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Intervista

Dj Bront, ecco l’intervista per Honiro Journal

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Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Dj Bront, giovanissimo dj milanese e Campione Italiano per la Categoria Technical a seguito della vittoria all’IDA Italy 2018. Ecco cosa ci siamo detti…

Partiamo dalle origini: come nasce la tua passione per il mondo del DJing?
Sono sempre stato legato al mondo del djing fin dall’infanzia, mio padre era un dj e sono cresciuto con in casa i giradischi, per me i Technics hanno un valore affettivo anche per questo. Tuttavia ho scoperto il mondo del Turntablism autonomamente tramite la musica Hip Hop, ascoltando i brani con dentro i cut e gli scratch, per me avevano una marcia in più e mi prendevano molto ancor prima di capire realmente di cosa si trattasse. Ad esempio ricordo che da bambino, tramite ragazzi più grandi, avevo ascoltato alcuni brani dell’album Novecinquanta di Fritz Da Cat, io ovviamente non sapevo cosa fosse ne tanto meno chi, e mi erano piaciuti un sacco, poi crescendo li ho “ritrovati” ed ho scoperto che i titoli erano “Microphone Check 1, 2 What Is This”, “Una Minima”, “Giorno e Notte” ed avevano dentro questi scratch e mi gasavano, e questo è solo uno di tanti esempi che potrei fare. Più avanti anche YouTube ha contribuito, seppure non ci fosse ancora il boom dei Social, perché oltre ad ascoltare potevo vedere con i miei occhi questi personaggi esibirsi ed è una cosa che mi ha colpito nel profondo. Ci sono brani come “No one can compete” di Alien Army o il video “Dj Tayone Termoli” che per me sono stati un flash, davvero fondamentali per farmi capire che volevo imparare anche io e fare il mio in questo ambito. Nel 2014 ho conosciuto Dj Skizo che mi ha dato la possibilità di iniziare il mio percorso sui giradischi e di studiare il mondo del Turntablism.

Sei molto giovane eppure hai già ottenuto tanti successi. Ce ne è uno che ti ha particolarmente emozionato?
Mi sono tolto molte soddisfazioni grazie ai giradischi, sicuramente l’emozione più grande è stata quella di rappresentare l’Italia all’IDA World Dj Championships a Croacovia. L’IDA (International Dj Championships) è un’organizzazione nata nel 2007 e che deriva dall’ ITF (International Turntablist Federation) storica Federazione nata a San Francisco nel 1996 e andata avanti fino al 2006. L’IDA si sviluppa in 3 categorie (Scratch, Show e Technical) e ogni paese ha il suo Campionato Nazionale. Io ho gareggiato all’IDA Italy a Roma, a Novembre 2018, vincendo nella Technical Category. Questo mi ha dato la possibilità di gareggiare come Campione Italiano al Mondiale.L’emozione di partecipare al Mondiale dipende da diversi fattori, in primis rappresenti la tua Nazione ed è chiaramente un onore; oltretutto l’Italia ha una storia importante e quindi siamo visti molto bene all’estero, è necessario mantenere un buon livello per preservare il rispetto che molti Dj nel corso degli anni ci hanno fatto guadagnare. Oltre a questo ti esibisci in una location di alto livello (numero di spettatori/qualità dell’impianto audio) come l’ICE Krakow Congress Center. Infine ti rapporti con dj da tutto il mondo; quest’anno, ad esempio, tra i giudici era presente Dj DStyles, uno pilastro del Turntablism, e parlare con dj di quel calibro ti da la possibilità di imparare molto

Svelaci il sogno della tua carriera: con chi vorresti lavorare?
Ti dirò, per me, è difficile trovare “il sogno” della mia carriera. È un po’ complicato, ma provo a spiegarmi: non ho iniziato a fare il dj per arrivare da qualche parte, l’ho fatto sapendo da dove stavo partendo, quello si, ma ogni volta che poi accendi il giradischi e ti metti a creare per realizzare un sogno scopri che ci sono altri sogni che puoi realizzare, e mentre ci provi a realizzarli scopri che potrebbero esserci ancora altri sogni. Per cui, per come la vedo io, spero di continuare in questa direzione, perché a conti fatti è questo che ti fa realizzare molto di più, rispetto a chi ha un obiettivo, lavora per quello ed una volta arrivato ha finito.Premesso questo mi piacerebbe poter lavorare con alcuni artisti della scena come MadMan e Gemitaiz, perché hanno 2 fattori che cerco di mettere anche io nelle mie produzioni, ovvero: virtuosismi nei brani e un certo atteggiamento di consapevolezze delle proprie capacità, che è una qualità che apprezzo molto. Oltre a loro Marracash e Fabri Fibra sono due rapper con cui sono cresciuto, quindi sicuramente mi piacerebbe poter collaborare con loro.Ci sono comunque anche altri artisti e gruppi che stimo e con cui mi piacerebbe lavorare.



Ad oggi, nell’epoca dello streaming e di Spotify leader, come vedi il mondo del DJing?
Io credo che il mondo del Djing sia sottovalutato.Ci vorrebbe una maggiore consapevolezza di cos’è un dj, qual è il suo ruolo e cosa può fare un dj. Mi piacerebbe una maggiore collaborazione tra artisti per portare un po’ più alla luce il nostro suono e una maggiore considerazione da quei canali musicali che potrebbero/dovrebbero parlare di Dj. Non si tratta di business, si tratta di dare rispetto a chi fa questa storia con passione e di dare un credito a chi, anche come me, passa ore ogni giorno ad allenarsi e non lo fa perché così ha un tornaconto, ma lo fa per portare la sua arte a un livello più alto e per far star bene te che vieni a sentire di cosa si tratta.

Ultima curiosità:preferiresti lavorare in Italia o all’estero?
Sicuramente lavorare in Italia, c’è un calore diverso quando finisci di esibirti e le persone vengono a dirti la loro o a farti i complimenti, mi fa sentire bene quel calore.Inoltre lavorare in Italia mi fa sentire come se contribuissi anche io a questa storia del Djing e per me è un piacere enorme.

Grazie per la chiacchierata, ci lasci un saluto per i lettori di Honiro Journal?
Grazie a voi per lo spazio che mi avete concesso, voglio cogliere l’occasione per salutare tutta la community di Scratch Italia e Italia Hip Hop Foundation. Un saluto a tutte le persone che seguono Honiro e un grazie a chi mi supporta!

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