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“Dreamers in Las Vegas” il nuovo singolo di Jalisia Dollson è un ritratto della società attuale
A distanza di un anno e mezzo da “Con Te”, Jalisia Dollson torna a regalare grinta ed emozione in “Dreamers in Las Vegas” (B-Again Records), il suo nuovo singolo.
Impreziosito da attualissime sonorità synth-pop che abbracciano e guidano la vocalità intensa e potentissima della cantautrice trevigiana, il testo ha preso vita dalla penna vivace e penetrante di Jalisia durante uno dei suoi lunghi viaggi notturni.
E, proprio come un’autostrada avvolta dalla carezza del cielo, con il suo manto di stelle a cui l’uomo affida desideri e fantasie, “Dreamers in Las Vegas” è un tuffo a capofitto nella silenziosa frenesia dell’oscurità, in cui si susseguono le vivide polaroid di una società cieca ed arrivista, costantemente bramosa di possesso e di controllo.
“Dreamers in Las Vegas” – dichiara l’artista – è una cavalcata tra le fiamme dell’Inferno, in cui dipingo la società attuale. Una società sempre più attratta dal denaro e da tutto ciò che è tentazione. È una canzone che parla del desiderio, del volere, quasi esigere e pretendere, sempre di più; una canzone che narra il peccato, la volontà di violare le norme, pur sapendo che ci saranno delle conseguenze. Descrivo la sensazione di sentirsi liberi di fare qualsiasi cosa, senza pensare al domani”.
Il videoclip ufficiale che accompagna il pezzo è diretto da Mattia Bello – con montaggio ed editing a cura di Ademir Van Gogic. Girato tra Italia e Grecia, questo è un vero e proprio cortometraggio, in uscita nel corso delle prossime settimane. Alle riprese hanno preso parte i talentuosissimi pattinatori dello Show Roller Team – vice campioni europei e medaglia di bronzo ai Mondiali di Pattinaggio Artistico 2021 – guidati dalla maestria artistica della coreografa Venusia Ronchi.
Qui su Spotify puoi trovare “Dreamers in Las Vegas” il nuovo singolo di Jalisia Dollson, buon ascolto!
Jalisia Dollson, l’artista di “Dreamers in Las Vegas”
Pseudonimo di Silvia Randazzo, è una cantautrice italiana nata ad Oderzo (TV) il 20 Dicembre 1999. Si appassiona alla musica da giovanissima, grazie all’influenza artistica del padre, anch’egli autore ed interprete. Impara a suonare chitarra e pianoforte da autodidatta, strumenti imprescindibili per iniziare a comporre i suoi primi brani. Ispirata da grandi star del panorama musicale internazionale come Taylor Swift, Bruno Mars e The Weeknd, scrive i suoi primi testi a soli 15 anni. Italianissima, ma con il cuore a stelle e strisce, ogni sua release è avvolta da sonorità dal forte richiamo synth-wave anni ‘80 d’Oltreoceano.
Appassionata d’Arte a tuttotondo, la sua musica è lo specchio di una poliedricità vivace e curiosa. Un’abilità capace di coniugare canto, danza e discipline sportive con efficacia e immediatezza. Una fusione che ben si evince dai videoclip, iconici e suggestivi, che accompagnano ogni sua traccia. In questi, molto spesso, indossa outfit da lei stessa disegnati e realizzati. Sensibile, intensa ed empatica, Jalisia Dollson intreccia colori, sentimenti e stati d’animo a sound innovativi ed attualissimi con l’autenticità di chi sente nel profondo una forte urgenza espressiva.
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Alex Cortez pubblica il video di “Morningstar: L’uomo al centro”
Alex Cortez torna a dare volto e voce al cuore del suo progetto Morningstar con l’estrazione del video ufficiale di “Morningstar: L’uomo al centro”, primo brano e title track dell’album che ha segnato il suo ritorno discografico dopo oltre dieci anni di assenza. Un disco che, fin dalla sua uscita, ha raccolto riscontri molto positivi dalla stampa di settore, apprezzato per la profondità del racconto, la coerenza artistica e la maturità della scrittura.
“Morningstar: L’uomo al centro” non è solo l’apertura dell’album, ma il suo vero manifesto concettuale. Su una base boombap essenziale e profonda, prodotta da James Cella (JFK Music), Alex Cortez si racconta senza filtri, ripercorrendo un viaggio lungo più di dieci anni che lo ha tenuto lontano dalla scena musicale, ma mai dalla scrittura. È il racconto di un uomo che attraversa bene e male, luce e ombra, ambizione e fragilità, fino a trovare un punto di equilibrio possibile: fare pace con il proprio passato e con i propri demoni, senza negarne l’esistenza.
