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Devi vedere quanto è tonica Beba nel video del suo ultimo singolo…
È disponibile il video di “Tonica”, il nuovo singolo di Beba prodotto da Rossella Essence, in radio da mercoledì 2 ottobre e disponibile su Spotify, Apple Music e tutte le principali piattaforme digitali per Island Records.
“Tonica” è un brano che si potrebbe sentire in un club e che allo stesso tempo cela un messaggio positivo, rivolto alle ragazze: curare il proprio corpo come un tempio, come un’arma per sentirsi più forti e libere. Il singolo, andando in controtendenza agli stereotipi del genere, invita a prendersi cura di se stesse per trovare la forza e la tenacia necessarie per emergere. Con “Tonica” Beba torna a collaborare con l’amica e producer Rossella Essence con cui fa squadra da ben tre anni, per una produzione che rende ancora più incisiva l’energia della giovane artista che, grazie alla partecipazione al “Machete Mixtape 4”, è diventata la prima e unica donna presente nella serie di mixtape di successo della Machete crew.
Al centro del video di “Tonica”, girato da Igor Grbesic & Marc Lucas, la coreografia di un gruppo di ragazze -tra cui l’immancabile Rossella e il cameo di M¥SS KETA– che ne che esalta la potenza e la dinamicità dei corpi.
Beba, rapper torinese, dopo aver preso parte a molti eventi hip hop e realizzato i primi street single, nel 2017 unisce il proprio talento a quello di Rossella Essence per proporre una musica dallo stile prettamente femminile: i temi affrontati nei testi e le produzioni musicali al passo coi tempi, unite a un’attitudine che non fa il verso agli uomini, infatti, definiscono subito un immaginario e un linguaggio inclusivi e, anche per questo, non comuni. I primi quattro brani realizzati da Beba con Rossella Essence – Fenty, Vaniglia, 3ND e Chicas usciti tra il 2017 e il 2018 – dimostrano tutte le sue capacità sia in ambito trap che rap e, non a caso, ricevono consensi da un pubblico trasversale. Grazie a questi singoli, Beba si propone come una assoluta novità per la musica urban italiana e attira molte attenzioni da parte dei media. A fine 2018, Beba entra in Island Records, e il suo primo pezzo per la label del gruppo Universal è Groupie, in cui spara una serie di punchline e rime a effetto su una produzione di Lazza. Poco dopo rilancia con Morosita, prodotta da Rossella Essence. Nel 2019, Beba diventa la prima rapper a partecipare al format di culto Real Talk e la puntata che la vede protagonista è tra le più viste. Poco dopo pubblica un nuovo singolo, “Male o bene“, in cui rinnova la collaborazione con Lazza che, questa volta, rappa con lei. Nell’estate, inoltre, colleziona un altro primato, partecipando al “Machete Mixtape 4” e diventando la prima donna della saga di culto della crew fondato da Salmo, Slait ed Hell Raton. Il disco batte ogni record e si piazza per 8 settimane di fila al primo posto della classifica FIMI/GFK.
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FUTURO, i consigli della settimana di Honiro – week #29
Spesso la logica ha bisogno di essere decostruita per riscoprire il senso del vero. Protagonista della cover digitale Karakaz.
FORTE – KARAKAZ
Sperimentazione e avanguardismo sono le chiavi di lettura di un genio artistico pronto a solcare la sua linea temporale, senza timori, senza mezzi termini, alla ricerca di se stesso tra ricordi ed esperienza onirica. Spesso la logica ha bisogno di essere decostruita per riscoprire il senso del vero.
BIGGER MAN – SOFIA GOBBI
Sonorità taglienti e scrittura elastica compongono un mosaico musicale interessante, da scoprire. L’altalena della vita di tutti i giorni diventa un vero e proprio ‘’training autogeno’’, dove lo scopo non è sopravvivere, ma trovare una una formula di serenità propria, vera.
OCCHI DI PESCA – GIOVEDI’
Una dicotomìa del sentimento, che, nella sua essenza, vive per definizione agli estremi. Da una parte, il darsi e distruggersi per l’altro, dall’altra, solcare dell’impronte dentro di noi senza accorgersi. Un poetico sguardo alla fugacità di ciò che si prova e alla sua forza, nel bene e nel male.
