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IL 2 AGOSTO RITORNA STRADA CHIUSA: IL FESTIVAL DI MUSICA, ARTE ERIGENERAZIONE URBANA DEDICATO ALLA STREET CULTURE
Acquaviva delle Fonti (BA) si prepara all’edizione 2025 del festival hip-hop
gratuito organizzato da più di 100 giovani volontari pugliesi.
Il 2 Agosto ritorna Strada Chiusa e la location si conferma la stessa delle passate
edizioni, via Monteschiavo ad Acquaviva delle Fonti (BA), con tante novità e una
proposta musicale che non deludono le aspettative a cui Strada Chiusa ci ha
abituato negli anni.
L’evento promosso dall’Associazione Culturale Onda, associazione no-profit
fondata nella primavera del 2014 da un gruppo di giovani studenti e lavoratori
pugliesi, si pone una duplice ambizione: da un lato consolidare la presenza di artisti
dell’hip hop italiano e internazionale, dall’altro stimolare le esibizioni di artisti locali
coerentemente con gli obiettivi di promozione del territorio e valorizzazione delle
eccellenze di cui Strada Chiusa come festival si è sempre fatta promotore.
Nelle precedenti edizioni, tutte caratterizzate dalla fruibilità gratuita dell’evento,
Strada Chiusa ha ospitato oltre 50 artisti nazionali e internazionali, coinvolgendo
più di 50mila partecipanti e investendo senza scopo di lucro oltre 240.000 euro
nell’evento; particolare menzione merita la campagna di crowfunding dell’edizione
2023, finalizzata alla raccolta fondi per la ricerca contro il cancro in collaborazione
con l’AIRC, attraverso la quale l’Associazione Onda ha avuto la possibilità di
finanziare una borsa di studio per una giovane ricercatrice.
Per l’edizione 2025 si torna oltreoceano con gli Onyx, gruppo hip-hop del Queens
(New York), formatosi nel 1988 e già ospite di Strada Chiusa nel 2016, in quella che
fino ad oggi probabilmente è stata l’edizione più esplosiva; ma non è finita qui,
perché Strada Chiusa 2025 raddoppia la proposta di ospiti internazionali, una novità
assoluta per il festival. Il secondo nome internazionale proposto è quello dei Dope
D.O.D., gruppo musicale hip-hop olandese fondato nel 2006, che porterà sul palco di
Strada Chiusa il suo hardcore rap, caratterizzato da sonorità dubstep e drum and
base. Ad integrare la proposta di artisti internazionali ci sarà Junk, che con i suoi live
carichi di energia porterà la scena hip-hop di Vancouver ad Acquaviva delle Fonti.
La line-up è ulteriormente arricchita dalla presenza dei Cor Veleno, storico gruppo
rap della capitale, e dalla semifinale regionale di Tecniche Perfette, manifestazione
nazionale di freestyle ideata e magistralmente coordinata da Mastafive. A
completare la proposta musicale di Strada Chiusa ci sarà Ellie Cottino, rapper
torinese classe ’98 accompagnata da Sista Sofy, e dai No Fang, gruppo nato tra il
Gargano e l’Emilia-Romagna.
L’intero evento sarà presentato da Extra Polo, il membro dello storico gruppo de La
Famiglia, ormai di casa sul palco di Acquaviva delle Fonti.
Oltre al concerto, il festival Strada Chiusa come di consueto si estenderà per tutto
l’arco della giornata con le diverse attività previste, tra cui esibizioni di writers,
skate, tornei di basket, contest di break-dance e freestyle, attività per bambini
e area streetfood. Chi conosce l’anima di Strada Chiusa sa bene che la musica,
seppur assoluta protagonista, non è l’unica forma di espressione proposta nell’arco
della giornata: le diverse attività previste rappresentano infatti anche i riflessi sociali,
culturali e concettuali della cultura hip-hop che animano il festival, e si pongono
l’intento di proiettare tali riflessi su tutti gli aspetti organizzativi dell’evento.
Manifestazioni sportive, artistiche ed enogastronomiche sono quindi interpretate in
chiave “Street” e prendono coerentemente vita in una location urbana, a libera e
gratuita fruizione di tutti. Per quanto riguarda le arti visive, una task force di writers
provenienti da tutta Italia si esibiranno trasformando il muro di cinta del blocco
ferroviario nel corridoio d’arte rinnovato ormai di anno in anno.
Un’ ampia area dell’evento sarà dedicata al food, grazie alla presenza di stand
gastronomici con specialità di ogni genere, con la formula “Street Food”, ovvero
produzione e consumo direttamente in strada.
L’attesa è quindi alle stelle in vista del 2 Agosto per Strada Chiusa, festival la cui
partecipazione è completamente gratuita, e diventato ormai un must delle
manifestazioni hip-hop dell’estate pugliese.
L’appuntamento è a Via di Monteschiavo, Acquaviva delle Fonti, per un evento che
si prospetta essere da non perdere.

