Connect with us

News

Fuori il videoclip di “0ffline” di Tha Supreme e Bbno$

Pubblicato

il

E’ disponibile su YouTube il videoclip di “0ffline”. Il brano apre la riedizione digitale di “23 6451” disco di Tha Supreme che detiene il titolo secondo album più ascoltato di sempre in Italia nelle prime 24 ore su Spotify  (13.005.922 stream in un solo giorno),  uscito nel 2019 e riformulato nel 2020.

Questo pezzo prevede la collaborazione di due pilastri del rap internazionale ovvero l’italiano Tha Supreme e il canadese Bbno$ che, grazie alla sua hit “Lalala” in collaborazione con il producer Y2K, ha iniziato presto ad essere conosciuto in tutto il mondo, scalando classifiche dal Canada agli Usa, fino a conquistare anche l’attenzione degli ascoltatori Europei.

Entrambi i rapper vengono accumunati da una cifra che non passa di certo inosservata ovvero 1 miliardo di stream ciascuno, conquistati grazie al grande interessamento del pubblico verso le loro strofe.

Questo, per ThaSupreme, è il secondo duetto internazionale. Nei mesi scorsi infatti il ragazzo aveva partecipato al remix di “Yoshi”, brano assente dal suo album poichè contenuto nel Machete Mixtape.

Altre collaborazioni interessanti di quest’ultimo periodo, per il 19enne, sono state davvero molte. Potremmo citare il duetto in “Marymango” con Ghali, quello in “2 tiri” pezzo dell’ultimo album di Lazza. O, ancora, la collaborazione con Carl Brave nel brano “Spigoli”, con cui ha duettato, accompagnato dalla sorella Mara Sattei.  

Questa volta però, Tha Supreme torna con delle strofe dalle quali emerge la sua voglia di allontanarsi completamente dal mondo del web “Dovrei con la mia mente, veramente staccare, andare offline“. Un flusso di coscienza caratterizzato da una trama di parole spesso non ricamata grazie ad un filo logico che le lega, assumendo l’aspetto di un cut-up. Dal brano traspare, oltre ad un forte senso di rivalsa, il desiderio di rivolgersi agli haters, grazie a frasi come “Dimmi perché, sempre te, che non sei dei miei, con la tua faccia da ‘So tutto’ ‘” o tramite le parole cantate successivamente da Bbno$ “I get it, I know you love to hate me, I’m moving on, on-on, on-on”.

Il videoclip di “0ffline” rispetta il criterio d’apparenza dell’artista da sempre, essendo rigorosamente fumettato. Sappiamo infatti che, simbolo del ragazzo, è ormai diventato il suo famosissimo, avatar disegnato.

Un’altra caratteristica distintiva di supreme, sono ovviamente i suoi titoli. “23 6451” ovvero il suo ultimo album, significa “Le Basi”. Il rapper infatti, per i suoi titoli, si avvale dell’alfabeto leet. Una grafia codificata dove nuemeri e particolari simboli prendono il posto delle comuni lettere. Questo si può notare anche dal nome di questo suo ultimo brano “0ffline” che, invece della O, nel titolo presenta lo zero. Anche lo stesso nome di Bbno$ è codificato, questo infatti, dovrebbe essere identificato con Baby no money.

Condividi sui social

News

Picciotto racconta la sua vera ricchezza in “Picciotto’s Family”