AQUILONI – MARGHERITA PRINCIPI
Un racconto intimo e profondo e una musicalità solenne diventano un’unica narrazione di un rapporto indissolubile, amorevolmente dinamico con la propria figura materna e la crescita. Ripercorrendo le fila della nostra storia, siamo quel tempo che scorre e che si deteriora o arricchisce, a noi il timone.
INFINITO – PRIMA STANZA A DESTRA
Un’eterno presente che assurge a qualcosa di più, come la forza di un amore indelebile che va oltre l’amore stesso, un amore del tutto che riesce ad entrare ed uscire senza che ce ne accorgiamo, come se diventasse parte di noi. Musica di un’altra dimensione e parole eteree pronte a lasciare il segno.
SOLLIEVO (ANCHE FALLIRE E’ UN’ARTE) – NANA X
Per quanto possa sembrare difficile e provante, andare controvento è il vero sollievo; poter lasciare un’impronta senza aver paura dove si è posato il piede. La sfida contemporanea a cui è necessario partecipare non per rimanere superstiti, ma per prendere un posto nel mondo: il nostro.
MAMUTHONES – LATIF MONET
Tradizione e visione si mescolano con un passato che forgia, ma che sa anche logorare, e un mondo che va avanti e la cui fiducia è una conquista, ma non un obbligo. Tra barre incisive e un immaginario chiaro e che colpisce, un inno alla determinazione e alla forza del sapere superare il pensiero comune.
MEZZALUNA – TARÄ
Tradizione, appartenenza e musicalità costruiscono un unico flusso danzante, nel segno della consapevolezza di se stessi e di cosa si lascia al mondo. In un realtà frammentaria, il cui futuro è diretto dall’incertezza, esprimere se stessi non è solo un atto identitario, ma anche d’amore per la verità, di salvezza.
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Espana Circo Este “Boicotta il Palazzetto”
Per festeggiare i 10 anni del loro primo disco, “La Revoluciòn del Amor”, gli ESPAÑA CIRCO ESTE tornano con un brano in collaborazione con il DUO BUCOLICO.
Una canzone che ha dentro un messaggio chiaro: palazzetti pieni, ma di cosa?
Dietro i numeri, spesso gonfiati, dei grandi eventi si nasconde una crisi culturale. Al falso mito dei sold-out e alla necessità di tornare nei live-club, la risposta degli ECE è: BOICOTTA IL PALAZZETTO!
Il racconto di palazzetti pieni è diventata la misura del successo: comunicare il tutto esaurito, anche se magari con migliaia di biglietti invenduti o biglietti regalati (come diverse inchieste giornalistiche hanno dimostrato), attraverso operazioni di marketing che deviano l’attenzione dalla musica e dall’esperienza.
L’illusione e la contraffazione del successo diventa più importante del dialogo con chi ascolta; la dimensione intima e concreta del concerto si perde in una narrazione costruita a tavolino. Le piattaforme streaming generaliste insieme alle playlist “pensate per te” stanno sostituendo la curiosità e la scoperta. Ne derivano bolle di popolarità artificiale dove artisti, apparentemente seguitissimi, si trovano a suonare davanti a sale mezze vuote. La musica così privata del suo contatto umano, diventa un flusso senza corpo quando, invece, lo spazio e la presenza reali, potrebbero essere l’inizio di un segno nell’anima dell’ascoltatore.
“I live-club, i centri sociali, i circoli, sono i luoghi dove 10 anni fa abbiamo cominciato a suonare e dove abbiamo sempre trovato verità ed incontro. Queste sono le due cose che ci interessano da quando siamo nati: è la nostra pelle.”.
“Boicotta il palazzetto” nasce da due band che hanno fatto del live il loro punto di forza. “Oltre ad essere conterranei, a conoscerci e stimarci da tanto, il tema della musica dal vivo ci unisce profondamente. Il nostro essere più presenti sui palchi che sulle piattaforme digitali e social è ed è sempre stato il nostro comune denominatore. Era solo questione di tempo fare un brano insieme.”
Due band, gli ECE ed il Duo bucolico, che hanno vissuto i live-club come i posti dove il fermento artistico e sociale trovano la loro dimensione, la loro casa, il loro cielo e orizzonti.
