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LELE BLADE, nella nuova versione di “AMBIZIONE” inedite collaborazioni: LAZZA, AKA 7EVEN, VALE LAMBO
LELE BLADE si spinge ancora più in alto: dopo il successo dell’ultimo album, recentemente certificato disco d’oro (dati diffusi da Fimi/GFK) e degli ultimi singoli “EXTENDO RMX” e “NO JOKE” feat MadMan, il rapper tra i più apprezzati della nuova scena partenopea, è fuori oggi, venerdì 27 maggio, la nuova versione di “AMBIZIONE” (Columbia Records Italy/Sony Music Italy).
Il suo ultimo progetto discografico si arricchisce infatti di 4 nuovi inediti e collaborazioni con artisti amici della scena urban italiana: LAZZA, AKA 7EVEN, VALE LAMBO e MADMAN.

Questa la tracklist completa dell’album, con le nuove tracce in testa:
- “Jump” feat Lazza (prod. Poison Beatz, Lazza)
- “So Fresh So Clean” feat Vale Lambo (prod. Poison Beatz, Yung Snapp)
- “Lo Siento” feat Aka 7even (prod. Luca De Gregorio)
- “Immortale” (prod. Poison Beatz)
- “No Joke” feat MadMan (prod Poison Beatz)
- “Extendo RMX” feat Paky, Shiva, Geolier (prod Yung Snapp)
- “Ambizione” (prod Yung Snapp)
- “Extendo” feat Paky (prod Yung Snapp)
- “Gangsta Party” (prod Yung Snapp)
- “Sextape” (prod Yung Snapp)
- “Sul A’ Mia” feat Ernia (prod. Yung Snapp)
- “Just For Fun” feat Yung Snapp (prod Yung Snapp)
- “Chello Che Vuò” feat Geolier (prod Yung Snapp, Geeno)
- “Me Gusta” (prod Yung Snapp)
- “Million Dollar Pussy” (prod Yung Snapp)
- “Serpenti” feat. Geolier (prod Yung Snapp, Rox is here, Derpee)
- “North Face” feat Vale Lambo, Yung Snapp (prod Yung Snapp)
- “Tu Si A Droga Pe Me” feat MV Killa (prod Yung Snapp)
- “Resta” (prod Yung Snapp)
“Definisco ‘No Joke’ un esercizio di stile, un po’ nel mood di ‘Just for fun’ per il modo in cui è stato concepito. Con Poison Beatz abbiamo fatto tutto in poco più di un’ora, freestyle.. ho voluto usarlo come singolo per ricominciare a scaldare i fan. Ho fatto saltare MadMan sul beat perché lo trovavo perfetto.”
Raccontava Lele Blade in occasione dell’uscita di “No Joke” inseme a Madman
“Ambizione è senso di partenza, ma mai di arrivo. E’ una costante ricerca della perfezione che può derivare solo da un migliorarsi in modo costante e puntuale. Ambizione è infatti l’arrivo di una scalata che non finirà mai. Una scalata che porta con sé storie, sentimenti ma anche passioni vere, raccontate in musica.”
Spiegava infatti Lele Blade mesi fa, in attesa dell’uscita di “Ambizione”.
Con “Ambizione” Lele Blade ha superato l’utilizzo di immaginari fantastici e ambientazioni mitiche che hanno caratterizzato la sua produzione fino ad ora: nell’album il rapper mira a portare l’ascoltatore nell’immaginario e nella vita dell’artista, con tutte le sfaccettature e le insidie che la caratterizzano. Il significato della parola ambizione porta con sé una valenza positiva ma anche una negativa. E’ infatti proprio questo dualismo che il rapper cerca di raccontare attraverso la sua musica.
Alessandro Arena, questo il vero nome di Lele Blade, è nato a Casoria, in provincia di Napoli, il 6 giugno 1989. Da sempre appassionato di musica hip hop, ha fatto parte di diversi collettivi, come gli Ufo Rap Team e i 365 Muv, ma arriva al successo a livello nazionale all’interno del duo Le Scimmie insieme a Vale Lambo.
Nel 2018 esce il suo primo album al di fuori di un collettivo, “Ninja Gaiden”, composto da 13 tracce e diversi featuring, fra cui Geolier, CoCo e MV Killa. Nel 2019 firma con BFM Music, etichetta di Luchè e Chiummariello ed esce il suo secondo album solista, “Vice City”, prodotto da Yung Snapp e con altre collaborazioni importanti tra cui Gemitaiz e lo stesso Luchè.
A giugno 2021 esce il singolo “Just for Fun” feat. Yung Snapp. Proprio questo sancisce l’inizio della collaborazione con Columbia Records Italy/Sony Music Italy. Il brano inoltre, anticipa l’album “Ambizione”, uscito a settembre dello stesso anno e certificato disco d’oro, che contiene il brano “Extendo” feat. Paky, anch’esso oro (dati diffusi da Fimi/GFK).
