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“Señorita” è il nuovo singolo di Clementino e Nina Zilli
Fuori oggi 21 maggio “SEÑORITA” (Epic Records Italy/Sony Music Italy), il nuovo singolo esplosivo di CLEMENTINO & NINA ZILLI! Il brano, prodotto da Zef e Cino.
“SEÑORITA” – disponibile su tutte le piattaforme digitali – nasce dalla speciale collaborazione tra il rapper napoletano e la cantautrice ma vede anche il coinvolgimento di alcune delle più importanti penne della scena musicale italiana, come Rocco Hunt e Federica Abbate. Con il suo sound fresco e coinvolgente, “SEÑORITA” ci farà di certo ballare per tutta l’estate.
“Duettare con Nina è un desiderio che avevo da tempo – commenta Clementino – Lei sembra la mia versione femminile sia umanamente che musicalmente. Sono felice di ‘Señorita’ e credo che possa essere una delle tracce “hit killer” di questa estate! Il reggae tropicale di questo brano è super coinvolgente, il brano è stato scritto da Rocco Hunt e Federica Abbate, sono contento per la prima volta di cantare una canzone scritta da un altro artista, non mi era mai successo e per me è una nuova avventura.”
Queste invece le parole di Nina Zilli sul brano e sul duetto con Clementino: “Le sonoritá tropicali, il reggae e il rocksteady sono radici da cui difficilmente mi riesco a staccare. Cantare ‘Señorita’ al fianco di Clementino è stato naturale e molto divertente. Abbiamo background musicali diversi ma anche molto affini, la musica in levare è uno dei miei, nostri, grandi amori, spero che si senta tutta questa passione.”
Clementino e Nina Zilli, chi sono i due artisti
Maccaro Clemente, classe 1982, in arte semplicemente Clementino, si avvicina al rap nel 1996 e si fa largo nella scena hip hop vincendo tutte le più importanti gare di freestyle italiane.
Proprio dopo aver vinto il suo primo torneo nazionale di freestyle, Clementino si mette al lavoro per realizzare il suo primo album indipendente dal titolo “Napoli Manicomio” (2006) al quale segue “I.E.N.A.” (acronimo di “Io E Nessun Altro”, 2011).
Dopo il progetto “Rapstar” con Fabri Fibra, firma un contratto discografico con una major e pubblica 4 album di grande successo. Grazie alla gavetta, a centinaia di live, ai dischi d’oro e milioni di stream, si ritaglia un ruolo importante prima nella scena partenopea e poi italiana, riuscendo a esportare anche la lingua napoletana nel rap in tutto il paese, con brani quali “La Luce”, “O’ Vient”, “Cos Cos Cos”, “Quando Sono Lontano” e “La Cosa Più Bella Che Ho”.
Partecipa due volte al Festival di Sanremo: indimenticabile il Festival di Sanremo del 2016, dove il suo “Don Raffaé” di Fabrizio De Andrè riceve una standing ovation del Teatro Ariston e un premio De Andrè per l’interpretazione, consegnato direttamente da Dori Ghezzi.
A dicembre 2020 torna con “Partenope” (Sony Music Italy), un brano dedicato alla città di Napoli. Clementino è decisamente un rapper, ma anche un attore e un intrattenitore di lungo corso e, dopo aver lavorato al cinema e in tv a fianco di grandi artisti come Fiorella Mannoia, Sergio Castellitto e Pino Quartullo, e vantato collaborazioni importanti con big della musica italiana come Jovanotti, Pino Daniele e Fabri Fibra.
Nina Zilli è un tornado, un vulcano, un’innamorata della musica che ti inchioda con le sue passioni & fantasie. Ha studiato da soprano “ma preferivo di gran lunga il rock”. Partita dalla musica anni ‘60 è passata dall’R&B, al soul, al pop per arrivare al reggae, rocksteady e ska.