Pubblicato

il

Picciotto. Per voi mi faccio in quattro. È da questa promessa semplice e potentissima che nasce Picciotto’s Family, il nuovo singolo inedito di Picciotto, un brano che mette al centro la paternità, l’amore incondizionato e la famiglia come vero rifugio, forza motrice e scudo contro le difficoltà della vita.
Prodotto da Dj Crocetta & DRX, con il featuring di Dj D. lo Z., Picciotto’s Family si muove su un hip hop melodico ed emozionale: un’introduzione di solo pianoforte, malinconica e intima, che lascia poi spazio a un beat classico ma attuale, impreziosito da scratches e da una scrittura diretta, sincera, senza filtri.
Un racconto personale, cantato in italiano, che celebra l’unione familiare — “adesso siamo in quattro” — e il desiderio di protezione verso la moglie e le figlie, definite non a caso “Regina e Principesse”.
In un panorama urban spesso saturo di narrazioni legate all’ostentazione, Picciotto sceglie consapevolmente di andare controcorrente, trasformando il vissuto, la strada e le difficoltà del passato in una saggezza nuova, da trasmettere alle proprie figlie. Il vero “impero” non è più fuori, ma dentro casa.

Il video: quando il successo ha un volto umano
Diretto dallo stesso Picciotto, il videoclip di Picciotto’s Family è ambientato nel suo luogo simbolo: lo studio di registrazione, il “quartier generale” creativo dell’artista.
Qui si alternano scene di performance al microfono a momenti di quotidianità familiare: Picciotto, in T-shirt nera e coppola, insieme alla moglie e alle figlie, seduti sul divano di pelle, circondati dai dischi d’oro.
Un contrasto volutamente forte: l’estetica street — catene, simboli hip hop — incontra la dolcezza di un racconto paterno autentico. Il messaggio è chiaro e potente: il vero successo non è quello appeso alle pareti, ma quello che ti aspetta nella stanza.
A rafforzare l’identità del progetto contribuisce anche la veste grafica in stile cartoon, che ritrae la famiglia come un’unità compatta, una squadra. Picciotto’s Family non è solo un titolo, ma una dichiarazione di appartenenza, un’idea di famiglia come rifugio sicuro, casa emotiva, identità.
Il brano non parla soltanto agli amanti dell’hip hop, ma a chiunque affronti ogni giorno la sfida di crescere dei figli senza rinunciare ai propri sogni. È il lato umano del rapper, quello che “si toglie l’armatura” appena varcata la soglia di casa.

Condividi sui social
Continua a leggere

News

Quando la festa non è una sorpresa, ma una doccia fredda: ”Ora che siamo grandi”, il quarto disco di Cannella

Pubblicato

il

Quando la festa non è una sorpresa, ma una doccia fredda: Ora che siamo grandi, il quarto disco di Cannella in uscita il 13 febbraio per Honiro Label

Le aspettative degli altri si incrociano spesso con una realtà più cinica, più disorientata, in cui costruire appare un miraggio e crescere diventa una salita non solo tortuosa, ma a tratti difficile da comprendere: la stabilità lavorativa, la famiglia, l’acquisto della prima casa e tanti altri miti dell’età adulta. Ma cosa succede, quando – proprio a trent’anni – si diventa adulti e, all’improvviso, le certezze di sempre si dissolvono tra le responsabilità che diventano ‘’pugni in faccia’’ e il non sentirsi ancora pronti al ‘’mondo dei grandi’’

Il quarto disco di Cannella è dapprima il diario di Enrico nei tre capitoli più emblematici della sua vita di ventinovenne che diventa trentenne: il sogno nel cassetto che non riesce a chiudersi, ma che muta la sua forma, il rapporto con la figura paterna che vive la delicatezza della malattia e una relazione duratura che, all’apice dei grandi progetti, si sfalda in mille pezzi. Non un manifesto generazionale di un futuro che non si riesce a vedere, nemmeno una semplice confessione o riassunto delle cose che vanno e non vanno nei propri ecosistemi emotivi, ma la libertà di prendere in mano le proprie scelte e vivere il cambiamento come un’opportunità, con quello che ne deriva.

Ora che siamo grandi, c’è solo da vivere.