Nel 2022 arrivano “Extendo RMX” feat. Paky, Shiva e Geolier ma anche “No Joke” feat. MadMan, che vanno ad aggiungersi alla tracklist dell’ultimo lavoro discografico, anticipandone quindi il repack. Lele Blade ha inoltre collezionato ad oggi 350 milioni di streaming totali audio e video.
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Ill Grosso: Roma, fragilità e verità nell’Hip-Hop
Ill Grosso, artista romano da sempre legato a una visione autentica e viscerale dell’Hip-Hop, torna con Messa di Mezzanotte, un progetto che affonda le radici nel vissuto personale e nella necessità di raccontare anche le zone d’ombra. Roma non è solo uno sfondo, ma una presenza costante: nei silenzi, nelle crepe, in quella tensione tra durezza e umanità che attraversa tutto il disco.
In questa intervista per Honiro, Ill Grosso parla apertamente di depressione, fragilità e del ruolo centrale che la musica ha avuto nel tenerlo a galla nei momenti più difficili. Un dialogo diretto, senza pose, che restituisce il senso di un ritorno consapevole e di un rap che non ha paura di mostrarsi vulnerabile senza perdere credibilità.
Messa di Mezzanotte diventa così non solo un disco, ma una testimonianza lucida e necessaria, capace di ricordare perché l’Hip-Hop continua a essere uno strumento potente per raccontare la realtà, soprattutto quando fa male.
- In più passaggi del disco si percepisce un periodo buio. Quanto è stato difficile trasformare la depressione in linguaggio artistico?
Non è stata una passeggiata, lo devo ammettere. La depressione è qualcosa che ti toglie le energie e che ti svuota, mentre fare musica, farla bene e fare il rap quello vero, ti chiede tutto. Trasformare quel buio in linguaggio artistico significa dover guardare in faccia cose che preferiresti ignorare. Non è stato difficile scriverlo, perché le parole venivano fuori da sole come un’emorragia ma è stato difficile viverlo prima di poterlo mettere in rima. È un processo di distillazione: prendi il veleno che hai dentro e cerchi di farne una medicina, o almeno una testimonianza che resti. È ORA DI PIANTARLA DI ACCONTENTARE I MEDIOCRI! - Scrivere e produrre musica è stato, per te, una forma di terapia?
Assolutamente sì. Per me è l’unica terapia che funziona davvero, quella che non trovi in farmacia. Piu che mai a sto giro la musica mi ha salvato. Quando sei lì, piegato davanti al pc a produrre o davanti al microfono a registrare le tue rime, scarichi un peso che altrimenti ti schiaccerebbe. Se non avessi avuto il rap, la mia valvola di sfogo, non so dove sarei finito in questi anni di silenzio. La musica non ti guarisce magicamente, ma ti dà gli strumenti per gestire il dolore, per dargli una forma e, quindi, per poterlo dominare invece di farti dominare. - C’è stato un momento in cui la musica ti ha letteralmente tenuto a galla?
Più di uno. Ci sono stati giorni in cui l’unico motivo per alzarmi dal letto era quel beat che dovevo finire, o quella strofa che non suonava ancora bene. La musica ti impone una disciplina quasi militare, ti dà un obiettivo quando tutto il resto sembra non avere senso. Nei momenti più neri, sapere di avere un progetto da portare a termine è stato il mio salvagente. Senza questo disco, quel periodo buio avrebbe potuto inghiottirmi del tutto. - Pensi che il rap abbia ancora la forza di parlare di fragilità senza perdere credibilità?
La credibilità non è fare il duro a tutti i costi, quello é recitare. Credibilità è essere veri, sempre e comunque, punto. Se sei a pezzi e fai finta di essere un superuomo, sei finto, e la gente se ne accorge. Se sali sul palco e racconti storie non tue, la gente se ne accorge. Il rap ha una forza enorme proprio perché può essere crudo e vulnerabile allo stesso tempo. Parlare delle proprie fragilità richiede molta più forza che fare i soliti pezzi autocelebrativi. Chi mi ascolta da anni sa chi sono: se ti racconto la mia caduta, sono più credibile di chi ti racconta solo di successi che magari non ha neanche. - Quanto è importante oggi raccontare anche il lato vulnerabile dell’essere umano, soprattutto nella cultura hip hop?
È vitale. Oggi l’Hip Hop è diventato troppo spesso una fiera delle vanità, dove tutti devono mostrare di essere i più ricchi, quelli con la catena piu costosa al collo, col Rolex piu pimpato degli altri. Ma la vita di chi ti ascolta sta in strada, lavora e soffre, ha problemi ad arrivare a fine mese pure con due lavori. Tornare a raccontare la vulnerabilità significa riconnettersi con la realtà. La cultura Hip Hop è nata per dar voce a chi era ai margini, e spesso chi è ai margini non sa rialzarsi dalle sconfitte e chi é ai margini spesso si sente fragile. Ritornare ad essere umani nella vita di tutti i giorni è l’unica vera rivoluzione rimasta da fare. - Se qualcuno che sta attraversando un periodo simile ascoltasse Messa di Mezzanotte, cosa vorresti che sentisse oltre alle parole?
