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Il videoclip di “La storia infinita” dei Pinguini Tattici Nucleari è ispirato a Stranger Things

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E’ uscito il 28 agosto il nuovo singolo “La storia infinita” dei Pinguini tattici Nucleari e dopo dieci giorni la band ha deciso di accontentare i fan facendo uscire alle h 14 di oggi, sul loro canale YouTube, il videoclip ufficiale del singolo, alquanto originale ed inaspettato.

Nelle riprese infatti, si possono scorgere molti riferimenti che, ad un osservatore attento, non passano di certo inosservati e rimandano facilmente ad una delle serie televisive più amate dal 2016 : Stranger Things

«Il videoclip de La Storia Infinita è un omaggio a Stranger Things. Una serie TV che abbiamo adorato e che è subito diventata un instant classic. Quando un’opera d’arte trascende il periodo storico in cui è stata concepita e assume un significato diverso per ogni generazione futura. E’ allora che diventa un classico. E La Storia Infinita, così come Stranger Things, lo è. Le estati più importanti della nostra vita potrebbero essere viste come i grandi classici di ognuno di noi: l’estate del primo bacio, della prima corsa in bici, del primo viaggio senza i genitori… Il video, come la canzone, è un omaggio all’idea di classico, cioè qualcosa che continua ad essere importante anche dopo tanti anni, perché ha valore».

Così Riccardo Zanotti, cantante dei Pinguini Tattici Nucleari, spiega il videoclip.

Ma i ragazzi bergamaschi non sono di certo estranei a filmati particolari e fuori dal comune. Ricordiamo infatti il video del brano “Ridere”, pubblicato durante il periodo di lockdown. I Pinguini Tattici Nucleari avevano coinvolto decine di loro fan chiedenogli di inviare brevi, semplici e divertenti clip di vita quotidiana della quarantena, che hanno poi dato vita al cortometraggio.

“Si chiama call to action: dici alla tua gente di mandarti un contenuto. Hanno risposto in migliaia. Un conto è il divertimento, un altro è il divertissement. Sono entrambi importanti, ma diversi. Il vero divertimento è leggerezza. Non voglio essere quello che affronta le cose con leggerezza. In ogni canzone cerco di trasmettere qualcosa. Il divertissement è quando riconosci che c’è un problema, un’emergenza, un incubo, e in alcuni momenti cerchi di distrarti. Non ci si può distrarre da qualcosa di cui non ti rendi conto; ti distrai da una cosa di cui sei molto cosciente”

Aveva dichiarato all’epoca il porta voce del gruppo, facendo intendere come, anche nei videoclip e brani apparentemente più spensierati, per loro sia fondamentale che, alla base, ci sia un’idea importante e un concetto spesso significativo.

La band sarà presente questa sera a “Power Hits Estate 2020” all’Arena di Verona, dove verrà proclamato il tormentone estivo più apprezzato dal pubblico. Intanto, il videoclip di “La Storia Infinita” dei Pinguini Tattici Nucleari supera le 45 mila visualizzazioni a meno di 24 ore dall’uscita.

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Alex Cortez pubblica il video di “Morningstar: L’uomo al centro”

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Alex Cortez torna a dare volto e voce al cuore del suo progetto Morningstar con l’estrazione del video ufficiale di “Morningstar: L’uomo al centro”, primo brano e title track dell’album che ha segnato il suo ritorno discografico dopo oltre dieci anni di assenza. Un disco che, fin dalla sua uscita, ha raccolto riscontri molto positivi dalla stampa di settore, apprezzato per la profondità del racconto, la coerenza artistica e la maturità della scrittura.
“Morningstar: L’uomo al centro” non è solo l’apertura dell’album, ma il suo vero manifesto concettuale. Su una base boombap essenziale e profonda, prodotta da James Cella (JFK Music), Alex Cortez si racconta senza filtri, ripercorrendo un viaggio lungo più di dieci anni che lo ha tenuto lontano dalla scena musicale, ma mai dalla scrittura. È il racconto di un uomo che attraversa bene e male, luce e ombra, ambizione e fragilità, fino a trovare un punto di equilibrio possibile: fare pace con il proprio passato e con i propri demoni, senza negarne l’esistenza.
Il titolo del brano richiama in modo volutamente provocatorio la figura di Morningstar, Lucifero, non come incarnazione del male assoluto, ma come metafora umana dell’errore, della caduta e del desiderio di comprensione. Alex Cortez non demonizza l’oscurità: la attraversa, la accoglie, la riconosce come parte integrante dell’esperienza umana, per tornare a essere uomo prima che artista, individuo prima che rapper.

