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News | ‘SeguiMe / Remind 2006’ la versione 2016 del primo album di Rancore

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Sono passati esattamente dieci anni dal 2006 e da quando Rancore, all’età di quindici anni, uscì con il suo primo lavoro dal titolo ‘SeguiMe’.
Il rapper non avrebbe mai pensato che fare dischi a quindici anni sarebbe diventato, nel corso del tempo, pratica comune in una scena che vede il rap espandersi sempre di più. Ma la cosa che il ragazzo non avrebbe davvero mai immaginato era di incontrare il se stesso di dieci anni prima, proprio oggi.
Raccontare come sono andati tutti i fatti sarebbe lungo e noioso (noioso per modo di dire, non mancherebbe nulla alla storia: mostri, avventure e macchine del tempo…) ma quello che in sintesi è successo è che il Rancore di oggi ha deciso di aiutare il Rancore quindicenne, venuto dal passato per ristampare ‘SeguiMe’.
L’ingenuo e giovane viaggiatore del tempo, presentandosi alla sua porta con un vecchio e graffiato cd con dentro voci e beat separati del progetto, voleva assolutamente cambiare il futuro per capire cosa sarebbe accaduto a ‘SeguiMe’ se Rancore, usando le voci e le idee musicali di 10 anni fa’, avesse realizzato quel disco con i mezzi che oggi hanno a disposizione anche i principianti.
Il ragazzo del presente di fronte a questa idea non era convinto, ma l’insistenza di un ragazzino non si batte. Capì molto presto che arrangiare nuovamente e ristampare ‘SeguiMe’, facendolo ascoltare anche a chi non lo aveva ancora fatto, avrebbe fatto comprendere ancor meglio la potenza dei cambiamenti e delle scelte fatte negli anni successivi a quel disco.
Ecco dunque in uscita: ‘SeguiMe / REMIND 2006’. Nuovi suoni sopra la voce del vecchio/adolescente Rancore, giovane ma intenzionato già a quindici anni a cambiare il rap italiano.

Dopo essersi diviso dal se stesso del passato, dopo che la macchina del tempo ha lasciato l’ultima scintilla all’orizzonte, rientrando a casa Rancore pensava che tutto fosse finito, quando ha trovato seduto sulla sua scrivania un suo vecchio amico. Un amico che credeva morto. La cosa iniziò subito ad innervosirlo perché anche il suo amico non si vedeva da tempo e anche lui si era presentato con un vecchio e graffiato cd in mano.
Rancore fece un sospiro, prese il cd, e disse:
«Tu che vuoi? Sentiamo..

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: ”Magari domani”, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: Magari domani, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio per Honiro Label e Luppolo Dischi.

Non c’è luogo migliore per un overthinker che i suoi stessi pensieri, lo stesso vortice dentro cui perdersi e non necessariamente aver bisogno di ritrovarsi. Eppure, rimane insito il desiderio di abitare quel luogo con qualcuno; con qualcuno che non ci fa affondare vertiginosamente dentro noi stessi. Infatti, il potere dell’altro è proprio questo: non dirigerci, non evitare una nostra caduta, ma accompagnarci, nel bene o nel male, e stimolare una versione migliore di noi stessi. E l’attesa, alla fine, riesce a riempire e decorare anche lo stare soli“‘’Magari domani’’ è un’attesa dal sapore dolceamaro; una speranza per chi si sente perso, un pensiero per chi ha bisogno di riceverlo, un po’ come ne ho avuto bisogno io e mi sono immaginato di riceverlo. I suoni pop di Yellow, che si avvicinano all’intimità autoriale che ho provato a creare attraverso il mio racconto, sono il contorno di una mia storia che può essere la storia di tutti coloro che non hanno paura di vivere il dolore da un altro punto di vista, osservando il dopo’’ – ci racconta.

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un ”Infern*” che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un Infern* che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio per Honiro Publishing. 

Leggiamo sempre di storie che hanno un lieto fine, dove il ‘’bene’’ trionfa sempre; eppure, la realtà quotidiana ci fa vedere dell’altro: un bene soggiogato, il buono che faticosamente trova uno spazio e viene sorpassato dalla furbizia e le ingiustizie. E, alla fine, se questo non è il personale inferno di ciascuno, cosa potrebbe mai essere?

