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Inoki, fuori ora il videoclip di “ISPIRAZIONE” feat. Noemi
Fuori da ieri, martedì 9 febbraio, il videoclip di “ISPIRAZIONE” con Noemi, singolo in radio estratto dal nuovo album di Inoki, MEDIOEGO.
A proposito del brano, Inoki commenta: “Ammiro enormemente Noemi. Il suo talento e la sua gentilezza, così come il genere musicale che rappresenta e in cui spero di addentrarmi sempre di più. La musica italiana e la sua declinazione pop apprezzata da generazioni è di natura melodica, poetica appunto. Sono felicissimo che nel mio album ci sia questa sonorità e questa scrittura, per me rappresenta un’altra evoluzione. Ricordo che quando abbiamo iniziato a lavorare al pezzo, desideravamo rifarci alla collaborazione tra Method Man e Mary J. Blige, ovviamente si tratta di due artisti inarrivabili ma lasciarci ispirare da quel viaggio è stato appassionante.”
Il video di “ISPIRAZIONE” di Inoki con Noemi è stato Diretto da Attilio Cusani – già regista, tra gli altri, dei videoclip di “Soldi”, “Rapide” e “Dorado” (feat. Sfera Ebbasta e Feid) di Mahmood e “Andromeda” di Elodie.
Disponibile davenerdì 15 gennaio, MEDIOEGO (Asian Fake/Sony Music Italy) – che è entrato direttamente al secondo posto della classifica Top Album Fimi e al primo di quella vinili – ha segnato il grande ritorno di uno dei pesi massimi dell’urban. Un lavoro, apprezzato sin da subito da pubblico e critica, che vede la collaborazione di grandi artisti e produttori, mettendo diverse generazioni a confronto.

Questa la tracklist ufficiale del disco, disponibile in fisico e digitale.
1. UNDERGROUND – prod. Salmo
2. WILDPIRATA (feat. Tedua) – prod. Garelli & Chryverde
3. DUOMO – prod. STABBER
4. MUTI – prod Chryverde
5. ISPIRAZIONE (feat. Noemi)
6. HYPE – prod. Salmo
7. VETERANO (feat. DJ Shocca)
8. MEDIOEGO – prod Chryverde
9. FUCKOFF – prod Chryverde
10. SCHIAVI – prod. Chris Nolan
11. MANI (feat. BigMama) – prod. Crookers
12. SILENZIO – prod. Sine
13. ONESTO – prod Chryverde
14. STANCO – prod. Big Joe
15. IMMORTALI – prod Chryverde
16. TREMA – prod. STABBER
17. BANDIERA – prod Chryverde
18. NOMADE – prod Chryverde
“Siamo tornati indietro mentre cercavamo di andare avanti – racconta Inoki, spiegando la paradossale condizione storica da cui ha tratto l’ispirazione per l’album – MEDIOEGO non è solo un periodo storico, ma uno stato d’animo, il nostro. È il modo in cui esistiamo oggi. Questo disco non presenta la soluzione, come potrebbe? Cerca però di indicare il problema e invitare tutti a lavorare insieme, verso un miglioramento che spero sia ancora possibile.”
L’album è stato anticipato dai due singoli “NOMADE”, prodotto da Chryverde, e “TREMA”, prodotto da Stabber. Nell’artista, che ha segnato la storia dell’hip-hop italiano, resta identica l’attitudine ribelle verso un sistema da combattere, tradotto oggi in una distopia che estremizza elementi già presenti nella contemporaneità.
Quante volte puoi tornare prima che smettano di crederti? Quante volte puoi dire di aver cominciato un nuovo viaggio mentre la strada resta la stessa? Qualcuno, nel caso di Inoki, potrebbe rispondere: una di troppo. Ecco perché Fabiano Ballarin, classe 1979, non è ripartito dalle parole se non da quelle che si incastrano sul beat. Da qui ha ricominciato, per un risultato inatteso che – per una volta, forse la prima – apre a uno scenario diverso da quanto visto finora, a una strada mai intrapresa.
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FUTURO, i consigli della settimana di Honiro – week #31
Tracciando i contorni della nostra casa interiore, si trova chi, in qualche modo, ne ha fatto visita nella nostra crescita, nel nostro percorso. Protagonista della cover digitale Francamente.
LA CASA DEI MIEI NONNI – FRANCAMENTE
Tracciando i contorni della nostra casa interiore, si trova chi, in qualche modo, ne ha fatto visita nella nostra crescita, nel nostro percorso. C’è chi la abita, chi è solo di passaggio, ma la nostra essenza, che cambia e prende forma con il tempo, culla ricordo. Un poetico atto d’amore per le radici, ma anche per se stessi.
GUARDA CHE C’E’ – SLIGHT SYRUSE
Sperimentazioni e influenze d’olteoceano compongono il contesto sonoro di una fine per la quale c’è rassegnazione, ma l’immaginazione e il pensiero tendono a ricomporre quel puzzle, quell’istantanea su cui abbiamo lasciato ogni parte di noi e non si può cancellare. Il dolore, per quanto dolore, restituisce una sua poesia.
