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La quiete oltre il conflitto: introness1 si racconta attraverso ”inquietovivere”
Dopo anni di ricerca personale e artistica, introness1 arriva alla pubblicazione di inquietovivere, un album che mette al centro il rapporto tra conflitto interiore, consapevolezza e trasformazione. In questa intervista l’artista ripercorre la genesi del progetto, riflette sul significato dell’accettazione e racconta il percorso che lo ha portato a costruire uno dei lavori più profondi della sua discografia.
Il tuo percorso parte dal freestyle e arriva oggi a un disco così strutturato: cosa hai perso e cosa hai guadagnato lungo questo passaggio?
Potrei dire guarda “tutto di guadagnato”. Questo perché lasciar andare e perdere il peso del passato mantenendone l’esperienza ed il ricordo è l’unica cosa che nella vita fa andare avanti e trovare il proprio senso. Questo l’unico vero guadagno. Ho perso me stesso per ritrovarmi cambiato, solo se fai tabula rasa puoi andare alla radice di ciò che sei. Il tempo speso per questo è stato più che utile dato che mi ha insegnato a non viverlo come una perdita. Non conta più quanto, è quello e stop. Ma hai voglia prima quanto sentivo di averne perso! Quel ciclo ti porta a perderlo poi davvero fino all’ultimo secondo.
inquietovivere è un titolo forte. È più una condizione personale o una fotografia generazionale?
Parte da una condizione personale ma trovo possa essere anche un poco specchio dei tempi. Molti della mia generazione continuano a combattere con se stessi, e guarda caso quel processo porta solo ad essere sconfitti. Perché non è nella lotta la soluzione, ma nella pace interiore e nell’accettazione. Mai passiva, ma nel proprio agire e scegliere. Questo è fondamentale, se no vivrai sempre in un limbo confezionato per te dal volere degli altri e dalle tue scelte non fatte. Sei tu, la vita è tua, quella è la fortuna. Tutto il resto sono scuse. “Ho scelto ciò che mi fa vivere in quiete non che m’inquieta”.
Nei tuoi testi c’è molta analisi, ma anche presa di posizione. Quanto è importante per te il rap come strumento di lettura della realtà?
È il mio modo per comunicare, per trasformare in una forma artistica il vissuto. L’arte supera l’uomo, distrugge il senso compiuto per darne uno incompiuto, aperto, vivo, fruibile dalla collettività. È la nostra distinzione, la creatività è una fortuna da coltivare, puoi essere creativo dal gesto più semplice all’opera più complessa, ed ognuno dovrebbe capirlo e viverlo.
Mi piace pensare quando ascolto altri rapper o musicisti in genere di parlare lo stesso linguaggio, una famiglia con la quale mi confronto per portare avanti un messaggio comune. Per ribadire “questo è il nostro contributo” uniamo le forze e rendiamo il mondo migliore. Creativo è chi trova amore nei suoi gesti, chi aiuta senza aspettarsi nulla in cambio, come può, quando può, amando prima se stesso e poi il mondo. Nel suo male e nel suo bene. Scontrarsi con ciò che è ingiusto ne enfatizza l’effetto. “Sciogliere” è comportarsi diversamente da ciò che vediamo essere nocivo.
Hai lavorato su questo progetto per anni: cosa è cambiato nella versione finale rispetto all’idea iniziale?
Ho lavorato per anni su di me in realtà, il progetto poi si è scritto da solo, mi sento il tramite. Dall’idea iniziale è cambiato lo sviluppo, la profondità del concetto ha assunto la sua forma, non ho pensato inizialmente a come sarebbe finito, non avrebbe avuto senso. Si è aperto e poi chiuso. Sono cambiate parti dei testi durante la stesura, sono state modificate le strutture delle basi, per alcuni testi di tre strofe, ad esempio, ho scritto 12 pagine di rime e pensieri per poi arrivare al sunto ed al nocciolo, altri brani li ho scartati, ma è stato davvero un processo naturale.
In un’epoca di uscite veloci e consumo rapido, hai scelto un disco denso e senza compromessi. È una scelta controcorrente?
Non penso più di tanto, anzi. Vedo sempre più che ogni artista che non sia una costruzione preincartata ha bisogno di andare a fondo. Sta succedendo qualcosa in questi anni, ora ancor di più, se sviluppi la tua ricettività te ne rendi conto e ne vieni investito.
Sul fatto sia un’epoca di uscite veloci e consumo rapido sono più che d’accordo, questo influenza l’ascolto e destabilizza. Non è facile trovare ciò che ci piace in un mare di plastica, ma se riesci a capire come fare c’è molta musica di qualità, opere di alto livello, dense appunto, come dicevi. La scelta sta all’artista: puoi fare musica leggera ed io la amo, fare testi pieni di punchline e spaccare di brutto, ma se diffondi odio e rabbia io non ho voglia di ascoltarti. Molti dischi mainstream ultimamente stanno approfondendo aspetti meravigliosi della vita e lasciano un senso di sazietà emotiva. Tanti altri ti portano solo a stare peggio, in un fast food dove mordi poi il tavolo.
