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SPAZIO: dentro il viaggio mentale di Nix tra boom bap e ricerca personale

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C’è un momento preciso in cui un disco smette di essere solo musica e diventa una mappa. SPAZIO, il nuovo progetto di Nix, nasce proprio lì: nel punto in cui il movimento fisico incontra quello interiore, dove il bisogno di partire si scontra con quello di restare.

Interamente prodotto da Jambé e costruito su un impianto boom bap che guarda avanti, il disco si muove tra riflessione, disciplina e immaginario, tenendo sempre al centro una domanda semplice ma enorme: qual è il nostro posto nel mondo?

Abbiamo parlato con Nix per entrare dentro il concept del progetto, tra processo creativo, collaborazioni e visione dell’hip hop oggi.

Il tuo nuovo album si intitola SPAZIO. Da dove nasce questo titolo e in quale momento della tua vita hai sentito il bisogno di raccontare questo concetto?

Il titolo nasce da una riflessione sul rapporto tra me e l’ambiente che ho intorno. Per me lo spazio non è soltanto una dimensione fisica: è fatto anche di relazioni, distanze e limiti che in qualche modo influenzano le nostre scelte e il nostro percorso personale.

All’interno dell’album il viaggio è un elemento centrale. Un viaggio che non è solo fisico, ma anche mentale: il bisogno di partire, di tornare, di arrivare da qualche parte, ma soprattutto di accettare il cammino mentre succede.

Ho sentito l’esigenza di raccontare questo concetto circa due o tre anni fa. Però l’idea ha iniziato davvero a prendere forma circa un anno dopo, quando ho iniziato a svilupparla in maniera più concreta nella musica e nei testi.

Nel disco lo spazio non è solo una dimensione fisica ma anche mentale e personale. Qual è stato il tuo “spazio creativo” mentre lavoravi a questo progetto?

Il mio spazio creativo nasce prima di tutto nella mente. È lì che iniziano a prendere forma le idee, le riflessioni e le emozioni che poi diventano musica e parole. Però spesso queste intuizioni arrivano nei momenti in cui mi fermo davvero: quando viaggio oppure quando cammino tra le montagne di casa.

Sono momenti di silenzio e di distanza dalla routine, in cui riesco a guardare le cose con più lucidità. In un certo senso anche questo diventa uno “spazio”: uno spazio mentale dove tutto si riorganizza.

Poi, quando le idee iniziano a prendere forma, il lavoro vero e proprio succede a casa o in studio, in luoghi dove posso isolarmi e concentrarmi. È lì che quel flusso di pensieri si trasforma concretamente in musica.

Le produzioni di Jambé costruiscono un sound boom bap con una sensibilità contemporanea. Come è nata la vostra collaborazione e come avete lavorato insieme per definire il suono del disco?

Jambé è letteralmente una macchina da beat. Nei mesi mi ha mandato una quantità enorme di strumentali e da lì ho iniziato a selezionare quelle che sentivo più in linea con il suono e con il concept del disco.

Condividiamo lo stesso amore per il boom bap, quindi l’idea era mantenere quell’anima classica ma cercando di sviluppare qualcosa che suonasse comunque attuale. Nei beat convivono campioni soul, frammenti di film e atmosfere che passano da momenti molto intimi ad altri più aperti e quasi “cosmici”, che si collegano anche al tema dello spazio del disco.

La nostra collaborazione è nata grazie a Contagio, che mi ha fatto conoscere Jambé mandandomi alcune sue strumentali. Due di quelle sono finite anche nel nostro progetto Tutto è fermo e da lì abbiamo iniziato a sentirci sempre di più e a lavorare insieme.

La cosa curiosa è che, nonostante tutto questo lavoro, non ci siamo ancora incontrati di persona: lui è italiano ma vive da anni a Londra, quindi tutto il disco è nato completamente a distanza.

All’interno del progetto compare un solo featuring rap, quello con Tusco. Come è nata questa collaborazione e cosa ha portato al disco?

Ho scelto di inserire un solo featuring perché sentivo l’esigenza di esprimermi in modo molto personale. Anche perché il mio ultimo progetto più corposo è stato il joint album Tutto è fermo, uscito l’anno scorso e realizzato insieme a Il Contagio, quindi questa volta volevo prendermi più spazio per raccontarmi.