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Tre Fedi: il rap come terapia in ”La Forza del Vuoto”
Tre Fedi torna con La Forza del Vuoto, un progetto intenso e profondamente personale che nasce dal bisogno di trasformare il dolore in consapevolezza. Il disco prende forma a partire dal lutto del padre, un evento che ha segnato in modo indelebile la vita dell’artista e che diventa il punto di partenza per un racconto più ampio fatto di perdita, crescita e ricerca di equilibrio. In questo lavoro, il vuoto non è solo assenza ma uno spazio da attraversare per ricostruirsi, un terreno fragile dove dolore e speranza finiscono per convivere.
Registrato tra demo iniziali e il lavoro di rifinitura al TdLabStudio di Milano con il producer multiplatino Yazee, il progetto mescola hip hop, jazz, soul e influenze più contemporanee per costruire un suono emotivo ma attuale. Un album volutamente introspettivo, con un solo featuring — quello di Puro Soultrain — scelto proprio per preservare la coerenza narrativa e mantenere intatta la dimensione personale del racconto.
Dentro La Forza del Vuoto convivono tecnica e sentimento, radici e cambiamento, Italia e Londra, città dove Tre Fedi vive da anni e dove ha continuato a costruire il proprio percorso artistico tra studio e palco. Con lui abbiamo parlato del processo creativo dietro il disco, della ricerca di un equilibrio tra scrittura e verità emotiva, del sound del progetto e di cosa significhi oggi trasformare una ferita in musica.

- La Forza del Vuoto nasce da un lutto personale. Quanto è stato difficile trasformare quel dolore in musica senza perdere autenticità?
È stata una necessità viscerale. Non ho mai temuto di perdere autenticità perché ogni parola di questo disco trasuda le emozioni reali che l’hanno generato. Non ho cercato di addolcire il dolore né di inasprirlo artificialmente; volevo che quei sentimenti emergessero nella loro forma più pura e grezza. Per me la musica è sempre stata terapia e cura, e credo che questo progetto ne sia la prova tangibile. Spero che questa stessa forza arrivi a chi ascolta, offrendo conforto a chiunque si trovi ad affrontare il proprio “vuoto”. - Il disco ha un solo featuring, quello di Puro Soultrain. È stata una scelta precisa di coerenza artistica?
Assolutamente sì. “La Forza del Vuoto” è un progetto estremamente introspettivo e inserire troppi ospiti avrebbe rischiato di frammentare il messaggio. La solitudine e la forza di guardarsi dentro sono pilastri dell’album, quindi ho coinvolto solo chi fa parte della mia cerchia ristretta. Puro è per me un fratello maggiore; ha creduto nel mio percorso fin dal primo live. Sapevo che la sua sensibilità artistica sarebbe stata perfetta per dare quel tocco soul necessario. Il risultato è “Victory”, uno dei brani più amati, che conferma quanto la nostra intesa sia stata fondamentale per l’equilibrio del disco. - Hai lavorato con producer come Yazee, Always Clive e Popsweet Jamar: come avete costruito il suono del progetto?
Il nucleo del suono è nato con Always Clive, con cui collaboro da anni: insieme abbiamo registrato i primi demo e abbiamo dato un’identità alla title track. Il contributo di Jamar è stato altrettanto prezioso per l’intesa artistica che ci lega. Il vero salto di qualità è avvenuto però al TdLabStudio di Milano con Yazee. Mi sono presentato con un progetto già delineato, ma lui ha saputo rifinirlo, tirando fuori emozioni che erano rimaste in sordina. Lavorare con un professionista del suo calibro è stato motivante: è riuscito a esaltare sia la drammaticità dei momenti più bui sia la luce della speranza, rendendo il suono profondo e moderno al tempo stesso. - Nel disco convivono jazz, soul e trap. È una sintesi naturale del tuo percorso o una ricerca consapevole di contaminazione?
È l’evoluzione naturale di ciò che ho seminato negli anni. Già nell’EP “A metà” con Clive esploravo sonorità jazz, mentre in “Giorni Migliori” con Puro e Noà emergeva il lato soul. La trap fa parte della mia estetica ritmica in tracce come “Taiga”. In questo album ho voluto che questi elementi dialogassero in modo più maturo: il jazz per descrivere la complessità del dolore, il soul per l’emotività profonda e le batterie trap per mantenere il suono fresco e contemporaneo. È una sintesi che mi rappresenta totalmente. - In “Ocean View” parli di partire per costruire altrove. È un messaggio generazionale?
Nasce come un messaggio personale, ma diventa inevitabilmente generazionale. Viviamo in un’epoca in cui molti ragazzi scelgono di andarsene nella speranza di trovare una realizzazione che il proprio paese sembra negare. Partire non è una scelta facile e non so se sia sempre la migliore, ma per quanto mi riguarda è stata la chiave per mettere a fuoco i miei obiettivi. Molti di noi cercano solo un posto dove sentirsi in pace e realizzati; a volte quel posto non coincide con quello in cui siamo nati. - Quanto conta per te oggi l’equilibrio tra scrittura tecnica e contenuto emotivo?
