoriali qual è stato il processo creativo che ha portato alla realizzazione del disco?
Semplicemente vivere e ascoltarmi, ascoltare quello che ho vissuto, la gente che ho incontrato. Poi anche a livello di collaborazioni è stato tutto molto naturale e sincero. E poi ho fatto una ricerca minuziosa del suono, non sulla base dei tempi che stiamo vivendo, ma su quello che in qualche modo mi emozionava davvero. Ogni cosa che ho messo nel disco, ogni suono e ogni nota, mi danno una grande emozione. Anche le persone con cui ho lavorato sono persone a cui voglio un gran bene, e tutto chiaramente si riversa nel disco.
5) In ‘’Fellini ’ dici: ‘’(…) Come se avessi tutto da perdere, come se fosse tutto possibile’. Ci sono state delle volte in cui una fine che hai vissuto non ha portato necessariamente ad un nuovo inizio? Quanto pesano gli strascichi di una conclusione dentro cui riserviamo sempre una piccola speranza che tutto possa ricominciare?
Si ha sempre la speranza che qualcosa di bello possa tornare, ma non deve e non può diventare un’ossessione. Una delle cose più importanti, anche se a volte complesse, è dire basta, lasciarsi alle spalle quello che è stato e cercare di andare avanti. E quando accade magari si scopre qualcosa di ancora più bello e magico, qualcosa che, se ci fossimo fermati all’ossessione, magari non avremmo mai vissuto. Mi viene in mente la storia del pesciolino rosso, che cresce in base allo spazio in cui si trova. E allora cerchiamo il mare invece di rimanere nell’ampolla. Per rimanere in tema di film e del maestro Fellini, voglio citare un film che adoro di Tim Burton, che si chiama Big Fish, e che parla proprio di qualcosa del genere. Lo consiglio!!
6) In questo disco cosa lasci di te agli altri e cosa lasciano gli altri (le esperienze, le persone che hai vissuto) a te?
Spero qualcosa di buono. Sicuramente qualcosa di vero. Che poi quando diventa una canzone, che bello è? Buon ascolto!

BIOGRAFIA
Tra i “Best Of Indie Italia 2021 e 2023” di Spotify e Amazon Music con più di 10 milioni di ascolti, in Viral 50 Italia con la sua “Giornata di Merda” e le copertine di “Indie Italia” e “Scuola Indie”, la copertina “Novità Indie Italiano” di Amazon Music e tra i Future Hits di Radio Zeta.
In pochissimo tempo Ciliari è riuscito a conquistare un vasto pubblico, fino ad essere inserito in più di 13 mila playlist di tutto il mondo e anche tra le sigle di un noto programma radio in Argentina.
Nel 2022 escono “Lato C” e “Lato D”, i primi due Ep di Ciliari, che contengono brani come “Nebbia”, “Giornata di merda”, “Tuttoaputtane”, “Porno 80” e “Anche se non ti conosco”, distribuiti da Believe e prodotti da Riccardo Scirè con Adel Al Kassem, Luca Mezzadra, Roberto Pace, Marco Rossi e Emanuele Alosi.
“Maledetto Amore” è il singolo che inaugura il 2023 di Ciliari, che anticipa la sua partecipazione al Concerto del Primo Maggio in piazza San Govanni a Roma e il singolo “Enoteca Discoteca”. Dopo l’energica “Puntifragola”, uscita durante il mese di ottobre, Ciliari abbraccia la sua malinconia con il singolo “Basta”, una canzone capace di entrare nella mente e nel cuore di chi l’ascolta e che anticipa l’album “Maledetti Noi”, uscito lo scorso 8 dicembre 2023.
Nel 2024 firma come artista e autore per Warner Chappell Music.
Il 10 Gennaio 2025 Ciliari è in copertina “Novità Indie Italiano” di Amazon Music con il suo nuovo singolo “LE LINGUE LA MATEMATICA”, brano che entra a far parte anche delle playlist “Indie Italia” di Spotify e di “Esplosione Indie” e “Novità del Momento” di Amazon Music.L’11 Luglio 2025 esce il suo ultimo singolo “Seh Vabbè”, brano che conferma il sodalizio artistico con il producer Riccardo Scirè.
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