Tusco è un amico ormai da anni e negli ultimi tempi abbiamo condiviso molti palchi e tante belle esperienze insieme. La pensiamo in modo molto simile su tante cose, sia nella vita che nell’hip hop, quindi collaborare è venuto in maniera molto naturale.

La sua presenza nel disco porta sicuramente una tecnica sensazionale, frutto di quello che per me è uno dei migliori MC in Italia.

Nel disco compaiono anche strumenti come sax e tromba. Quanto è importante per te inserire elementi musicali che arricchiscono il classico impianto hip hop?

Ti ringrazio per la domanda, perché per me è davvero un grande onore poter lavorare con dei musicisti. È una cosa che adoro fare, anche perché da ogni sessione imparo sempre qualcosa di nuovo.

Davide Vinci e Simone Antonioli sono musicisti davvero molto bravi, che spaziano in tutta la musica black, e si sono resi subito super disponibili a collaborare al progetto. Questa cosa per me è una grande soddisfazione, soprattutto arrivando da un genere dove, storicamente, le skill strumentali sono meno centrali.

Negli ultimi anni però ho notato che molti musicisti hanno iniziato ad apprezzare molto di più l’hip hop e ad avvicinarsi con interesse. Rispetto a 15 o 20 anni fa c’è sicuramente molta più apertura e scambio tra mondi diversi.

In più, secondo me avere dei suoni presi direttamente dallo strumento spesso restituisce qualcosa di più pulito e vivo rispetto al campionamento. Ti permette anche di sviluppare meglio un’idea musicale che magari hai già in testa e portarla ancora più avanti.

La copertina disegnata da Menazone richiama il mondo dei ninja e il concetto di disciplina e armonia. In che modo questo immaginario si lega alla tua visione dell’hip hop?

La copertina raffigura due mudra, cioè gestualità sacre e molto antiche: particolari posizioni delle mani che, nella tradizione, si accompagnano a nove suoni specifici. Le due rappresentate sono “To”, che indica l’armonia con se stessi, e “Zen”, che richiama il concetto di illuminazione.

Ognuno di questi gesti richiedono precisione, controllo e consapevolezza. Sono qualità che sento molto vicine anche al modo in cui vivo e pratico l’hip hop.

Per me la disciplina è una parte fondamentale: è il momento in cui mi dichiaro nello spazio, in quello che faccio e in quello che ho intorno. In un certo senso l’hip hop diventa proprio questo, una pratica dove cerchi equilibrio tra tecnica, testa e spirito.

Hai già portato la tua musica su molti palchi in Italia. Quanto conta per te la dimensione live nel percorso di un rapper?

Per me la dimensione live è fondamentale. Amo rappare dal vivo e sentire l’energia che si crea tra me e il pubblico. Il palco è un vero banco di prova: saper tenere le tue strofe live è imprescindibile per ogni rapper, è lì che si vede la vera bravura. Mi dà motivazione e ispirazione, e allo stesso tempo sono grato di poter girare l’Italia, conoscere posti incredibili e persone meravigliose grazie alla mia musica

Se dovessi riassumere SPAZIO con una sola sensazione o immagine, quale sarebbe?

L’immagine che rappresenta SPAZIO è proprio quella creata da Menazone sulla copertina del progetto: racchiude esattamente la sensazione che volevo trasmettere

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Il Muretto del Freestyle porta Ensi e DJ Fastcut a Grosseto: il 2 agosto una serata dedicata alla cultura hip hop tra live, contest e nuovi talenti

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Il Muretto del Freestyle porta Ensi e DJ Fastcut a Grosseto: il 2 agosto una serata dedicata alla cultura hip hop tra live, contest e nuovi talenti

GROSSETO – Il 2 agosto il Palazzetto dello Sport di Grosseto (via Lago di Varano 18) ospiterà una serata interamente dedicata alla cultura hip hop, organizzata dal collettivo Il Muretto del Freestyle Grosseto, una realtà nata da pochi mesi ma già determinata a diventare un punto di riferimento per la scena underground del territorio. L’evento vedrà come protagonisti Ensi e DJ Fastcut, affiancati dagli organizzatori e artisti del collettivo Dexter Red, Finz, Matma, Yung Zombie, Overturned Fish, 2Mind e Zero in una line-up costruita per unire nomi affermati e nuove promesse.