È stata quattro volte in gara al Festival di Sanremo (nel 2010, 2012, 2015 e 2018) aggiudicandosi nel 2010, con il brano “L’Uomo che Amava le Donne”, il Premio della Critica ‘Mia Martini’ , il ‘Premio della Sala Stampa Radio e Tv’ e il premio Assomusica per la ‘Migliore esibizione live tra gli artisti in gara nella sezione giovani’.
Ha pubblicato quattro album in studio: “Sempre Lontano” (2010), “L’amore è femmina” (2012), “Frasi e fumo” (2015) e l’ultimo “MoDERN ART (Sanremo edition)” che contiene il brano presentato a Sanremo 2018, “Senza appartenere”. A giugno 2020 è uscito il suo ultimo singolo “Schiacciacuore” in collaborazione con Nitro.
Nina Zilli è un’artista poliedrica protagonista anche nel mondo radiofonico e televisivo (a fianco di grandissimi artisti, da Massimo Ranieri a Panariello e giudice del talent show “Italia’s Got Talent” per tre edizioni).
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FUTURO, i consigli della settimana di Honiro – week #31
Tracciando i contorni della nostra casa interiore, si trova chi, in qualche modo, ne ha fatto visita nella nostra crescita, nel nostro percorso. Protagonista della cover digitale Francamente.
LA CASA DEI MIEI NONNI – FRANCAMENTE
Tracciando i contorni della nostra casa interiore, si trova chi, in qualche modo, ne ha fatto visita nella nostra crescita, nel nostro percorso. C’è chi la abita, chi è solo di passaggio, ma la nostra essenza, che cambia e prende forma con il tempo, culla ricordo. Un poetico atto d’amore per le radici, ma anche per se stessi.
GUARDA CHE C’E’ – SLIGHT SYRUSE
Sperimentazioni e influenze d’olteoceano compongono il contesto sonoro di una fine per la quale c’è rassegnazione, ma l’immaginazione e il pensiero tendono a ricomporre quel puzzle, quell’istantanea su cui abbiamo lasciato ogni parte di noi e non si può cancellare. Il dolore, per quanto dolore, restituisce una sua poesia.
UNIVERSI PARALLELI – AMARENE
Un messaggio che non lascia strascichi, tra suoni d’oltreoceano e una delicatezza vocale sublime. Spesso proiettiamo la nostra serenità in un futuro che non esiste ancora, non considerando il presente nel quale, invece, esistiamo. Il punto di partenza è proprio lì: rafforzare quanto provi oggi per costruire domani.
IL PRIMO GIORNO DEL RESTO DELLA MIA VITA – CALA CALA
In un mondo dove non appaiono prospettive, nebbioso come l’orizzonte davanti noi, c’è ancora un antidoto, un rimedio: ciò che ci porta oltre noi stessi, regalandoci una versione migliore di noi stessi. Sonorità urban che accompagnano una scrittura sottile e vivace sono lo sfondo di una speranza degna di esistere.
KIRIKU’ – SALOMÈE
Musiche afro-beat e urban costruiscono un racconto melanconico, vissuto, tra il lanciarsi nel mondo e il cordone che ancora ci lega alle radici, al conforto di ciò è cucito sul nostro cuore, sulla nostra pelle. Ma una partenza non è mai un taglio netto e spesso restringe il legame con la propria storia.
ME L’HAI DETTO TU – OCCHI, CHIAMAMIFARO
Nonostante una conclusione, l’amore resta un ricordo sospirato. Questo non è possibile cancellarlo. Si compensa nella distrazione, ma il sentimento è un tratto della nostra storia. Un inno leggero e profondo, allo stesso tempo, alla sincerità di quello che si prova e che può mutare, ma non può essere rimosso.
MAL D’AMORE – BLOOMIE
Soffocati da quello che si vorrebbe esprimere, ma anche dalla forza di un sentimento che non si fa attendere. Come tutte le cose, rimanere sospesi tra le due sensazioni diventa logorante, distruttivo. Con parole sincere e dirette, l’incertezza può diventare uno strumento con cui riscrivere la propria consapevolezza.
