Connect with us

News

IL PAGANTE torna con “POVERI MAI”, il nuovo singolo presentato in anteprima al NAMELESS FESTIVAL

Pubblicato

il

Un progetto multiplatino 100% milanese che è a tutti gli effetti uno dei più dilaganti fenomeni socio-musicali dell’ultima decade, trend setter generazionale per lifestyle e mondanità: per IL PAGANTE è tempo di sparigliare le carte di un percorso lungo 12 anni di successi e guadagnare in maturità e consapevolezza con Poveri Mai, il nuovo singolo in licenza con Believe Artist Services, in radio e in digitale da venerdì 9 giugno e già disponibile in pre-save.

Il brano, il primo pubblicato nel nuovo assetto in duo – Roberta Branchini (Brancar) e Edoardo Cremona (Eddy Veerus) – è un pezzo coinvolgente, ballabile e club friendly, dove la penna di Eddy incontra la produzione di MorganJ, italianissima stella mondiale dell’electro house, che riprendendo sonorità UK ispirate dai top player della scena house internazionale impreziosisce Poveri Mai con il suo trascinante beat.

Poveri Mai de IL PAGANTE restituisce in poco meno di 3min uno spaccato inedito della società odierna, cavalcando nuovi trend e giocando con il claim al centro del ritornello per scavare strofa dopo strofa su temi più profondi. Per la prima volta nella narrazione del Pagante, il racconto di luoghi impermeabili alla crisi economica si scontra con la realtà di chi è disposto a ricorrere a qualsiasi escamotage pur di “rimanere su” e generare guadagni senza sforzi. Dalla rete delle truffe online ai sistemi piramidali, passando per le frodi con le criptovalute, il tutto fotografato dallo sguardo sempre dissacrante de IL PAGANTE.

Presentato in anteprima il 4 giugno al pubblico del Nameless Festival -dove Brancar e Eddy sono stati, con Salmo, gli unici artisti italiani ad essersi esibiti sul main stage, Poveri Mai non mancherà nella setlist de IL PAGANTE SUMMER TOUR, la nuova avventura live prodotta da Cielo che tra giugno e settembre toccherà i principali festival e club estivi d’Italia e d’Europa, per oltre 50 appuntamenti sulle note dei brani più iconici de IL PAGANTE.

Di seguito inoltre, le date de IL PAGANTE SUMMER TOUR:

09/06 – Soccorso in Festa – Ornavasso (VB)
15/06 – Rio Mania – Reggio Emilia
17/06 – Magnolia – Milano
18/06 – Early Summer Festival – Ariano Irpino (AV)
22/06 – Manana – Whitemoon – Torino
24/06 – Nafoura – Castellaneta Marina (TA)
25/06 – Taxi Beach – Garlate (LC)

27/06 – Love Mi – Milano
30/06 – Youth Festival – Sassuolo (MO) + Acque Minerali – Imola (BO)
01/07 – Kings – Jesolo (VE) + Shibuia – Bardolino (VR)
06/07 – Tanta Robba Fest – Cremona
07/07 – Costez – Bergamo
11/07 – Beach Club – Cinquale (MS)
14/07 – La Suerte – Laigueglia (SV)

15/07 – Gattopardo – Alba Adriatica (TE)
17/07 – Villa Delle Rose – Riccione (RN)
20/07 – Just Cavalli – Porto Cervo (OT)
21/07 – Capannina – Tortolì (NU)
22/07 – Caveau – Alba (CN) + Fonti di Recoaro – Broni (PV)
23/07 – Agrisound Fest – Biella
24/07 – Villa Delle Rose – Riccione (RN)

26/07 – Kalipso Club – Pag
27/07 – Havana – Malta
29/07 – Tropicana – Mykonos
30/07 – Gatsby Live Theatre – Zante
31/07 – 54 Dreamy Night – Corfù
02/08 – Vog – Seriate (BG)
03/08 – Tula Summer Festival – Tula (SS)

04/08 – Senorbì Summer Festival – Senorbì (SU)
05/08 – Area Eventi Indie – Cervia (RA)
07/08 – Villa Delle Rose – Riccione (RN)
08/08 – Manana – Kings – Jesolo (VE)
09/08 – Praja – Gallipoli (LE)
10/08 – Menhir – Oristano
11/08 – Blu Beach – Porto Rotondo (SS)

12/08 – Red Valley – Olbia (SS)
14/08 – Discovillage – Follonica (GR)
15/08 – Villa Delle Rose – Riccione (RN) + Marina Bay – Ravenna
18/08 – Manana – Vega – Gallipoli (LE)
19/08 – Manana – Miraja Club – Catanzaro Lido (CZ)
21/08 – Villa Delle Rose – Riccione (RN)
23/08 – Praja – Gallipoli (LE)

25/08 – Manana – La Suerte – Laigueglia (SV)
26/08 – Mr Charlie – Lignano Sabbiadoro (UD)
30/08 – BCM – Palma De Mallorca
01/09 – Pride Village – Padova (PD)
02/09 – Maniva Sky – Giogo Del Maniva (BS)
08/09 – Paradise – Piacenza
14/09 – Xoyo – Londra 
22/09 – Manana – Country – Palermo

