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SHIVA è tornato, fuori ora “MILANO DEMONS”. Nell’album anche Sfera Ebbasta, Lazza, Geolier, Pyrex
E’ “Milano Demons” il titolo che Shiva ha voluto attribuire al disco della sua riaffermazione, fuori oggi, venerdì 25 novembre, su tutti i digital stores e in versione fisica.
Il concept del disco inizia a prendere vita nello sguardo dell’ascoltatore già dall’artwork e dal nome del progetto, che rappresentano a pieno l’anima e il sentimento dell’album. Un’alchimia particolare dipinge le tracce di questo nuovo disco di Shiva, il desiderio di fuggire lontano da tutti i demoni infatti, si intreccia assieme alla travolgente esigenza di raccontarli e descriverli tra le strofe.

“Milano Demons” è il ritratto, la fotografia, di una realtà che si nutre di opposti e contraddizioni, culla di paure e i dubbi, ma soprattutto casa della volontà di lasciarsi tutto ciò alle spalle e cominciare a sviluppare la capacità di distinguere cosa sia autentico e sincero da cosa non lo sia, “Abbiamo le stesse paure che ormai ci contengono, e versiamo le lacrime simili”.
Una strada che non concede sconti, che non concede regali, una realtà dove, come racconta lo stesso Shiva, non ci sono perdite ma solo lezioni di vita e dove “Le cose che vedo mi han messo le espressioni in gabbia”. E adesso, con questo album, l’artista è pronto a spalancare le porte di quella gabbia, in modo che i suoi pensieri e le sue emozioni possano arrivare al suo pubblico. Tra il sentimento d’incomprensione e i dubbi infatti, emergono come protagonisti anche i sogni, la speranza per il domani e lo sguardo verso il futuro, “E sappiamo com’è andata finora, non sapremo come è il restante”.

Un progetto grazie al quale si comprende facilmente la volontà di Shiva di ampliare il suo ventaglio di influenze musicali, decidendo così, soprattutto in tracce come “Diamante” e “Non Lo Sai”, di varcare la soglia delle contaminazioni pop e trap.
17 brani, 9 featuring in cui autenticità e determinazione sono le parole chiave. Una tracklist che vede nomi del calibro di Lazza e Sfera Ebbasta ma non solo, anche Tedua, Geolier, Pyrex, Rhove, Slings e Federica Abbate. Impreziosita inoltre dalla presenza di Bianca Costa, artista tra le più promettenti nel panorama urban francese.
Per le produzioni invece, Shiva ha deciso di affidarsi a Drillionaire, Madfingerz, Daves The Kid e, come di consueto, ad Adam Eleven.
Il disco, anticipato dalla pubblicazione di “Take 4”, quarta traccia del progetto, arriva inoltre a distanza di sei mesi dall’uscita di Dark Love EP. Di seguito la tracklist di “Milano Demons”, il nuovo album di Shiva:
- Milano Demons
- Cup
- Vorrei feat Lazza
- Take 4
- Rollie AP feat Pyrex & Slings
- Cellphone feat Rhove & Bianca Costa
- Diamante
- Non è easy
- Messaggio in segreteria (Interlude)
- Cicatrici feat Tedua
- Non lo sai
- Naturale
- Alleluia feat Sfera Ebbasta
- Soldi puliti
- Dimenticare feat Federica Abbate
- Un altro show feat Geolier
- Se fosse per me
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Alex Cortez pubblica il video di “Morningstar: L’uomo al centro”
Alex Cortez torna a dare volto e voce al cuore del suo progetto Morningstar con l’estrazione del video ufficiale di “Morningstar: L’uomo al centro”, primo brano e title track dell’album che ha segnato il suo ritorno discografico dopo oltre dieci anni di assenza. Un disco che, fin dalla sua uscita, ha raccolto riscontri molto positivi dalla stampa di settore, apprezzato per la profondità del racconto, la coerenza artistica e la maturità della scrittura.
“Morningstar: L’uomo al centro” non è solo l’apertura dell’album, ma il suo vero manifesto concettuale. Su una base boombap essenziale e profonda, prodotta da James Cella (JFK Music), Alex Cortez si racconta senza filtri, ripercorrendo un viaggio lungo più di dieci anni che lo ha tenuto lontano dalla scena musicale, ma mai dalla scrittura. È il racconto di un uomo che attraversa bene e male, luce e ombra, ambizione e fragilità, fino a trovare un punto di equilibrio possibile: fare pace con il proprio passato e con i propri demoni, senza negarne l’esistenza.