Il titolo del brano richiama in modo volutamente provocatorio la figura di Morningstar, Lucifero, non come incarnazione del male assoluto, ma come metafora umana dell’errore, della caduta e del desiderio di comprensione. Alex Cortez non demonizza l’oscurità: la attraversa, la accoglie, la riconosce come parte integrante dell’esperienza umana, per tornare a essere uomo prima che artista, individuo prima che rapper.
Alex Cortez: il manifesto di un ritorno umano
Il video ufficiale, diretto dallo stesso James Cella (JFK Music), traduce visivamente questo percorso interiore. Ambientato in una stanza vuota, asettica e immersa nel buio, il video è costruito come una lunga confessione in camera. Attorno al protagonista si muove una presenza femminile, interpretata da Daisy Congiusti, coprotagonista del racconto visivo: una figura che accudisce, sfiora, abbraccia, senza mai essere definita in modo univoco come “amica” o “demone”.
Entrambi i personaggi si muovono su due livelli simbolici: uno legato al rap, alla musica, all’identità artistica; l’altro più elegante e “posh”, connesso alla vita reale, quotidiana, lontana dai riflettori. La relazione tra le due presenze non è mai esplicitamente positiva o negativa, ma profondamente umana: una vicinanza che accompagna il protagonista nel suo processo di messa a nudo e di accettazione.
Il monologo finale del video rappresenta il punto di sintesi dell’intero progetto Morningstar: una dichiarazione di intenti in cui l’uomo, nella sua semplicità e nelle sue debolezze, rivendica il diritto di tornare al centro. Non come figura eroica o necessariamente positiva, ma come essere umano complesso, imperfetto, reale.
Con “Morningstar: L’uomo al centro”, Alex Cortez consolida il percorso intrapreso con l’album Morningstar: un ritorno consapevole, maturo e privo di compromessi, che mette al centro l’identità, la memoria e il coraggio di raccontarsi. Un progetto che ha già dimostrato di parlare con forza a pubblico e critica, e che con questo nuovo video aggiunge un ulteriore tassello visivo e narrativo a una rinascita artistica autentica.
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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: ”Magari domani”, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio
Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: Magari domani, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio per Honiro Label e Luppolo Dischi.
Non c’è luogo migliore per un overthinker che i suoi stessi pensieri, lo stesso vortice dentro cui perdersi e non necessariamente aver bisogno di ritrovarsi. Eppure, rimane insito il desiderio di abitare quel luogo con qualcuno; con qualcuno che non ci fa affondare vertiginosamente dentro noi stessi. Infatti, il potere dell’altro è proprio questo: non dirigerci, non evitare una nostra caduta, ma accompagnarci, nel bene o nel male, e stimolare una versione migliore di noi stessi. E l’attesa, alla fine, riesce a riempire e decorare anche lo stare soli. “‘’Magari domani’’ è un’attesa dal sapore dolceamaro; una speranza per chi si sente perso, un pensiero per chi ha bisogno di riceverlo, un po’ come ne ho avuto bisogno io e mi sono immaginato di riceverlo. I suoni pop di Yellow, che si avvicinano all’intimità autoriale che ho provato a creare attraverso il mio racconto, sono il contorno di una mia storia che può essere la storia di tutti coloro che non hanno paura di vivere il dolore da un altro punto di vista, osservando il dopo’’ – ci racconta.
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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un ”Infern*” che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio
Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un Infern* che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio per Honiro Publishing.
Leggiamo sempre di storie che hanno un lieto fine, dove il ‘’bene’’ trionfa sempre; eppure, la realtà quotidiana ci fa vedere dell’altro: un bene soggiogato, il buono che faticosamente trova uno spazio e viene sorpassato dalla furbizia e le ingiustizie. E, alla fine, se questo non è il personale inferno di ciascuno, cosa potrebbe mai essere?
Tuttavia, tra rime sottili e, allo stesso tempo, taglienti, e riferimenti ai gironi di Dante, si prospetta una luce sul fondo: vedere un cambiamento sembra impossibile, provare a compiere dei gesti della quotidianità che possono fare la differenza è un punto di partenza. ‘’Ho scritto ‘’Infern*’’ pensando proprio alla Divina Commedia. Infatti, il brano, oltre ad avere citazioni dantesche, cerca di descrivere un mondo come quello odierno dove i buoni non vincono, in preda ad un destino sempre più schiacciato, soffocato come il respiro. Tra sonorità che richiamano Lil Baby e Future e pensieri che rappresentano a pieno il mio flusso di coscienza, non voglio suggerire un senso di rivincita, ma di presa di posizione proprio in questo mondo che forse, in qualche modo, può cambiare’’ – ci racconta l’artista.
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