La serata prenderà il via alle 19:00 con l’apertura dei cancelli. Dalle 20:00 spazio all’Open Mic aperto a tutti, accompagnato da Yung Zombie alla consolle e dai live degli artisti del collettivo prima dell’arrivo di Ensi sul palco. Tra i momenti più attesi ci sarà anche l’esibizione del vincitore del contest freestyle del 19 luglio, che conquisterà l’opportunità di aprire ufficialmente il live di Ensi davanti al pubblico della serata. Al termine del concerto, la musica proseguirà ancora con il DJ Set di Yung Zombie.

Il contest del 19 luglio, anch’esso ospitato al Palazzetto dello Sport, rappresenta infatti il primo grande appuntamento del progetto. A giudicare gli MC saranno Shekkero e Rein, mentre Mogio, sarà ospite dell’evento partecipando alla battle in qualità di Testa di serie. In consolle a mandare i beat per la battle ci sarà Yung Zombie. Il vincitore si aggiudicherà un premio del valore di 250 euro e, soprattutto, la possibilità di esibirsi il 2 agosto prima dell’artista principale, trasformando la competizione in una concreta occasione di crescita artistica. Per il secondo classificato è previsto inoltre un ulteriore premio legato alla produzione musicale.

L’ingresso al contest del 19 luglio sarà gratuito per il pubblico, con una quota di iscrizione di 10 euro per gli artisti partecipanti. Per il live del 2 agosto i biglietti saranno disponibili in prevendita tramite DICE al costo di 15 euro, bevuta inclusa.

Più che un semplice concerto, il doppio appuntamento vuole rappresentare un percorso che parte dalla scena locale e culmina in un grande evento capace di mettere sullo stesso palco artisti emergenti e protagonisti del rap italiano, offrendo ai talenti del territorio un’opportunità concreta di farsi conoscere.

Un progetto nato dal territorio per restituire valore alla cultura hip hop

Dietro questo evento non c’è soltanto l’organizzazione di una serata musicale. C’è un gruppo di ragazzi che, in meno di due mesi, ha deciso di trasformare un’idea in un progetto culturale. Il Muretto del Freestyle Grosseto è il risultato dell’impegno di Dexter Red e del relativo direttivo del muretto sopracitato, uniti dalla volontà di creare uno spazio autentico per chi vive l’hip hop non come una moda, ma come una cultura fatta di confronto, rispetto, crescita e condivisione.

L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: costruire occasioni reali dove gli artisti possano incontrarsi, esibirsi e crescere insieme, riportando al centro quei valori che hanno sempre caratterizzato il movimento. Pace, unione, divertimento e inclusione diventano così il filo conduttore di ogni iniziativa, con la convinzione che la musica possa abbattere barriere, creare dialogo e valorizzare ogni talento, indipendentemente dall’età, dal genere o dal percorso artistico.

La scelta di far salire sul palco il vincitore del contest insieme a nomi come Ensi e DJ Fastcut racconta perfettamente questa filosofia: non esiste una distanza tra chi ha già costruito la propria carriera e chi sta muovendo i primi passi, ma un passaggio di testimone che permette alla scena di continuare a rinnovarsi.

In un momento in cui molte realtà indipendenti faticano a trovare spazio, Il Muretto del Freestyle di Grosseto dimostra che, con passione, collaborazione e spirito di comunità, è ancora possibile costruire eventi di qualità accessibili a tutti, capaci di dare nuova energia alla scena locale e di contribuire alla crescita culturale della città di Grosseto. Il 2 agosto sarà quindi molto più di un concerto: sarà la dimostrazione concreta che investire nei giovani, nella musica e nella cultura hip hop significa investire nel futuro di un intero territorio.

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Shark Emcee torna con “Strong”: il nuovo singolo che racconta la forza di restare in piedi

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A due anni dall’ultimo progetto pubblicato, Shark Emcee inaugura un nuovo capitolo del proprio percorso artistico con “Strong”, il nuovo singolo in uscita l’11 luglio su tutte le piattaforme digitali. Un brano che non guarda al passato con nostalgia, ma che conferma la volontà dell’artista di continuare a evolversi mantenendo intatti i valori e l’attitudine che hanno sempre caratterizzato il suo percorso.