Se dovessi riassumere inquietovivere in una sola immagine mentale, quale sarebbe?
Uno yin e yang che diviene il punto sulla sommità di un Unalome, dove il 2 con i suoi multipli diventa 1 in un equilibrio nella coesistenza degli opposti e non più nel loro scontro.
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Il Muretto del Freestyle porta Ensi e DJ Fastcut a Grosseto: il 2 agosto una serata dedicata alla cultura hip hop tra live, contest e nuovi talenti
Il Muretto del Freestyle porta Ensi e DJ Fastcut a Grosseto: il 2 agosto una serata dedicata alla cultura hip hop tra live, contest e nuovi talenti
GROSSETO – Il 2 agosto il Palazzetto dello Sport di Grosseto (via Lago di Varano 18) ospiterà una serata interamente dedicata alla cultura hip hop, organizzata dal collettivo Il Muretto del Freestyle Grosseto, una realtà nata da pochi mesi ma già determinata a diventare un punto di riferimento per la scena underground del territorio. L’evento vedrà come protagonisti Ensi e DJ Fastcut, affiancati dagli organizzatori e artisti del collettivo Dexter Red, Finz, Matma, Yung Zombie, Overturned Fish, 2Mind e Zero in una line-up costruita per unire nomi affermati e nuove promesse.
La serata prenderà il via alle 19:00 con l’apertura dei cancelli. Dalle 20:00 spazio all’Open Mic aperto a tutti, accompagnato da Yung Zombie alla consolle e dai live degli artisti del collettivo prima dell’arrivo di Ensi sul palco. Tra i momenti più attesi ci sarà anche l’esibizione del vincitore del contest freestyle del 19 luglio, che conquisterà l’opportunità di aprire ufficialmente il live di Ensi davanti al pubblico della serata. Al termine del concerto, la musica proseguirà ancora con il DJ Set di Yung Zombie.
Il contest del 19 luglio, anch’esso ospitato al Palazzetto dello Sport, rappresenta infatti il primo grande appuntamento del progetto. A giudicare gli MC saranno Shekkero e Rein, mentre Mogio, sarà ospite dell’evento partecipando alla battle in qualità di Testa di serie. In consolle a mandare i beat per la battle ci sarà Yung Zombie. Il vincitore si aggiudicherà un premio del valore di 250 euro e, soprattutto, la possibilità di esibirsi il 2 agosto prima dell’artista principale, trasformando la competizione in una concreta occasione di crescita artistica. Per il secondo classificato è previsto inoltre un ulteriore premio legato alla produzione musicale.
L’ingresso al contest del 19 luglio sarà gratuito per il pubblico, con una quota di iscrizione di 10 euro per gli artisti partecipanti. Per il live del 2 agosto i biglietti saranno disponibili in prevendita tramite DICE al costo di 15 euro, bevuta inclusa.
Più che un semplice concerto, il doppio appuntamento vuole rappresentare un percorso che parte dalla scena locale e culmina in un grande evento capace di mettere sullo stesso palco artisti emergenti e protagonisti del rap italiano, offrendo ai talenti del territorio un’opportunità concreta di farsi conoscere.
Un progetto nato dal territorio per restituire valore alla cultura hip hop
Dietro questo evento non c’è soltanto l’organizzazione di una serata musicale. C’è un gruppo di ragazzi che, in meno di due mesi, ha deciso di trasformare un’idea in un progetto culturale. Il Muretto del Freestyle Grosseto è il risultato dell’impegno di Dexter Red e del relativo direttivo del muretto sopracitato, uniti dalla volontà di creare uno spazio autentico per chi vive l’hip hop non come una moda, ma come una cultura fatta di confronto, rispetto, crescita e condivisione.
L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: costruire occasioni reali dove gli artisti possano incontrarsi, esibirsi e crescere insieme, riportando al centro quei valori che hanno sempre caratterizzato il movimento. Pace, unione, divertimento e inclusione diventano così il filo conduttore di ogni iniziativa, con la convinzione che la musica possa abbattere barriere, creare dialogo e valorizzare ogni talento, indipendentemente dall’età, dal genere o dal percorso artistico.
La scelta di far salire sul palco il vincitore del contest insieme a nomi come Ensi e DJ Fastcut racconta perfettamente questa filosofia: non esiste una distanza tra chi ha già costruito la propria carriera e chi sta muovendo i primi passi, ma un passaggio di testimone che permette alla scena di continuare a rinnovarsi.
In un momento in cui molte realtà indipendenti faticano a trovare spazio, Il Muretto del Freestyle di Grosseto dimostra che, con passione, collaborazione e spirito di comunità, è ancora possibile costruire eventi di qualità accessibili a tutti, capaci di dare nuova energia alla scena locale e di contribuire alla crescita culturale della città di Grosseto. Il 2 agosto sarà quindi molto più di un concerto: sarà la dimostrazione concreta che investire nei giovani, nella musica e nella cultura hip hop significa investire nel futuro di un intero territorio.