UNIVERSI PARALLELI – AMARENE
Un messaggio che non lascia strascichi, tra suoni d’oltreoceano e una delicatezza vocale sublime. Spesso proiettiamo la nostra serenità in un futuro che non esiste ancora, non considerando il presente nel quale, invece, esistiamo. Il punto di partenza è proprio lì: rafforzare quanto provi oggi per costruire domani.
IL PRIMO GIORNO DEL RESTO DELLA MIA VITA – CALA CALA
In un mondo dove non appaiono prospettive, nebbioso come l’orizzonte davanti noi, c’è ancora un antidoto, un rimedio: ciò che ci porta oltre noi stessi, regalandoci una versione migliore di noi stessi. Sonorità urban che accompagnano una scrittura sottile e vivace sono lo sfondo di una speranza degna di esistere.
KIRIKU’ – SALOMÈE
Musiche afro-beat e urban costruiscono un racconto melanconico, vissuto, tra il lanciarsi nel mondo e il cordone che ancora ci lega alle radici, al conforto di ciò è cucito sul nostro cuore, sulla nostra pelle. Ma una partenza non è mai un taglio netto e spesso restringe il legame con la propria storia.
ME L’HAI DETTO TU – OCCHI, CHIAMAMIFARO
Nonostante una conclusione, l’amore resta un ricordo sospirato. Questo non è possibile cancellarlo. Si compensa nella distrazione, ma il sentimento è un tratto della nostra storia. Un inno leggero e profondo, allo stesso tempo, alla sincerità di quello che si prova e che può mutare, ma non può essere rimosso.
MAL D’AMORE – BLOOMIE
Soffocati da quello che si vorrebbe esprimere, ma anche dalla forza di un sentimento che non si fa attendere. Come tutte le cose, rimanere sospesi tra le due sensazioni diventa logorante, distruttivo. Con parole sincere e dirette, l’incertezza può diventare uno strumento con cui riscrivere la propria consapevolezza.
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”Ahimè” è suono prima di significato”, la presa di coscienza de LOSTATOBRADO
Chi dice che ad oggi è tutto talmente saturo da non esserci un nuovo orizzonte, in realtà, mente. E LOSTATOBRADO è la prova che ancora è possibile solcare spazi sonori e testuali inediti o creativamente reinventati, senza particolari filtri ed ecosistemi tali per cui la musica deve essere un sistema tolemaico. Forse dovremmo proprio tornare allo ”stato brado’‘ per spogliare un mondo che ancora può regalarci qualcosa di profondo e avanguardistico. Sì, uso la parola ”avanguardismo” perché qui, oltre ad essere calzante, è ciò che più rispecchia la genialità e il senso della prospettiva di un gruppo di cui sentiremo parlare.
AHIME’ – LOSTATOBRADO
Iniziamo con una domanda provocatoria: come si raggiunge ‘’lo stato brado’’?
Con una vecchia macchina del 2004. Solo il nostro autista Cafiero conosce la strada. Bisogna chiedere a lui. C’è un video sul nostro canale YouTube, dove ci sembrava di raggiungerlo.
Da dizionario Treccani la parola ahimè ‘’esprime dispiacere, rimpianto, rammarico, pentimento’’. Si può considerare il vostro disco un’alternativa all’ahimè? E, se sì, quale potrebbe essere?
”Ahimè” per noi è una parola magica. Suono prima di significato. Una piccola lamentela che non significa granché, eppure si dice. Il nostro disco non è un’alternativa a nulla. È solo un disco, una rappresentazione di un momento, la fotografia di un’istante delle nostre vite. ”Ahimè” è una presa di coscienza di ciò che ci circonda.
A livello etimologico la parola crisi simboleggia una fase di transizione, di passaggio. Il mondo che viviamo oggi, attualmente – o forse da sempre – in crisi sta affrontando dei cambiamenti senza precedenti, entrando di fatto in nuovi ordini e concezioni delle cose. Come ritrovare se stessi e riconciliarsi con la propria essenza, in una realtà che ci suggerisce tutt’altro?
Sarebbe bello saperlo. C’è chi trova conforto nell’invocare nomi di dei indiani, chi nella letteratura, grande guida di interpretazione della realtà, chi nella musica, chi nel teatro, chi nelle sostanze.
Sicuramente per ritrovare se stessi, bisogna ascoltarsi e imparare a conoscersi. Scrivere musica è un bel modo per farlo.
A livello sonoro entrare nei meandri di questo disco risulta una vera e propria esperienza: tradizione e sperimentazione diventano un flusso letteralmente avanguardistico e coinvolgente. Vi va di raccontarne il processo creativo?
