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Matilde Schiavon rilascia il nuovo singolo “C’è Tempo”
Disponibile in radio e in tutti i digital store “C’È TEMPO” primo singolo auto prodotto di MATILDE SCHIAVON.
Il brano, scritto nel pieno del lockdown, ha un’atmosfera intima ed introspettiva, e descrive le sensazioni e le riflessioni che nei mesi di quarantena sono maturate dentro di lei : desiderio di mettere ordine, tra le sue cose e nella vita; quel concetto di “normalità” che da sempre l’ha affascinata e incuriosita (“normale” rispetto a cosa? Era davvero “normale” la vita che faceva prima?); la difficoltà di convivere, di condividere gli spazi in un modo così forzato e poco naturale; la mancanza delle persone che fino a poco prima riempivano e coloravano le sue giornate; il senso di distanza; la voglia di un abbraccio.
«C’è tempo è una canzone che mi ha permesso di prendere in mano molte cose rimaste in sospeso, guardarle con un occhio diverso e metterle in ordine – racconta Matilde -. È un brano che vuole lanciare un messaggio di speranza e invitare chi lo ascolta a fare un viaggio dentro di sé e tornare ad essere padrone della propria vita e del proprio tempo. Perché il tempo c’è. Basta ricordarsi di spenderlo bene».
Nata a Padova il 20 gennaio 1992, Matilde Schiavon inizia a studiare canto all’età di 16 anni con Vittoria De Leonardis, appassionandosi fin da subito alle grandi voci e ai grandi cantautori della musica leggera italiana (Mina, Mia Martini, Laura Pausini, Elisa, Lucio Dalla, Riccardo Cocciante) e della musica internazionale (Whitney Houston, Celine Dion, Michael Jackson). Amante della musica popolare in tutte le sue sfaccettature, si diploma in canto moderno all’età di 23 anni, per poi proseguire gli studi del canto e della sua didattica. Partecipa a numerosi seminari sulla voce (tra cui “La Voce Artistica” Ed. XI e XII) e si approccia al metodo EVT, di cui nel 2018 consegue la certificazione EFP col CMT Stefano Anelli. Dal 2020 studia con la vocal coach Eleonora Bruni.Oltre al percorso di studi e all’attività di insegnante di canto moderno, dal 2013 fa parte dell’orchestra vocale WeRevolution, in cui ha avuto modo di esibirsi come corista e solista in importanti teatri e per la quale nel 2019 firma come coautrice il brano inedito “Waiting”. Tra i progetti di cui ha fatto parte: Riviera Life (swing band), StrawBabies (pop trio), Cure me (Elisa Tribute Band), Cardinali Group (come performer “Dama”). Dal 2019 è direttrice di “Amici miei – Singing Group Aps”.
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Alex Cortez pubblica il video di “Morningstar: L’uomo al centro”
Alex Cortez torna a dare volto e voce al cuore del suo progetto Morningstar con l’estrazione del video ufficiale di “Morningstar: L’uomo al centro”, primo brano e title track dell’album che ha segnato il suo ritorno discografico dopo oltre dieci anni di assenza. Un disco che, fin dalla sua uscita, ha raccolto riscontri molto positivi dalla stampa di settore, apprezzato per la profondità del racconto, la coerenza artistica e la maturità della scrittura.
“Morningstar: L’uomo al centro” non è solo l’apertura dell’album, ma il suo vero manifesto concettuale. Su una base boombap essenziale e profonda, prodotta da James Cella (JFK Music), Alex Cortez si racconta senza filtri, ripercorrendo un viaggio lungo più di dieci anni che lo ha tenuto lontano dalla scena musicale, ma mai dalla scrittura. È il racconto di un uomo che attraversa bene e male, luce e ombra, ambizione e fragilità, fino a trovare un punto di equilibrio possibile: fare pace con il proprio passato e con i propri demoni, senza negarne l’esistenza.
Il titolo del brano richiama in modo volutamente provocatorio la figura di Morningstar, Lucifero, non come incarnazione del male assoluto, ma come metafora umana dell’errore, della caduta e del desiderio di comprensione. Alex Cortez non demonizza l’oscurità: la attraversa, la accoglie, la riconosce come parte integrante dell’esperienza umana, per tornare a essere uomo prima che artista, individuo prima che rapper.