Tuttavia, tra rime sottili e, allo stesso tempo, taglienti, e riferimenti ai gironi di Dante, si prospetta una luce sul fondo: vedere un cambiamento sembra impossibile, provare a compiere dei gesti della quotidianità che possono fare la differenza è un punto di partenza‘’Ho scritto ‘’Infern*’’ pensando proprio alla Divina Commedia. Infatti, il brano, oltre ad avere citazioni dantesche, cerca di descrivere un mondo come quello odierno dove i buoni non vincono, in preda ad un destino sempre più schiacciato, soffocato come il respiro. Tra sonorità che richiamano Lil Baby e Future e pensieri che rappresentano a pieno il mio flusso di coscienza, non voglio suggerire un senso di rivincita, ma di presa di posizione proprio in questo mondo che forse, in qualche modo, può cambiare’’ – ci racconta l’artista.

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FUTURO, i consigli della settimana di Honiro – week #29

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Spesso la logica ha bisogno di essere decostruita per riscoprire il senso del vero. Protagonista della cover digitale Karakaz.

FORTE – KARAKAZ

Sperimentazione e avanguardismo sono le chiavi di lettura di un genio artistico pronto a solcare la sua linea temporale, senza timori, senza mezzi termini, alla ricerca di se stesso tra ricordi ed esperienza onirica. Spesso la logica ha bisogno di essere decostruita per riscoprire il senso del vero.

BIGGER MAN – SOFIA GOBBI

Sonorità taglienti e scrittura elastica compongono un mosaico musicale interessante, da scoprire. L’altalena della vita di tutti i giorni diventa un vero e proprio ‘’training autogeno’’, dove lo scopo non è sopravvivere, ma trovare una una formula di serenità propria, vera.

OCCHI DI PESCA – GIOVEDI’

Una dicotomìa del sentimento, che, nella sua essenza, vive per definizione agli estremi. Da una parte, il darsi e distruggersi per l’altro, dall’altra, solcare dell’impronte dentro di noi senza accorgersi. Un poetico sguardo alla fugacità di ciò che si prova e alla sua forza, nel bene e nel male.

AQUILONI – MARGHERITA PRINCIPI

Un racconto intimo e profondo e una musicalità solenne diventano un’unica narrazione di un rapporto indissolubile, amorevolmente dinamico con la propria figura materna e la crescita. Ripercorrendo le fila della nostra storia, siamo quel tempo che scorre e che si deteriora o arricchisce, a noi il timone.

INFINITO – PRIMA STANZA A DESTRA

Un’eterno presente che assurge a qualcosa di più, come la forza di un amore indelebile che va oltre l’amore stesso, un amore del tutto che riesce ad entrare ed uscire senza che ce ne accorgiamo, come se diventasse parte di noi. Musica di un’altra dimensione e parole eteree pronte a lasciare il segno.

SOLLIEVO (ANCHE FALLIRE E’ UN’ARTE) – NANA X

Per quanto possa sembrare difficile e provante, andare controvento è il vero sollievo; poter lasciare un’impronta senza aver paura dove si è posato il piede. La sfida contemporanea a cui è necessario partecipare non per rimanere superstiti, ma per prendere un posto nel mondo: il nostro.

MAMUTHONES – LATIF MONET

Tradizione e visione si mescolano con un passato che forgia, ma che sa anche logorare, e un mondo che va avanti e la cui fiducia è una conquista, ma non un obbligo. Tra barre incisive e un immaginario chiaro e che colpisce, un inno alla determinazione e alla forza del sapere superare il pensiero comune.

MEZZALUNA – TARÄ

Tradizione, appartenenza e musicalità costruiscono un unico flusso danzante, nel segno della consapevolezza di se stessi e di cosa si lascia al mondo. In un realtà frammentaria, il cui futuro è diretto dall’incertezza, esprimere se stessi non è solo un atto identitario, ma anche d’amore per la verità, di salvezza.

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