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Highsnob, dai Bushwaka alle “Spunte Blu”

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Nel 2013 crea i “Bushwaka” duo rap con Samuel Heron, intraprende poi una carriera da solista: classico ragazzo che alle mamme non piace col suo nome d’arte tatuato vicino alla sua sopracciglia e capelli poco spesso del loro colore naturale, di chi stiamo parlando probabilmente lo avrete già capito, Michele Matera in arte Highsnob.
La prima traccia caricata sul canale YouTube di Highsnob è “Harley Quinn” un pezzo d’amore con un’accesa nostalgia ma che si lascia anche a qualche cliché tipico della scena rap italiana, costellato di rime che potresti trovare scritte sul muro di scuola “Ridammi tutto il fiato dopo che me l’hai tolto”.
Pubblica 6 singoli spezzati dalla pubblicazione del suo EP “Pretty Boy”: dal titolo che si rifà allo pseudonimo del criminale dei primi del ‘900 Charles Arthur Floyd.
Arriviamo al suo ultimo brano passando per sei singoli: ogni testo diverso dall’altro per tematica, spaziando da critiche a strofe auto-celebrative. Il filo che li unisce tutti sono l’identità ed un timbro ben definiti per Highsnob che lo stanno accompagnando per tutta la sua carriera che vede come ultima tappa “Spunte blu” il suo ultimo singolo uscito il 14 novembre dalla produzione di Pankees. Questo singolo è attuale come pochi: è triste dirlo ma le spunte blu di whtsapp sono state uno degli argomenti più discussi degli ultimi tempi quindi il titolo per quanto possa sembrare “scelto a caso” ha una sua logica.
Ritroviamo le caratteristiche tipiche di Mike con la critica alla scena rap italiana tra numeri falsi e vari stratagemmi pilotati dagli stessi artisti per superarsi a vicenda e Mike la dice giusta: “Ho trovato dei raccomandati pure in questa scena, ma che bel paese”. Due strofe con qualche punchline come “Nati bastardi coi sogni più grandi di questi cuscini” separate dal ritornello orecchiabile “E vado via, lontano fino a Khatmandu, mi scrivi ma io non risponderò”.
Highsnob, “A sti rapper gli tirerò il collo sì come Modigliani” qualche spanna sopra a molti come recita nel suo ultimo singolo oppure uno dei tanti?

Di Claudia Biasci

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Quando diventiamo noi stessi una trappola, il nostro ”Limbo”, il nuovo singolo di Metho in uscita il 30 gennaio

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Quando diventiamo noi stessi una trappola, il nostro Limbo, il nuovo singolo di Metho in uscita il 30 gennaio per Honiro Label. 

La quotidianità diventa un palco, noi i protagonisti, con la possibilità di scegliere quale maschera indossare. Nella frenesia di ogni scena, nel disturbo di una realtà che non cambia, ma che ha le sue evoluzioni, le decisioni di oggi e il passato possono scontrarsi e gettarci in un vero e proprio limbo, dove l’incertezza e la negatività trascinano verso il fondo. Spesso la necessità non è la via di fuga, ma trovare l’equilibrio e sopravvivere nel vortice. Per citare il titolo di un film di Woody Allen, ‘’basta che funzioni’’. 
‘’Ho scritto e registrato ‘’Limbo’’ nel giro di un’ora, in una sessione in studio con Tenshi, il mio produttore, cercando un confronto con la mia interiorità. Il risultato finale è stato un flusso di coscienza boom bap, libero, con un tocco di sample minimale e delicato; un viaggio introspettivo in quella negatività dalla quale sembra impossibile uscire, non necessariamente per avere una soluzione, ma per esistere e affrontare la vita. Noi stessi siamo il limbo dentro cui perdersi per ritrovarsi’’ – ci racconta l’artista.



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Per ogni sentimento che si consuma nel tempo di una ”Guinness”, il nuovo brano di Alessandro, in uscita il 30 gennaio

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Per ogni sentimento che si consuma nel tempo di una Guinness, il nuovo brano di Alessandro, in uscita il 30 gennaio per Honiro Label

Uno scenario d’amore a ‘’prima Guinness”, proprio come la birra che lei ha scelto per il primo incontro. Un vortice di racconti, di sensazioni che spediscono al settimo cielo, ma che, al contempo, non preparano mai agli schianti improvvisi, ai cambi di direzione fugaci. Forse perché ci leghiamo così tanto ad un’idea della persona che perdiamo di vista la realtà; una realtà che per sua natura è sempre più sfuggente, come le persone e ciò che sentono, provano, vogliono

Tra sonorità marcatamente pop e un’espressione autoriale intima, Alessandro non ha paura delle sue emozioni e nemmeno di dove possono condurre, perché sono l’unico salvagente che ci fanno galleggiare in un tempo che bisogna imparare ad apprezzare e coltivare.‘’Non molto tempo fa, ho conosciuto una ragazza per cui ho provato sin da subito dei sentimenti. Ma lei non voleva nulla di serio e la conoscenza non è andata oltre. ‘’Guinness’’ non è una semplice canzone d’amore, ma il racconto di come oggi è tutto così mutabile e veloce, anche una relazione che viene stroncata sul nascere. Si volta pagina senza rendercene conto. Quando ho pensato al brano, è stato di grande ispirazione il mondo testuale de ‘’La canzone dell’amore perduto’’ di De André’’ – ci racconta l’artista.



https://open.spotify.com/track/6ygWVnGc5NuKRNZgk65qBo?si=b6f86a6eb8704135
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Decostruire per costruire, bruciare per rifondare: in tre parole, ”CAOS CAOS CAOS”, il nuovo singolo Sciclitano, in uscita il 23 gennaio

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Decostruire per costruire, bruciare per rifondare: in tre parole, CAOS CAOS CAOS, il nuovo singolo Sciclitano, in uscita il 23 gennaio per Honiro Label.

Di stadio in stadio, tra la massa che incombe, i colori della maglia che diventano l’unica fede certa e un mondo che va sfaldandosi e che segue un solo linguaggio, quello del disordine. Nessuna regola, se non quella di distruggerla per crearne una nuova

Un banger in piena regola che non conferma solo la precisione e il taglio di uno stile riconoscibile, originale, pronto a solcare la linea temporale del nuovo, ma anche un manifesto coerente e senza filtri: la ‘’frizione dialettica’’ è la strada maestra per edificare ciò che sarà; la distruzione e rottura con il passato diventa il momento perfetto per realizzare il futuro. Come dicevano i romani, ‘’si vis pacem, para bellum’’ (se vuoi la pace, prepara la guerra).‘’CAOS CAOS CAOS’’ nasce da un flusso di coscienza libero e un’immagine ben precisa: distruggere ogni cosa per rifondare, slegarsi da tutto quello che ci è stato inculcato. La ribellione è l’unica via di salvezza, oltre ad essere anche una conseguenza della classe politica che ci deride quotidianamente. Meglio essere fuori da ogni logica che essere parte della logica che scelgono loro, esperti inetti di un sistema nato per rimanere immobile com’è e, proprio per questo, va distrutto.’’ – ci racconta l’artista.



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