Per me è fondamentale, anche se oggi non tutti gli artisti e gli ascoltatori danno lo stesso peso a questo equilibrio. Cerco sempre di elevare la narrazione attraverso capacità liriche ed evocative, senza mai rinunciare alla tecnica. A volte ho dovuto scendere a piccoli compromessi per far sì che l’emozione arrivasse in modo più diretto, ma il vero traguardo resta quello di unire i due mondi. Solo quando la forma tecnica sposa perfettamente la sostanza emotiva l’arte raggiunge un livello superiore. - Il titolo stesso, La Forza del Vuoto, sembra quasi un ossimoro. È più forza o più vuoto, oggi?
Un tempo avrei risposto “vuoto”. Oggi rispondo che in quel vuoto ho trovato la forza. Senza l’uno non esisterebbe l’altra. Il vuoto ha il potere di inghiottirti, ma ti offre anche gli strumenti e lo spazio per ricostruirti. È un processo intimo: ho imparato a non temere l’assenza, ma a usarla come base per una nuova consapevolezza. - Hai calcato palchi importanti in Italia e UK: dove ti senti più “a casa” live?
Mi sento a casa ogni volta che impugno un microfono, indipendentemente dal luogo. A Londra ho avuto l’onore di aprire per artisti come Guè, Mondo Marcio, Johnny Marsiglia e molti altri, situazioni che forse in Italia non avrei vissuto con la stessa frequenza. Tuttavia, l’Italia resta il target principale del mio messaggio e ho intenzione di portare i miei show nel bel paese il più possibile. Quando torno per i live, mi sento come “quello che torna” con un bagaglio pieno di esperienze nuove, pronto a conquistare chi ancora non mi conosce. - Dopo questo disco, senti di aver chiuso un capitolo o di averne aperto uno nuovo?
Credo che la vita sia un cerchio, come un Uroboro. Questo disco chiude e apre contemporaneamente una fase della mia vita. Sono sempre lo stesso uomo, ma con una consapevolezza diversa. Le ferite non spariscono mai del tutto, ma diventano memento e compagne di viaggio. Oggi mi sento più maturo, più concentrato e pronto per la prossima rivoluzione artistica e umana.
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Quando innamorarsi non perde il suo carattere ”Spicy”, il nuovo singolo di Rasmo e Delta
Quando innamorarsi non perde il suo carattere Spicy, il nuovo singolo di Rasmo e Delta, in uscita il 12 dicembre per Luppolo Dischi e Honiro Label.
Come scriveva Rousseau, le abitudini hanno anche il potere di ‘’uccidere’’; e quando diventano parte di noi, nel bene o nel male, ne rimaniamo assuefatti. La frenesia del mondo, la ‘’culla’’ di un rapporto dove ci stabilizziamo in una perfetta omeostasi con l’altro, il tempo che viene interamente gestito dall’esterno, come nel lavoro e molto altro. E anche l’amore, per quanto possa farci toccare l’entusiasmo, è pronto anche a colpire nel punto più basso, facendoci soffrire. Rasmo ci narra dell’imprevedibilità dei sentimenti e delle loro dinamiche, ma anche della profondità e, allo stesso tempo, leggerezza del sentimental mood nei confronti di chi si ama. “Il menù continua e anche il peperoncino trova posto a tavola. In un gioco di immagini, sapori e contrasti, ‘’Spicy’’ vuole esprimere, tramite l’associazione a questo gusto, l’ambiguità della condizione dell’innamorarsi; un dono che porta con sé anche molta sofferenza. Una sofferenza che però vale la pensa vivere perché aggiungerà al piatto qualcosa di meraviglioso.In una calda atmosfera soul, Rasmo spara la sua solita narrativa fatta di piccole immagini. Un brano forte dalle sonorità black’’ – ci racconta l’artista.
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Quando la coerenza diventa una ”Roba Seria”, il nuovo singolo di Metho
Quando la coerenza diventa una Roba Seria, il nuovo singolo di Metho in uscita il 6 marzo per Honiro Label.
Crescendo, si stabiliscono dei riferimenti: la famiglia, gli amici, le persone che abbiamo attorno e con le quali costruiamo e ci costruiamo. E, come per tutti i riferimenti, la loro solidità è il nostro punto fermo. Eppure, nel tempo, ci accorgiamo non solo della validità, ma anche dell’inconsistenza, delle contraddizioni di ciò che abbiamo imparato. Tra barre sempre più pirotecniche e il citazionismo che le contraddistingue, Metho ci suggerisce il punto di partenza: assorbire come ‘’spugne’’ ogni esperienza, ogni attimo che ci può lasciare qualcosa, ma anche saper selezionare e trasformare, tracciare la linea della propria storia.‘’Roba seria’’ nasce in session con Kasp, tra influenze drill e sonorità ricercate. Cerco di raccontare il punto di vista delle problematiche e degli insegnamenti sociali che ci vengono inculcati sin da bambini, riflettendo su parole che a volte diventano parte di noi, a volte ci scorrono addosso, in base anche a chi le dice o con la coerenza con cui vengono proferite. Uno sfogo che va oltre la mia dimensione e che tocca quello che mi circonda e che bisogna sempre leggere con spirito critico.’’ – ci racconta l’artista.
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