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Shark Emcee torna con “Strong”: il nuovo singolo che racconta la forza di restare in piedi
A due anni dall’ultimo progetto pubblicato, Shark Emcee inaugura un nuovo capitolo del proprio percorso artistico con “Strong”, il nuovo singolo in uscita l’11 luglio su tutte le piattaforme digitali. Un brano che non guarda al passato con nostalgia, ma che conferma la volontà dell’artista di continuare a evolversi mantenendo intatti i valori e l’attitudine che hanno sempre caratterizzato il suo percorso.
Prodotto da DJ Sparta, DJ, tecnico del suono, insegnante e figura di riferimento della cultura urban italiana, il singolo nasce dall’incontro tra due artisti cresciuti nell’hip hop che continuano a mettersi in discussione e a sperimentare nuove direzioni sonore senza perdere autenticità. “Strong” rappresenta infatti il punto d’incontro tra esperienza, ricerca e desiderio di rinnovamento.
Un manifesto di determinazione tra tradizione e innovazione
“Strong” nasce come una riflessione sulla forza necessaria per portare avanti un percorso artistico nel rap. Un brano che parla di sacrificio, perseveranza e della determinazione richiesta per continuare a credere nella propria musica anche quando il percorso si fa complesso. Il titolo non compare direttamente nel testo, ma ne rappresenta perfettamente l’essenza, sia dal punto di vista sonoro che concettuale.
Dal punto di vista musicale, il singolo si muove su territori originali e contemporanei, lontani dalle formule più tradizionali del boom bap, pur mantenendo un’impostazione lirica classica e diretta. Nessun utilizzo dell’autotune, nessuna rincorsa alle tendenze del momento: al centro restano il rap, la scrittura e la capacità di trasmettere emozioni autentiche.
Con “Strong”, Shark Emcee dimostra che la crescita artistica non passa necessariamente dall’abbandono delle proprie radici. Al contrario, il brano racconta come sia possibile confrontarsi con sonorità moderne e ricercate senza rinunciare alla propria identità. Un ritorno che segna l’inizio di una nuova fase creativa e che anticipa il progetto “Tutto Vero”, attualmente in lavorazione. Una cosa però è certa: Shark Emcee è pronto a riprendersi il microfono con la stessa determinazione che da sempre accompagna il suo percorso.
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FRAME, FERMO IMMAGINE: istanti musicali come frammenti di vita
“FERMO IMMAGINE”, che prende il titolo dalla traduzione del suo nome d’arte “FRAME” è il suo primo album. All’interno di esso vi sono diverse influenze: dal rap, al pop, alla musica sperimentale. Composto da 11 brani, è un disco fortemente autobiografico. Per l’autore: “FERMO IMMAGINE è il mio progetto più personale e rappresenta, ad oggi, il mio biglietto da visita più autentico. Non a caso è la traduzione del mio nome d’arte, Frame. Ogni brano del disco è un frammento di vita: istanti catturati e congelati nel tempo, come fotogrammi che raccontano chi sono stato e chi sto diventando. Il simbolo principale del progetto è la videocassetta: un oggetto imperfetto, analogico, che conserva la memoria e la può anche distorcere. Dentro questa immagine si muove anche il cuore concettuale del disco: è come se, secondo l’artista, ci sono alcuni momenti durante i quali una parte di noi continua ad andare avanti mentre l’altra rimane incastrata nel passato (da qui la metafora del nastro della videocassetta che si aggroviglia e ripete sempre lo stesso frame). Quella della videocassetta è un accostamento forte. Solo quando smettiamo di mentire a noi stessi ed acquisiamo consapevolezza del nostro passato, del dolore che ci lega ad esso e della sofferenza che ne deriva, possiamo lasciar andare davvero le cose e portare avanti la nostra vita. FERMO IMMAGINE è un tentativo di rimettere in movimento ciò che era bloccato, accettando le imperfezioni del ricordo e trasformandole in musica”.
BIOGRAFIA
FRAME, nome d’arte di Francesco Melito, è un rapper, autore e produttore musicale romano classe 2003. Avvicinatosi al pianoforte da piccolo, ha iniziato a scrivere e registrare da autodidatta la propria musica. Il suo primo singolo “Urlare” è uscito nel 2020 ed ha conquistato un posto nelle playlist di Spotify quali Generazione Z e New Music Friday, apparendo anche in realtà come La Repubblica e TGR Lazio. Oltre la musica è cofondatore dello studio Turno 60, dove lavora anche come produttore, mixing e mastering engineer.
Quello di FRAME , è un viaggio non solo dell’artista ma anche di Francesco: un ragazzo che racconta, attraverso l’arte, il sé bambino, sino ad arrivare alle prime incrinature sentimentali, gli scenari apocalittici dati dall’incertezza del presente e del futuro. Ed è proprio attraverso uno stile innovativo che tutto questo prende forma divenendo non solo messaggio per sé stesso ma anche, e soprattutto, per gli altri.
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