Alex Cortez: il manifesto di un ritorno umano
Il video ufficiale, diretto dallo stesso James Cella (JFK Music), traduce visivamente questo percorso interiore. Ambientato in una stanza vuota, asettica e immersa nel buio, il video è costruito come una lunga confessione in camera. Attorno al protagonista si muove una presenza femminile, interpretata da Daisy Congiusti, coprotagonista del racconto visivo: una figura che accudisce, sfiora, abbraccia, senza mai essere definita in modo univoco come “amica” o “demone”.
Entrambi i personaggi si muovono su due livelli simbolici: uno legato al rap, alla musica, all’identità artistica; l’altro più elegante e “posh”, connesso alla vita reale, quotidiana, lontana dai riflettori. La relazione tra le due presenze non è mai esplicitamente positiva o negativa, ma profondamente umana: una vicinanza che accompagna il protagonista nel suo processo di messa a nudo e di accettazione.
Il monologo finale del video rappresenta il punto di sintesi dell’intero progetto Morningstar: una dichiarazione di intenti in cui l’uomo, nella sua semplicità e nelle sue debolezze, rivendica il diritto di tornare al centro. Non come figura eroica o necessariamente positiva, ma come essere umano complesso, imperfetto, reale.
Con “Morningstar: L’uomo al centro”, Alex Cortez consolida il percorso intrapreso con l’album Morningstar: un ritorno consapevole, maturo e privo di compromessi, che mette al centro l’identità, la memoria e il coraggio di raccontarsi. Un progetto che ha già dimostrato di parlare con forza a pubblico e critica, e che con questo nuovo video aggiunge un ulteriore tassello visivo e narrativo a una rinascita artistica autentica.
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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: ”Magari domani”, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio
Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: Magari domani, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio per Honiro Label e Luppolo Dischi.
Non c’è luogo migliore per un overthinker che i suoi stessi pensieri, lo stesso vortice dentro cui perdersi e non necessariamente aver bisogno di ritrovarsi. Eppure, rimane insito il desiderio di abitare quel luogo con qualcuno; con qualcuno che non ci fa affondare vertiginosamente dentro noi stessi. Infatti, il potere dell’altro è proprio questo: non dirigerci, non evitare una nostra caduta, ma accompagnarci, nel bene o nel male, e stimolare una versione migliore di noi stessi. E l’attesa, alla fine, riesce a riempire e decorare anche lo stare soli. “‘’Magari domani’’ è un’attesa dal sapore dolceamaro; una speranza per chi si sente perso, un pensiero per chi ha bisogno di riceverlo, un po’ come ne ho avuto bisogno io e mi sono immaginato di riceverlo. I suoni pop di Yellow, che si avvicinano all’intimità autoriale che ho provato a creare attraverso il mio racconto, sono il contorno di una mia storia che può essere la storia di tutti coloro che non hanno paura di vivere il dolore da un altro punto di vista, osservando il dopo’’ – ci racconta.
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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un ”Infern*” che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio
Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un Infern* che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio per Honiro Publishing.
Leggiamo sempre di storie che hanno un lieto fine, dove il ‘’bene’’ trionfa sempre; eppure, la realtà quotidiana ci fa vedere dell’altro: un bene soggiogato, il buono che faticosamente trova uno spazio e viene sorpassato dalla furbizia e le ingiustizie. E, alla fine, se questo non è il personale inferno di ciascuno, cosa potrebbe mai essere?
Tuttavia, tra rime sottili e, allo stesso tempo, taglienti, e riferimenti ai gironi di Dante, si prospetta una luce sul fondo: vedere un cambiamento sembra impossibile, provare a compiere dei gesti della quotidianità che possono fare la differenza è un punto di partenza. ‘’Ho scritto ‘’Infern*’’ pensando proprio alla Divina Commedia. Infatti, il brano, oltre ad avere citazioni dantesche, cerca di descrivere un mondo come quello odierno dove i buoni non vincono, in preda ad un destino sempre più schiacciato, soffocato come il respiro. Tra sonorità che richiamano Lil Baby e Future e pensieri che rappresentano a pieno il mio flusso di coscienza, non voglio suggerire un senso di rivincita, ma di presa di posizione proprio in questo mondo che forse, in qualche modo, può cambiare’’ – ci racconta l’artista.
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