Ritornare nelle sale concerto, nei centri sociali, significa difendere la biodiversità musicale e culturale italiana; significa impedire che la musica si riduca a pochi grandi eventi fotocopia; significa proteggere la libertà di sperimentare, di suonare, di conoscere e, perché no, anche di fallire per potersi ricostruire.
BOICOTTA IL PALAZZETTO TOUR
6 MARZO – ASTRO CLUB – FONTANAFREDDA (PN)
14 MARZO – PIAZZA LUCIO DALLA – BOLOGNA
18 MARZO – ARCI BELLEZZA – MILANO
20 MARZO – WISHLIST CLUB – ROMA
26 MARZO – MAGAZZINO SUL PO – TORINO
5 APRILE – VIDIA – CESENA
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”Il silenzio è stato l’anima pulsante”, il racconto del nuovo album di Casadilego
Un dialogo aperto e una conversazione genuina, spontanea, come le parole e la musica di Casadilego, che non racconta solo il processo di realizzazione di un album dove c’è ”tutto di lei”, ma anche quel rapporto delicato quanto fondamentale con il silenzio come conforto, con il tempo non da rincorrere, ma da ascoltare, da coltivare.
CASADILEGO – SILENZIO (TUTTO DI ME)
Che ruolo ha il silenzio nella tua vita e nella realizzazione di questo nuovo progetto?
Nel progetto il silenzio è stato l’anima pulsante. Senza di esso, il disco non sarebbe mai nato; e se non gli avessi dato la possibilità di esprimersi, mi sarei arresa molto prima. Anche nella mia vita lo ha sempre avuto. Il mio primissimo insegnante di pianoforte, ad esempio, mi diceva sempre di non dire le cose prima di farle. Me lo permetteva solo dopo che le avessi fatte. Non potevo dirgli: ”settimana prossima studierò questo passaggio così”, ecc. Mi rispondeva sempre: ”Non lo voglio sapere, lo voglio soltanto sentire!”. Questo aspetto mi ha accompagnato un po’ per tutta la vita.
Un elemento che emerge fortemente e che trovo sia il punto di forza del disco e in generale della tua musica è il legame poetico, intenso quanto delicato, con il tempo; non quello che scorre inesorabile e che ci vuole ‘’cultori della prestazione’’, ma quello che ci permette di crescere e di essere ciò che siamo, dare spazio alle emozioni, alle loro sfumature. Una musica che conforta e lascia respirare e che mi è piaciuta particolarmente. Trovi ci sia una sorta di antidoto o ‘’rimedio’’ a questo agghiacciante mondo del ‘’fare tutto e subito’’? Secondo te come si evita l’autodistruzione?
Intanto ti ringrazio moltissimo e in qualche modo ti sei risposto un po’ da solo nella domanda stessa. Il prestazionismo è la morte dell’arte e questa cosa la possiamo dire ad alta voce e con coraggio. Tutto quello che diventa un prodotto, che deve essere finito e che lo rende automaticamente intrattenimento, non è più arte. Questo cosa ovviamente danneggia tutti gli artisti. Magari non danneggia gli imprenditori, anzi. Ecco, io penso che sia importante la differenza tra un imprenditore e un artista e non demonizzare nessuna di queste cifre. Nel momento in cui accettiamo quello che siamo, e ci comportiamo di conseguenza, io credo le cose siano più belle e più felici per tutti, più semplici. Nel caso dell’artista, più che felice, la conseguenza è di essere libero; che deve avere anche la libertà di soffrire a modo suo.
Guardandoti intorno, credi che le persone si stiano accorgendo che sta andando tutto ‘’troppo velocemente’’ e che si sta arrivando forse ad un punto di rottura?
Sicuramente per capire davvero se questa cosa sta cambiando oppure no, dentro e fuori ognuno di noi, dovrei entrare nei loro cuori, però c’è una differenza, soprattutto fuori dall’Italia, ma anche in Italia, di produzione artistica. Ci sono dei prodotti – e mi dispiace chiamarli prodotti – di qualità estremamente maggiore, anche per le celebrities, che sono state sfruttare fino alla morte e che si stanno prendendo il loro spazio e il loro tempo per la musica sincera. E credo che in qualche modo stia diventando una priorità sempre per più persone. Dobbiamo arrivare ancora ai piani alti, però nei piani bassi qualcosa si sta smuovendo. Forse anche un po’ nei piani alti, viste, ad esempio, le persone incredibili con cui lavoro io.