Il titolo del brano richiama in modo volutamente provocatorio la figura di Morningstar, Lucifero, non come incarnazione del male assoluto, ma come metafora umana dell’errore, della caduta e del desiderio di comprensione. Alex Cortez non demonizza l’oscurità: la attraversa, la accoglie, la riconosce come parte integrante dell’esperienza umana, per tornare a essere uomo prima che artista, individuo prima che rapper.
Alex Cortez: il manifesto di un ritorno umano
Il video ufficiale, diretto dallo stesso James Cella (JFK Music), traduce visivamente questo percorso interiore. Ambientato in una stanza vuota, asettica e immersa nel buio, il video è costruito come una lunga confessione in camera. Attorno al protagonista si muove una presenza femminile, interpretata da Daisy Congiusti, coprotagonista del racconto visivo: una figura che accudisce, sfiora, abbraccia, senza mai essere definita in modo univoco come “amica” o “demone”.
Entrambi i personaggi si muovono su due livelli simbolici: uno legato al rap, alla musica, all’identità artistica; l’altro più elegante e “posh”, connesso alla vita reale, quotidiana, lontana dai riflettori. La relazione tra le due presenze non è mai esplicitamente positiva o negativa, ma profondamente umana: una vicinanza che accompagna il protagonista nel suo processo di messa a nudo e di accettazione.
Il monologo finale del video rappresenta il punto di sintesi dell’intero progetto Morningstar: una dichiarazione di intenti in cui l’uomo, nella sua semplicità e nelle sue debolezze, rivendica il diritto di tornare al centro. Non come figura eroica o necessariamente positiva, ma come essere umano complesso, imperfetto, reale.
Con “Morningstar: L’uomo al centro”, Alex Cortez consolida il percorso intrapreso con l’album Morningstar: un ritorno consapevole, maturo e privo di compromessi, che mette al centro l’identità, la memoria e il coraggio di raccontarsi. Un progetto che ha già dimostrato di parlare con forza a pubblico e critica, e che con questo nuovo video aggiunge un ulteriore tassello visivo e narrativo a una rinascita artistica autentica.
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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: ”Magari domani”, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio
Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: Magari domani, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio per Honiro Label e Luppolo Dischi.
Non c’è luogo migliore per un overthinker che i suoi stessi pensieri, lo stesso vortice dentro cui perdersi e non necessariamente aver bisogno di ritrovarsi. Eppure, rimane insito il desiderio di abitare quel luogo con qualcuno; con qualcuno che non ci fa affondare vertiginosamente dentro noi stessi. Infatti, il potere dell’altro è proprio questo: non dirigerci, non evitare una nostra caduta, ma accompagnarci, nel bene o nel male, e stimolare una versione migliore di noi stessi. E l’attesa, alla fine, riesce a riempire e decorare anche lo stare soli. “‘’Magari domani’’ è un’attesa dal sapore dolceamaro; una speranza per chi si sente perso, un pensiero per chi ha bisogno di riceverlo, un po’ come ne ho avuto bisogno io e mi sono immaginato di riceverlo. I suoni pop di Yellow, che si avvicinano all’intimità autoriale che ho provato a creare attraverso il mio racconto, sono il contorno di una mia storia che può essere la storia di tutti coloro che non hanno paura di vivere il dolore da un altro punto di vista, osservando il dopo’’ – ci racconta.
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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un ”Infern*” che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio
Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un Infern* che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio per Honiro Publishing.
Leggiamo sempre di storie che hanno un lieto fine, dove il ‘’bene’’ trionfa sempre; eppure, la realtà quotidiana ci fa vedere dell’altro: un bene soggiogato, il buono che faticosamente trova uno spazio e viene sorpassato dalla furbizia e le ingiustizie. E, alla fine, se questo non è il personale inferno di ciascuno, cosa potrebbe mai essere?
Tuttavia, tra rime sottili e, allo stesso tempo, taglienti, e riferimenti ai gironi di Dante, si prospetta una luce sul fondo: vedere un cambiamento sembra impossibile, provare a compiere dei gesti della quotidianità che possono fare la differenza è un punto di partenza. ‘’Ho scritto ‘’Infern*’’ pensando proprio alla Divina Commedia. Infatti, il brano, oltre ad avere citazioni dantesche, cerca di descrivere un mondo come quello odierno dove i buoni non vincono, in preda ad un destino sempre più schiacciato, soffocato come il respiro. Tra sonorità che richiamano Lil Baby e Future e pensieri che rappresentano a pieno il mio flusso di coscienza, non voglio suggerire un senso di rivincita, ma di presa di posizione proprio in questo mondo che forse, in qualche modo, può cambiare’’ – ci racconta l’artista.
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