‘’Ora che siamo grandi’’ è il mio personale racconto di come la direzione di vita cambi durante la crescita. I trent’anni, un momento in cui non siamo né grandi né piccoli, ma le responsabilità che dobbiamo metabolizzare si confrontano con il senso di incertezza che pervade la nostra generazione. Ho visto cambiare il mio rapporto con la musica, i miei riferimenti ribaltarsi, una relazione che aveva come intento costruire un futuro spegnersi di colpo. Forse non si è mai abbastanza ‘’grandi’’.’’ – ci racconta l’artista.

Tracklist:

  1. Sette
  2. Glaciale
  3. Solamente
  4. Chiamalo destino
  5. 60Mq
  6. 9/11 (interludio)
  7. Tutta a posto 
  8. Qualcosa di forte
  9. Non sono un mostro
  10.  Bussole
  11.  Grandi 

Condividi sui social
Continua a leggere

News

FUTURO, i consigli della settimana di Honiro – week #32

Pubblicato

il

Il mondo che scorre attorno, ogni forma come ologramma non si riesce a tangere per la troppa velocità e l’urgenza che, ad un certo punto, ferma ogni cosa. Protagonista della cover digitale Lea Gavino.

I TRENI – LEA GAVINO

Le partenze, gli arrivi, il tempo che ci sfugge dalle nostre intenzioni, le responsabilità diventano fermate a cui scendere per poi risalire. Nel durante, il tragitto, il momento d’incontro con i nostri pensieri e sensazioni. Più di un semplice brano: un attestato di crescita e cura di se stessi, del proprio tempo.

CIAO CORE – VENERDI’20

Tendiamo al senso di felicità e, allo stesso tempo, possediamo la consapevolezza del suo essere effimero. Tuttavia, per quanto non sempre duraturo, è salvifico, è uno stimolo al cinismo dilagante di un mondo che spegne man mano. Un inno a non dare e nemmeno chiedere spiegazioni a ciò che scalda l’anima, almeno una volta.

AL SUO RIPOSO, IN LUCE – GAIA BANFI

Il mondo che scorre attorno, ogni forma come ologramma non si riesce a tangere per la troppa velocità e l’urgenza che, ad un certo punto, ferma ogni cosa. Un atto musicale puro, naturale e che richiama alla naturalezza della propria espressione, trovando nel vortice un galleggiante esistenziale.

CHIAMAMI ANCORA LOVE – AURA

Concludere un rapporto lascia sempre ad un bivio: considerare razionalmente la fine o trovare delle possibilità di reiterare l’imminente, godendosi ciò che ci fa sentire vivi. Non c’è un vero rimedio, se non accettare la concretezza di un nuovo possibile inizio, dentro cui, però, conservare le sfumature passate.

MIRABILMENTE CALVO – ELIO GARRELLO

Penna irriverente e sonorità sperimentali fanno da contorno ad un’efficace e dinamica visione delle cose, in cui l’unico modo per irrompere nello schema e decostruirlo, destabilizzarlo, con una cassa in quattro e lo spirito critico, ormai carente oggigiorno. E proprio perché carente, la rivoluzione è necessaria.

DIMMI CHE NON E’ LA FINE – LYSA

La consueta voce sublime e la scrittura poetica descrivono il tortuoso cammino di una fine che si spera non arrivi mai, ma che incombe con fermezza. Il legame che si dissolve si trasforma in dipendenza inconscia, suggestionando emozioni che vorremmo continuamente a provare. E sono proprio quelle a renderci migliori.

SANG – DARIO JACQUE

Nonostante una conclusione, l’amore resta un ricordo sospirato. Questo non è possibile cancellarlo. Si compensa nella distrazione, ma il sentimento è un tratto della nostra storia. Un inno leggero e profondo, allo stesso tempo, alla sincerità di quello che si prova e che può mutare, ma non può essere rimosso.

Condividi sui social
Continua a leggere

Trending

Copyright Honiro.it 2018 | HONIRO SRL - P.iva : 12208631007 - Sede legale : Via del mandrione, 105 - 00181 Roma | Powered by Dam Company