Le sonorità e la ricerca musicale sono genuine proprio come il lavoro degli artigiani. Ti andrebbe di raccontare il processo creativo, dei musicisti con cui hai collaborato?
Ti posso raccontare una delle cose di cui sono più fiera di questo progetto, ovvero la collettività, il lavorare a dieci mani e cinque menti, ognuno con la libertà di mettersi in studio e suonare la canzone, proprio perché abbiamo avuto un faro, Dani Castelar, il produttore del disco, che si comporta come si comportava Socrate con il pensiero. Ha tirato fuori il meglio di noi, oltre ai suoi ”colpi di testa” che sono delle piccole intuizioni geniali. Lui è una sorta di ostetrica che ci ha fatto partorire dei bambini sani e ci ha portato ad un qualcosa di collettivo. Il colore di questo disco è dei musicisti che hanno suonato; la loro idea di questa musica. Il suono della chitarra è fondamentale, tutti i synth scandiscono questo progetto. Ogni cosa è fatta a mano ed è frutto del nostro pensiero.
In Alberi dici: ‘’Ci sono strade piene di buche, ma sono case per gli alberi’’. E’ come se nel racconto vivessi delle rivelazioni, capissi che le cose che stanno attorno non sono come te le hanno raccontate. Anzi, c’è una sorta di rinascita interiore. Quando ti sei accorta che ‘’oltre le buche’’ ci fosse altro?
In realtà è successo ironicamente e non in maniera figurativa: stavamo andando in uno studio di amici a fare musica libera in un periodo in cui non mi era concesso. Lo studio era una baracca di legno in mezzo ad una campagna: una strumentazione vintage pazzesca, pianoforte a coda, ecc, una sorta di Bungalow. Per arrivarci c’è una strada piena di curve e piena di buche. Mentre salivamo, mi veniva da dire ”quando metteranno a posto queste buche?”. Ma, concentrandomi, queste buche erano il solco delle radici dei nostri meravigliosi alberi, e che, quindi, per metterli a posto avremmo dovuto tagliarli. Subito dopo mi sono resa conto di avere bugie che mi stavano trapanando la testa.
In che cosa ti vedi cambiata e che vorresti lasciare a chi ti ascolta?
Sicuramente sono successe tante cose nella mia vita ed esperienze musicali che mi hanno cambiata sotto certi punti di vista. Ci sono state delle aggiunte importanti e sicuramente ho delle esperienze in più. Sarebbe erroneo prendermi meriti di quello che sto per dire, perché è successo tutto con l’incontro con le persone di OTR che mi hanno permesso di sentirmi libera. Il mio pensiero è sempre stato di libertà assoluta, ma prima non lo avevo. Nonostante non sia solo merito mio, la cosa più importante e quello che vorrei arrivasse alle persone è che ci possiamo connettere con questo spirito di verità; che tutto quello che io canto assuma il proprio significato nelle loro orecchie e nei loro cuori.

BIOGRAFIA
Elisa Coclite, in arte Casadilego, nasce a Teramo nel 2003. Una formazione musicale che inizia sin dall’infanzia, incentrata sulla musica classica e corale attraverso il pianoforte.
Ha incantato giudici e pubblico della 14^ edizione di X Factor Italia, vincendola. Ha collezionato una serie di esperienze artistiche che ne confermano il calibro: duetta con Ed Sheeran, porta la sua musica dal vivo in apertura ad artisti come Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Max Gazzè, Ben Harper, Asaf Avidan.
Ha sperimentato il linguaggio cinematografico come protagonista nel film di Fabio Mollo “My Soul Summer” ed è stata scelta da Valter Malasti come co-protagonista della versione italiana di “Lazarus”, opera rock di David Bowie che nel 2023 ha registrato più di cinquanta recite, al fianco di Manuel Agnelli e Michela Lucenti.
Polistrumentista e interprete sopraffina, una voce e un carisma che rappresentano un unicum nell’attuale panorama musicale italiano.
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