Vorrei che sentisse i silenzi. Che ascoltasse le pause e i vuoti che ci sono nella musica perché é sopratutto in essi che c’é da sentire. Vorrei che le vibrazioni della musica lo facessero sentire bene e che gli dicessero che non è solo in quel momento buio. Vorrei che percepisse quella spinta che c’è sotto ogni beat. Vorrei che sentisse che il dolore può essere trasformato in qualcosa di solido, di tangibile. Se sono riuscito io a chiudere questo progetto partendo dal fondo, significa che c’è sempre un modo per risalire. Vorrei che chi ascolta sentisse la fatica, ma anche la dignità di chi non si è arreso.
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La diapositiva dei ricordi amati su una cartolina da ”Pico Turquino”, il nuovo singolo degli AlberiNoi
La diapositiva dei ricordi amati su una cartolina da Pico Turquino, il nuovo singolo degli AlberiNoi in uscita il 6 febbraio per Honiro Label.
Un viaggio in una terra lontana, Cuba, che vive nel contrasto dei panorami suggestivi e della desolazione sociale, della povertà che diventa parte di un sistema cinico e complesso. Ma, anche nell’apparenza più amara, si può assaporare la dolcezza della riscoperta di se stessi, di ciò che si cerca e che spesso, quando si ha tutto, è difficile trovare. Un inno a riscoprire l’essenza delle cose, a prendersi del tempo per dare un nuovo valore al tempo.
“Pico Turquino’’ racconta un sogno così potente da sembrare reale: ritrovare una presenza che non c’è più dentro i luoghi che l’hanno amata. Tra mare, vento, natura e voci lontane, il ricordo diventa movimento e vita che scorre. Prodotto a Parma da Emanuele Santona, il brano intreccia percussioni ispirate a Cuba e chitarre sognanti che si aprono nel finale. La canzone si chiude con i suoni reali dell’isola, registrati durante il viaggio, come un abbraccio che resta’’.
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Una canzone dedicata a chi sa proteggere: ”Spalle”, il nuovo singolo di Matteo Alieno
Una canzone dedicata a chi sa proteggere, a chi ci nasconde i mostri e ci chiude gli occhi quando ne abbiamo più bisogno. A chi sa restare, anche nei momenti difficili. Spalle è il nuovo singolo di Matteo Alieno in uscita oggi venerdì 6 febbraio per Honiro / Island Records (Universal Music Italia).
Un brano intimo e poetico, da cui lasciarsi abbracciare dolcemente, ultima anticipazione dell’album del cantautore romano in arrivo in primavera.
Spalle parla di quello che oggi penso sia l’amore: guardarsi le spalle, distrarsi dal mondo pericolosissimo in cui ci troviamo. È chiudersi gli occhi, addormentarsi, racconta l’artista.
Un ringraziamento a chi ci permette di ritrovare la leggerezza nel vivere, a chi ci fa scudo e ci protegge dalle tempeste della quotidianità, quelle più grandi ma anche–e forse soprattutto-quelle più piccole e insidiose: le indecisioni quotidiane, i problemi spesso inutili che ci attanagliano facendoci affogare nel più classico dei bicchieri d’acqua. Spalle è una ballad romantica ma mai stucchevole, immediata e toccante, che sonoramente omaggia la musica inglese tanto amata da Matteo e dal suo sodale Luca Caruso (qui sia co-autore che co-produttore).
Un grazie in musica e parole a chi sta dietro e mai davanti. Perché quando si decide di guardare le spalle a qualcuno, si è consapevoli che forse la persona che si sceglie di proteggere non saprà mai di questo gesto. E questo lo trasforma in un atto d’amore disinteressato e volontario, semplice ma nascosto, proprio per questo ancora più speciale e prezioso. Con Spalle Matteo Alieno svela una nuova sfaccettatura della sua anima, che nella musica si mette a nudo con un coraggio e una trasparenza tenera e rara. Dal graffiante e libertario grido punk rock di Per la nostra età, alla morbida e penetrante Chi Vince Che Vince?, dalla scanzonata e malinconica storia di amicizia di Piselli all’impacciato desiderio di liberarsi da pressioni e aspettative di Ansia, con i suoi pezzi Matteo sa infatti prendere per mano chilo ascolta e aprirgli le porte del suo mondo, condividendo i suoi pensieri e le sue emozioni, anche quelli più difficili da confessare ad alta voce. Perché in fondo la musica è bella proprio per questo: per sentirsi vicini e combattere insieme le nostre vite pesanti, una canzone alla volta.
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