Condividi sui social
Continua a leggere

News

Ill Grosso: Roma, fragilità e verità nell’Hip-Hop

Pubblicato

il

Ill Grosso, artista romano da sempre legato a una visione autentica e viscerale dell’Hip-Hop, torna con Messa di Mezzanotte, un progetto che affonda le radici nel vissuto personale e nella necessità di raccontare anche le zone d’ombra. Roma non è solo uno sfondo, ma una presenza costante: nei silenzi, nelle crepe, in quella tensione tra durezza e umanità che attraversa tutto il disco.
In questa intervista per Honiro, Ill Grosso parla apertamente di depressione, fragilità e del ruolo centrale che la musica ha avuto nel tenerlo a galla nei momenti più difficili. Un dialogo diretto, senza pose, che restituisce il senso di un ritorno consapevole e di un rap che non ha paura di mostrarsi vulnerabile senza perdere credibilità.
Messa di Mezzanotte diventa così non solo un disco, ma una testimonianza lucida e necessaria, capace di ricordare perché l’Hip-Hop continua a essere uno strumento potente per raccontare la realtà, soprattutto quando fa male.

  1. In più passaggi del disco si percepisce un periodo buio. Quanto è stato difficile trasformare la depressione in linguaggio artistico?
    Non è stata una passeggiata, lo devo ammettere. La depressione è qualcosa che ti toglie le energie e che ti svuota, mentre fare musica, farla bene e fare il rap quello vero, ti chiede tutto. Trasformare quel buio in linguaggio artistico significa dover guardare in faccia cose che preferiresti ignorare. Non è stato difficile scriverlo, perché le parole venivano fuori da sole come un’emorragia ma è stato difficile viverlo prima di poterlo mettere in rima. È un processo di distillazione: prendi il veleno che hai dentro e cerchi di farne una medicina, o almeno una testimonianza che resti. È ORA DI PIANTARLA DI ACCONTENTARE I MEDIOCRI!
  2. Scrivere e produrre musica è stato, per te, una forma di terapia?
    Assolutamente sì. Per me è l’unica terapia che funziona davvero, quella che non trovi in farmacia. Piu che mai a sto giro la musica mi ha salvato. Quando sei lì, piegato davanti al pc a produrre o davanti al microfono a registrare le tue rime, scarichi un peso che altrimenti ti schiaccerebbe. Se non avessi avuto il rap, la mia valvola di sfogo, non so dove sarei finito in questi anni di silenzio. La musica non ti guarisce magicamente, ma ti dà gli strumenti per gestire il dolore, per dargli una forma e, quindi, per poterlo dominare invece di farti dominare.
  3. C’è stato un momento in cui la musica ti ha letteralmente tenuto a galla?
    Più di uno. Ci sono stati giorni in cui l’unico motivo per alzarmi dal letto era quel beat che dovevo finire, o quella strofa che non suonava ancora bene. La musica ti impone una disciplina quasi militare, ti dà un obiettivo quando tutto il resto sembra non avere senso. Nei momenti più neri, sapere di avere un progetto da portare a termine è stato il mio salvagente. Senza questo disco, quel periodo buio avrebbe potuto inghiottirmi del tutto.
  4. Pensi che il rap abbia ancora la forza di parlare di fragilità senza perdere credibilità?
    La credibilità non è fare il duro a tutti i costi, quello é recitare. Credibilità è essere veri, sempre e comunque, punto. Se sei a pezzi e fai finta di essere un superuomo, sei finto, e la gente se ne accorge. Se sali sul palco e racconti storie non tue, la gente se ne accorge. Il rap ha una forza enorme proprio perché può essere crudo e vulnerabile allo stesso tempo. Parlare delle proprie fragilità richiede molta più forza che fare i soliti pezzi autocelebrativi. Chi mi ascolta da anni sa chi sono: se ti racconto la mia caduta, sono più credibile di chi ti racconta solo di successi che magari non ha neanche.
  5. Quanto è importante oggi raccontare anche il lato vulnerabile dell’essere umano, soprattutto nella cultura hip hop?
    È vitale. Oggi l’Hip Hop è diventato troppo spesso una fiera delle vanità, dove tutti devono mostrare di essere i più ricchi, quelli con la catena piu costosa al collo, col Rolex piu pimpato degli altri. Ma la vita di chi ti ascolta sta in strada, lavora e soffre, ha problemi ad arrivare a fine mese pure con due lavori. Tornare a raccontare la vulnerabilità significa riconnettersi con la realtà. La cultura Hip Hop è nata per dar voce a chi era ai margini, e spesso chi è ai margini non sa rialzarsi dalle sconfitte e chi é ai margini spesso si sente fragile. Ritornare ad essere umani nella vita di tutti i giorni è l’unica vera rivoluzione rimasta da fare.
  6. Se qualcuno che sta attraversando un periodo simile ascoltasse Messa di Mezzanotte, cosa vorresti che sentisse oltre alle parole?
    Vorrei che sentisse i silenzi. Che ascoltasse le pause e i vuoti che ci sono nella musica perché é sopratutto in essi che c’é da sentire. Vorrei che le vibrazioni della musica lo facessero sentire bene e che gli dicessero che non è solo in quel momento buio. Vorrei che percepisse quella spinta che c’è sotto ogni beat. Vorrei che sentisse che il dolore può essere trasformato in qualcosa di solido, di tangibile. Se sono riuscito io a chiudere questo progetto partendo dal fondo, significa che c’è sempre un modo per risalire. Vorrei che chi ascolta sentisse la fatica, ma anche la dignità di chi non si è arreso.
Condividi sui social
Continua a leggere