Prodotto da DJ Sparta, DJ, tecnico del suono, insegnante e figura di riferimento della cultura urban italiana, il singolo nasce dall’incontro tra due artisti cresciuti nell’hip hop che continuano a mettersi in discussione e a sperimentare nuove direzioni sonore senza perdere autenticità. “Strong” rappresenta infatti il punto d’incontro tra esperienza, ricerca e desiderio di rinnovamento.

Un manifesto di determinazione tra tradizione e innovazione

Strong” nasce come una riflessione sulla forza necessaria per portare avanti un percorso artistico nel rap. Un brano che parla di sacrificio, perseveranza e della determinazione richiesta per continuare a credere nella propria musica anche quando il percorso si fa complesso. Il titolo non compare direttamente nel testo, ma ne rappresenta perfettamente l’essenza, sia dal punto di vista sonoro che concettuale.

Dal punto di vista musicale, il singolo si muove su territori originali e contemporanei, lontani dalle formule più tradizionali del boom bap, pur mantenendo un’impostazione lirica classica e diretta. Nessun utilizzo dell’autotune, nessuna rincorsa alle tendenze del momento: al centro restano il rap, la scrittura e la capacità di trasmettere emozioni autentiche.

Con “Strong”, Shark Emcee dimostra che la crescita artistica non passa necessariamente dall’abbandono delle proprie radici. Al contrario, il brano racconta come sia possibile confrontarsi con sonorità moderne e ricercate senza rinunciare alla propria identità. Un ritorno che segna l’inizio di una nuova fase creativa e che anticipa il progetto “Tutto Vero”, attualmente in lavorazione. Una cosa però è certa: Shark Emcee è pronto a riprendersi il microfono con la stessa determinazione che da sempre accompagna il suo percorso.

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FRAME, FERMO IMMAGINE: istanti musicali come frammenti di vita

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“FERMO IMMAGINE”, che prende il titolo dalla traduzione del suo nome d’arte “FRAME” è il suo primo album. All’interno di esso vi sono diverse influenze: dal rap, al pop, alla musica sperimentale. Composto da 11 brani, è un disco fortemente autobiografico. Per l’autore: “FERMO IMMAGINE è il mio progetto più personale e rappresenta, ad oggi, il mio biglietto da visita più autentico. Non a caso è la traduzione del mio nome d’arte, Frame. Ogni brano del disco è un frammento di vita: istanti catturati e congelati nel tempo, come fotogrammi che raccontano chi sono stato e chi sto diventando. Il simbolo principale del progetto è la videocassetta: un oggetto imperfetto, analogico, che conserva la memoria e la può anche distorcere. Dentro questa immagine si muove anche il cuore concettuale del disco: è come se, secondo l’artista, ci sono alcuni momenti durante i quali una parte di noi continua ad andare avanti mentre l’altra rimane incastrata nel passato (da qui la metafora del nastro della videocassetta che si aggroviglia e ripete sempre lo stesso frame). Quella della videocassetta è un accostamento forte. Solo quando smettiamo di mentire a noi stessi ed acquisiamo consapevolezza del nostro passato, del dolore che ci lega ad esso e della sofferenza che ne deriva, possiamo lasciar andare davvero le cose e portare avanti la nostra vita. FERMO IMMAGINE è un tentativo di rimettere in movimento ciò che era bloccato, accettando le imperfezioni del ricordo e trasformandole in musica”. 

BIOGRAFIA

FRAME, nome d’arte di Francesco Melito, è un rapper, autore e produttore musicale romano classe 2003. Avvicinatosi al pianoforte da piccolo, ha iniziato a scrivere e registrare da autodidatta la propria musica. Il suo primo singolo “Urlare” è uscito nel 2020 ed ha conquistato un posto nelle playlist di Spotify quali Generazione Z e New Music Friday, apparendo anche in realtà come La Repubblica e TGR Lazio. Oltre la musica è cofondatore dello studio Turno 60, dove lavora anche come produttore, mixing e mastering engineer. 

Quello di FRAME , è un viaggio non solo dell’artista ma anche di Francesco: un ragazzo che racconta, attraverso l’arte, il sé bambino, sino ad arrivare alle prime incrinature sentimentali, gli scenari apocalittici dati dall’incertezza del presente e del futuro. Ed è proprio attraverso uno stile innovativo che tutto questo prende forma divenendo non solo messaggio per sé stesso ma anche, e soprattutto, per gli altri.

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