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”Ahimè” è suono prima di significato”, la presa di coscienza de LOSTATOBRADO
Chi dice che ad oggi è tutto talmente saturo da non esserci un nuovo orizzonte, in realtà, mente. E LOSTATOBRADO è la prova che ancora è possibile solcare spazi sonori e testuali inediti o creativamente reinventati, senza particolari filtri ed ecosistemi tali per cui la musica deve essere un sistema tolemaico. Forse dovremmo proprio tornare allo ”stato brado’‘ per spogliare un mondo che ancora può regalarci qualcosa di profondo e avanguardistico. Sì, uso la parola ”avanguardismo” perché qui, oltre ad essere calzante, è ciò che più rispecchia la genialità e il senso della prospettiva di un gruppo di cui sentiremo parlare.
AHIME’ – LOSTATOBRADO
Iniziamo con una domanda provocatoria: come si raggiunge ‘’lo stato brado’’?
Con una vecchia macchina del 2004. Solo il nostro autista Cafiero conosce la strada. Bisogna chiedere a lui. C’è un video sul nostro canale YouTube, dove ci sembrava di raggiungerlo.
Da dizionario Treccani la parola ahimè ‘’esprime dispiacere, rimpianto, rammarico, pentimento’’. Si può considerare il vostro disco un’alternativa all’ahimè? E, se sì, quale potrebbe essere?
”Ahimè” per noi è una parola magica. Suono prima di significato. Una piccola lamentela che non significa granché, eppure si dice. Il nostro disco non è un’alternativa a nulla. È solo un disco, una rappresentazione di un momento, la fotografia di un’istante delle nostre vite. ”Ahimè” è una presa di coscienza di ciò che ci circonda.
A livello etimologico la parola crisi simboleggia una fase di transizione, di passaggio. Il mondo che viviamo oggi, attualmente – o forse da sempre – in crisi sta affrontando dei cambiamenti senza precedenti, entrando di fatto in nuovi ordini e concezioni delle cose. Come ritrovare se stessi e riconciliarsi con la propria essenza, in una realtà che ci suggerisce tutt’altro?
Sarebbe bello saperlo. C’è chi trova conforto nell’invocare nomi di dei indiani, chi nella letteratura, grande guida di interpretazione della realtà, chi nella musica, chi nel teatro, chi nelle sostanze.
Sicuramente per ritrovare se stessi, bisogna ascoltarsi e imparare a conoscersi. Scrivere musica è un bel modo per farlo.
A livello sonoro entrare nei meandri di questo disco risulta una vera e propria esperienza: tradizione e sperimentazione diventano un flusso letteralmente avanguardistico e coinvolgente. Vi va di raccontarne il processo creativo?
La nostra guida sono sempre i suoni, che muovono le nostre sensibilità e ci conducono dove vogliono loro. Il suono di un organo mesotonico del 1551 e quello di un clacson possono essere ugualmente evocativi e affascinanti. L’unione di mondi sonori apparentemente distanti è solo una conseguenza della nostra voglia di sperimentare e giocare.
In Chiome dite: ‘’Eremi sotto le chiome / L’immensità / La vita low budget / Rumore non fa’’. Un aspetto interessante del vostro lavoro è la riscoperta della poetica quotidiana, della naturalezza come punto di svolta e che la vostra musica centra a pieno. Ma, come succede per l’inquinamento ambientale, purtroppo anche in mezzo al più bello dei panorami è possibile trovare la plastica che le persone noncuranti lasciano. Secondo voi oggi stiamo iniziando a reagire alla mancanza di naturalezza?
Nella musica e nel mondo sicuramente si tende ad eccedere con l’utilizzo della tecnologia. Tutto tende a diventare posticcio, plasticoso, artefatto. Sicuramente tante persone se ne stanno accorgendo e stanno iniziando a considerarlo un disvalore. Noi personalmente facciamo le cose che ci vengono e in questo forse possiamo considerarci genuini.