Alex Cortez: il manifesto di un ritorno umano

Il video ufficiale, diretto dallo stesso James Cella (JFK Music), traduce visivamente questo percorso interiore. Ambientato in una stanza vuota, asettica e immersa nel buio, il video è costruito come una lunga confessione in camera. Attorno al protagonista si muove una presenza femminile, interpretata da Daisy Congiusti, coprotagonista del racconto visivo: una figura che accudisce, sfiora, abbraccia, senza mai essere definita in modo univoco come “amica” o “demone”.
Entrambi i personaggi si muovono su due livelli simbolici: uno legato al rap, alla musica, all’identità artistica; l’altro più elegante e “posh”, connesso alla vita reale, quotidiana, lontana dai riflettori. La relazione tra le due presenze non è mai esplicitamente positiva o negativa, ma profondamente umana: una vicinanza che accompagna il protagonista nel suo processo di messa a nudo e di accettazione.
Il monologo finale del video rappresenta il punto di sintesi dell’intero progetto Morningstar: una dichiarazione di intenti in cui l’uomo, nella sua semplicità e nelle sue debolezze, rivendica il diritto di tornare al centro. Non come figura eroica o necessariamente positiva, ma come essere umano complesso, imperfetto, reale.
Con “Morningstar: L’uomo al centro”, Alex Cortez consolida il percorso intrapreso con l’album Morningstar: un ritorno consapevole, maturo e privo di compromessi, che mette al centro l’identità, la memoria e il coraggio di raccontarsi. Un progetto che ha già dimostrato di parlare con forza a pubblico e critica, e che con questo nuovo video aggiunge un ulteriore tassello visivo e narrativo a una rinascita artistica autentica.

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: ”Magari domani”, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: Magari domani, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio per Honiro Label e Luppolo Dischi.

Non c’è luogo migliore per un overthinker che i suoi stessi pensieri, lo stesso vortice dentro cui perdersi e non necessariamente aver bisogno di ritrovarsi. Eppure, rimane insito il desiderio di abitare quel luogo con qualcuno; con qualcuno che non ci fa affondare vertiginosamente dentro noi stessi. Infatti, il potere dell’altro è proprio questo: non dirigerci, non evitare una nostra caduta, ma accompagnarci, nel bene o nel male, e stimolare una versione migliore di noi stessi. E l’attesa, alla fine, riesce a riempire e decorare anche lo stare soli“‘’Magari domani’’ è un’attesa dal sapore dolceamaro; una speranza per chi si sente perso, un pensiero per chi ha bisogno di riceverlo, un po’ come ne ho avuto bisogno io e mi sono immaginato di riceverlo. I suoni pop di Yellow, che si avvicinano all’intimità autoriale che ho provato a creare attraverso il mio racconto, sono il contorno di una mia storia che può essere la storia di tutti coloro che non hanno paura di vivere il dolore da un altro punto di vista, osservando il dopo’’ – ci racconta.

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un ”Infern*” che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un Infern* che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio per Honiro Publishing. 

Leggiamo sempre di storie che hanno un lieto fine, dove il ‘’bene’’ trionfa sempre; eppure, la realtà quotidiana ci fa vedere dell’altro: un bene soggiogato, il buono che faticosamente trova uno spazio e viene sorpassato dalla furbizia e le ingiustizie. E, alla fine, se questo non è il personale inferno di ciascuno, cosa potrebbe mai essere?

Tuttavia, tra rime sottili e, allo stesso tempo, taglienti, e riferimenti ai gironi di Dante, si prospetta una luce sul fondo: vedere un cambiamento sembra impossibile, provare a compiere dei gesti della quotidianità che possono fare la differenza è un punto di partenza‘’Ho scritto ‘’Infern*’’ pensando proprio alla Divina Commedia. Infatti, il brano, oltre ad avere citazioni dantesche, cerca di descrivere un mondo come quello odierno dove i buoni non vincono, in preda ad un destino sempre più schiacciato, soffocato come il respiro. Tra sonorità che richiamano Lil Baby e Future e pensieri che rappresentano a pieno il mio flusso di coscienza, non voglio suggerire un senso di rivincita, ma di presa di posizione proprio in questo mondo che forse, in qualche modo, può cambiare’’ – ci racconta l’artista.

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