News

La diapositiva dei ricordi amati su una cartolina da ”Pico Turquino”, il nuovo singolo degli AlberiNoi

Pubblicato

il

La diapositiva dei ricordi amati su una cartolina da Pico Turquino, il nuovo singolo degli AlberiNoi in uscita il 6 febbraio per Honiro Label.

Un viaggio in una terra lontana, Cuba, che vive nel contrasto dei panorami suggestivi e della desolazione sociale, della povertà che diventa parte di un sistema cinico e complesso. Ma, anche nell’apparenza più amara, si può assaporare la dolcezza della riscoperta di se stessi, di ciò che si cerca e che spesso, quando si ha tutto, è difficile trovare. Un inno a riscoprire l’essenza delle cose, a prendersi del tempo per dare un nuovo valore al tempo.

“Pico Turquino’’ racconta un sogno così potente da sembrare reale: ritrovare una presenza che non c’è più dentro i luoghi che l’hanno amata. Tra mare, vento, natura e voci lontane, il ricordo diventa movimento e vita che scorre. Prodotto a Parma da Emanuele Santona, il brano intreccia percussioni ispirate a Cuba e chitarre sognanti che si aprono nel finale. La canzone si chiude con i suoni reali dell’isola, registrati durante il viaggio, come un abbraccio che resta’’.

Condividi sui social
Continua a leggere

News

Una canzone dedicata a chi sa proteggere: ”Spalle”, il nuovo singolo di Matteo Alieno

Pubblicato

il

Una canzone dedicata a chi sa proteggere, a chi ci nasconde i mostri e ci chiude gli occhi quando ne abbiamo più bisogno. A chi sa restare, anche nei momenti difficili. Spalle è il nuovo singolo di Matteo Alieno in uscita oggi venerdì 6 febbraio per Honiro / Island Records (Universal Music Italia).

Un brano intimo e poetico, da cui lasciarsi abbracciare dolcemente, ultima anticipazione dell’album del cantautore romano in arrivo in primavera.

Spalle parla di quello che oggi penso sia l’amore: guardarsi le spalle, distrarsi dal mondo pericolosissimo in cui ci troviamo. È chiudersi gli occhi, addormentarsi, racconta l’artista.

Un ringraziamento a chi ci permette di ritrovare la leggerezza nel vivere, a chi ci fa scudo e ci protegge dalle tempeste della quotidianità, quelle più grandi ma anche–e forse soprattutto-quelle più piccole e insidiose: le indecisioni quotidiane, i problemi spesso inutili che ci attanagliano facendoci affogare nel più classico dei bicchieri d’acqua. Spalle è una ballad romantica ma mai stucchevole, immediata e toccante, che sonoramente omaggia la musica inglese tanto amata da Matteo e dal suo sodale Luca Caruso (qui sia co-autore che co-produttore).

Un grazie in musica e parole a chi sta dietro e mai davanti. Perché quando si decide di guardare le spalle a qualcuno, si è consapevoli che forse la persona che si sceglie di proteggere non saprà mai di questo gesto. E questo lo trasforma in un atto d’amore disinteressato e volontario, semplice ma nascosto, proprio per questo ancora più speciale e prezioso. Con Spalle Matteo Alieno svela una nuova sfaccettatura della sua anima, che nella musica si mette a nudo con un coraggio e una trasparenza tenera e rara. Dal graffiante e libertario grido punk rock di Per la nostra età, alla morbida e penetrante Chi Vince Che Vince?, dalla scanzonata e malinconica storia di amicizia di Piselli all’impacciato desiderio di liberarsi da pressioni e aspettative di Ansia, con i suoi pezzi Matteo sa infatti prendere per mano chilo ascolta e aprirgli le porte del suo mondo, condividendo i suoi pensieri e le sue emozioni, anche quelli più difficili da confessare ad alta voce. Perché in fondo la musica è bella proprio per questo: per sentirsi vicini e combattere insieme le nostre vite pesanti, una canzone alla volta.



Condividi sui social
Continua a leggere

Trending

Copyright Honiro.it 2018 | HONIRO SRL - P.iva : 12208631007 - Sede legale : Via del mandrione, 105 - 00181 Roma | Powered by Dam Company