Concludo chiudendo il cerchio della prima domanda, a prescindere dalla prima risposta: dovremmo tornare a ‘’lo stato brado’’?
Se trovate una macchina del 2004 e Cafiero disposto a portarvi, sì. Ognuno nel suo stato brado personale.

BIOGRAFIA
LOSTATOBRADO sono tutti e, al contempo, nessuno. LOSTATOBRADO sono un canto corale, i suoni del mondo e il silenzio assoluto. Ma LOSTATOBRADO è soprattutto un collettivo di musica elettronica sperimentale “post-agricola” nato nel 2023 dall’incontro delle voci, delle idee e delle parole dei tre sound designer e compositori per il cinema Alessio Vanni, Lorenzo Valdesalici e Lorenzo Marra.
La loro musica è fatta per immagini, ispirandosi trasversalmente dal mondo del cinema, in particolare dalle colonne sonore di artisti come Ennio Morricone, per unirsi al cantautorato italiano (CSI, Verdena, Iosonouncane) e sonorità straniere di artisti come Bjork, Thom Yorke e molti altri.
Nel 2024 pubblicano il loro album d’esordio “Canzoni contro la ragione” recensito da Blow Up, Rockit e da Rumore classificandolo come disco del mese di luglio. Hanno collaborato con diverse associazioni di cinema (“Nuvo”, “Shado”, “Braquage”, “Tristefilm festival”) per cui hanno realizzato sonorizzazioni live e partecipato al “Festival della lentezza” di Parma con uno spettacolo dedicato a George Méliès. Nello stesso anno ricevono il premio speciale Rockit del concorso musicale “Musica da Bere”, vincono il concorso “Blender” organizzato da Locomotiv Bologna aggiudicandosi il supporto alla produzione da parte di Emilia Romagna Music Commission e Locomotiv Records, e a dicembre ricevono il premio “MITA” allo storico concorso Rockcontest di Firenze.
Tane è il primo singolo estratto dal nuovo album della band Ahimè in uscita a dicembre per Locomotiv Records e il supporto di Ramaglie, un collettivo di autoproduzione che raccoglie numerose persone e professionalità artistiche: Cusna, uscita il 21 novembre, è il secondo singolo estratto che ne anticipa la pubblicazione il 12 dicembre, sempre per Locomotiv Records.
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Quando diventiamo noi stessi una trappola, il nostro ”Limbo”, il nuovo singolo di Metho in uscita il 30 gennaio
Quando diventiamo noi stessi una trappola, il nostro Limbo, il nuovo singolo di Metho in uscita il 30 gennaio per Honiro Label.
La quotidianità diventa un palco, noi i protagonisti, con la possibilità di scegliere quale maschera indossare. Nella frenesia di ogni scena, nel disturbo di una realtà che non cambia, ma che ha le sue evoluzioni, le decisioni di oggi e il passato possono scontrarsi e gettarci in un vero e proprio limbo, dove l’incertezza e la negatività trascinano verso il fondo. Spesso la necessità non è la via di fuga, ma trovare l’equilibrio e sopravvivere nel vortice. Per citare il titolo di un film di Woody Allen, ‘’basta che funzioni’’.
‘’Ho scritto e registrato ‘’Limbo’’ nel giro di un’ora, in una sessione in studio con Tenshi, il mio produttore, cercando un confronto con la mia interiorità. Il risultato finale è stato un flusso di coscienza boom bap, libero, con un tocco di sample minimale e delicato; un viaggio introspettivo in quella negatività dalla quale sembra impossibile uscire, non necessariamente per avere una soluzione, ma per esistere e affrontare la vita. Noi stessi siamo il limbo dentro cui perdersi per ritrovarsi’’ – ci racconta l’artista.
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