La nostra guida sono sempre i suoni, che muovono le nostre sensibilità e ci conducono dove vogliono loro. Il suono di un organo mesotonico del 1551 e quello di un clacson possono essere ugualmente evocativi e affascinanti. L’unione di mondi sonori apparentemente distanti è solo una conseguenza della nostra voglia di sperimentare e giocare.
In Chiome dite: ‘’Eremi sotto le chiome / L’immensità / La vita low budget / Rumore non fa’’. Un aspetto interessante del vostro lavoro è la riscoperta della poetica quotidiana, della naturalezza come punto di svolta e che la vostra musica centra a pieno. Ma, come succede per l’inquinamento ambientale, purtroppo anche in mezzo al più bello dei panorami è possibile trovare la plastica che le persone noncuranti lasciano. Secondo voi oggi stiamo iniziando a reagire alla mancanza di naturalezza?
Nella musica e nel mondo sicuramente si tende ad eccedere con l’utilizzo della tecnologia. Tutto tende a diventare posticcio, plasticoso, artefatto. Sicuramente tante persone se ne stanno accorgendo e stanno iniziando a considerarlo un disvalore. Noi personalmente facciamo le cose che ci vengono e in questo forse possiamo considerarci genuini.
Concludo chiudendo il cerchio della prima domanda, a prescindere dalla prima risposta: dovremmo tornare a ‘’lo stato brado’’?
Se trovate una macchina del 2004 e Cafiero disposto a portarvi, sì. Ognuno nel suo stato brado personale.

BIOGRAFIA
LOSTATOBRADO sono tutti e, al contempo, nessuno. LOSTATOBRADO sono un canto corale, i suoni del mondo e il silenzio assoluto. Ma LOSTATOBRADO è soprattutto un collettivo di musica elettronica sperimentale “post-agricola” nato nel 2023 dall’incontro delle voci, delle idee e delle parole dei tre sound designer e compositori per il cinema Alessio Vanni, Lorenzo Valdesalici e Lorenzo Marra.
La loro musica è fatta per immagini, ispirandosi trasversalmente dal mondo del cinema, in particolare dalle colonne sonore di artisti come Ennio Morricone, per unirsi al cantautorato italiano (CSI, Verdena, Iosonouncane) e sonorità straniere di artisti come Bjork, Thom Yorke e molti altri.
Nel 2024 pubblicano il loro album d’esordio “Canzoni contro la ragione” recensito da Blow Up, Rockit e da Rumore classificandolo come disco del mese di luglio. Hanno collaborato con diverse associazioni di cinema (“Nuvo”, “Shado”, “Braquage”, “Tristefilm festival”) per cui hanno realizzato sonorizzazioni live e partecipato al “Festival della lentezza” di Parma con uno spettacolo dedicato a George Méliès. Nello stesso anno ricevono il premio speciale Rockit del concorso musicale “Musica da Bere”, vincono il concorso “Blender” organizzato da Locomotiv Bologna aggiudicandosi il supporto alla produzione da parte di Emilia Romagna Music Commission e Locomotiv Records, e a dicembre ricevono il premio “MITA” allo storico concorso Rockcontest di Firenze.
Tane è il primo singolo estratto dal nuovo album della band Ahimè in uscita a dicembre per Locomotiv Records e il supporto di Ramaglie, un collettivo di autoproduzione che raccoglie numerose persone e professionalità artistiche: Cusna, uscita il 21 novembre, è il secondo singolo estratto che ne anticipa la pubblicazione il 12 dicembre, sempre per Locomotiv Records.
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Quando diventiamo noi stessi una trappola, il nostro ”Limbo”, il nuovo singolo di Metho in uscita il 30 gennaio
Quando diventiamo noi stessi una trappola, il nostro Limbo, il nuovo singolo di Metho in uscita il 30 gennaio per Honiro Label.
La quotidianità diventa un palco, noi i protagonisti, con la possibilità di scegliere quale maschera indossare. Nella frenesia di ogni scena, nel disturbo di una realtà che non cambia, ma che ha le sue evoluzioni, le decisioni di oggi e il passato possono scontrarsi e gettarci in un vero e proprio limbo, dove l’incertezza e la negatività trascinano verso il fondo. Spesso la necessità non è la via di fuga, ma trovare l’equilibrio e sopravvivere nel vortice. Per citare il titolo di un film di Woody Allen, ‘’basta che funzioni’’.
‘’Ho scritto e registrato ‘’Limbo’’ nel giro di un’ora, in una sessione in studio con Tenshi, il mio produttore, cercando un confronto con la mia interiorità. Il risultato finale è stato un flusso di coscienza boom bap, libero, con un tocco di sample minimale e delicato; un viaggio introspettivo in quella negatività dalla quale sembra impossibile uscire, non necessariamente per avere una soluzione, ma per esistere e affrontare la vita. Noi stessi siamo il limbo dentro cui perdersi per ritrovarsi’’ – ci racconta l’artista.
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