Connect with us

Intervista

HALE ci racconta “Perdere Tutto” : “La musica sono tutte le lacrime che non ho mai versato”

Pubblicato

il

“PERDERE TUTTO” (Abr Records “Label & Management”), è il nuovo brano del cantautore HALE.

Questo singolo è un’intensa ballad caratterizzata da un forte crescendo musicale ed emotivo che racconta la sensazione di quando perdi tutto quello che si ha sempre avuto e al quale, tantissime volte, ci aggrappiamo per sopravvivere.

Noi di Honiro Journal abbiamo incontrato Hale che ci ha raccontato come sia nato questo pezzo, cosa voglia trasmettere e a chi sia rivolto.

Ciao Hale, sappiamo che il tuo nome d’arte è un acronimo, precisamente significa “Ho Ancora Libera Essenza”. Ti va di partire proprio da qui, spiegando ai nostri lettori cos’è per te l’essenza, qual è la tua essenza e quella della tua musica?
L’acronimo HALE, che significa appunto “Ho Ancora Libera Essenza”, è nato dopo un periodo particolare della mia vita, ho scelto questo nome dopo essere uscito da un momento un po’ difficile. Come dico sempre e come dirò anche all’interno del disco che è in lavorazione e vedrà la luce a breve, ho fatto a pezzi il mio nome Pasquale e ci ho messo di mezzo un respiro. Questa H infatti è un po’ un sospiro di sollievo, nella pronuncia non va poi considerata, il nome si legge “Ale” proprio come se non ci fosse.

Ho Ancora Libera Essenza perché credo che sia il senso stesso di fare musica, la libertà di esprimersi senza sottostare troppo alle logiche di un mercato che oggi è diventato sempre più frenetico, quindi avere ancora libera essenza, per me, è proprio il movente di fare musica. Io faccio musica spinto dalla purezza e dalla creatività di farla, poi saranno gli altri ad inserirla in un filone, in un genere.

“Perdere Tutto” è indubbiamente un brano molto intenso, Hale vuoi raccontarci cosa significa questo singolo per te?
Questo singolo è sicuramente un’opportunità di rinascita, rappresenta un punto di partenza completamente nuovo. Significa lasciarsi il passato alle spalle, discografico ma anche di vita, ed iniziare un nuovo percorso. Perdere tutto per poter ricominciare, perdere tutto per tagliare i legami sbagliati e soprattutto ripartire, sperando di poter brillare più forte di prima.

Hale, All’inizio di “Perdere Tutto”, canti la parola “Oltre”, un termine con un significato profondo che, però, non è più molto usato perché spesso la gente non osa più andare oltre, tende a conformarsi sempre di più. Perché secondo te, al giorno d’oggi molte persone si limitano al primo impatto, all’apparenza senza andare oltre? Questo oltre che tu citi, che significato ha?
Questo oltre si riferisce ad un disco del 1990 che si chiama “Oltre” di Baglioni. Un album che ha segnato il mio modo di pensare. Penso che la gente, spesso, non vada più oltre perché purtroppo oggi siamo appiattiti, ci stanno abituando al dolore.

Le persone prendono le cose un po’ come vengono, sono pochi quelli che poi si preoccupano di vedere cosa c’è al di là. Si va poco oltre perché forse fa anche un po’ paura. Nel mio singolo racconto di voler andare oltre il limite ma poi purtroppo il limite esiste perché qualcuno lo ha messo.

Andare oltre, scoprire il mondo, non sempre fa piacere ma è anche vero che può portare ad una consapevolezza maggiore di noi stessi. Alla fine andare oltre è una scelta personale, che a volte comporta anche rischi, ma che poi magari può condurci a raggiungere i nostri obiettivi.

“Per tutte le volte che piangere Sarebbe stato il rimedio più onesto” Hale, in “Perdere Tutto” citi le lacrime, il pianto, secondo te ormai ci si sente fuori contesto nel mostrare il proprio dolore, la propria sofferenza? La musica è un modo per comunicarlo?
Penso che la musica sia piangere senza piangere, un pianto senza le lacrime. Penso sia ciò che permette di tirar fuori il dolore e farlo nel modo più intenso ma anche naturale e spontaneo possibile. Quando ci si lascia andare ad un pianto solo una parte del dolore va via, il restante si rifugia dentro la musica perché lei ha la capacità di portar via la sofferenza alla quale le lacrime non arrivano.

Nel tuo singolo, spicca questa frase “Per chi ogni mattina si guarda allo specchio E ogni volta si sente morire” Con queste parole lo specchio vuole cercare qualcosa di interiore mentre oggi, spesso, lo specchio viene usato per rispecchiare l’apparenza, l’esteriorità. In questa canzone, lo specchio è un viaggio introspettivo?
Lo specchio è il viaggio del pensiero, lo specchio comunque, ogni mattina, si vede un po’ più vecchio e speriamo anche più saggio. Chiaramente poi, è quasi sempre un arma a doppio taglio, perché c’è anche chi dello specchio fa il suo mostro. Io ho scritto questa canzone per chi si sente diverso, non accettato, escluso e soprattutto incompreso.

L’incomprensione è molto probabilmente un sentimento a cui voglio dare spazio, un aspetto fondamentale del messaggio che voglio portare avanti con la mia musica. Questo singolo è stato scritto proprio per chi ogni mattina si guarda allo specchio e si sente morire finché non capisce che lo specchio deve essere un amico, un alleato, per farci guardare indietro con nostalgia ma anche con gioia.

Hale, il voler nascere altrove, in un altro universo, è sicuramente un aspetto che emerge in “Perdere Tutto”. Ti senti appartenere ad un altro mondo? E’ un tuo modo di comunicarci che ti senti distante dalla tua generazione?
Assolutamente, io scrivo le mie sensazioni. Le mie emozioni vengono messe su carta e io voglio essere per qualcun altro la persona che avrei voluto io avere accanto in molti momenti. Spesso nella musica si trova un confidente, qualcuno che ti capisce senza conoscerti. Questa è la magia della musica, lei ha il dono di curare i mali dell’anima se fatta in modo autentico.

“Volevo cogliere un fiore senza Sentirmi diverso” Il sentirsi diverso, può essere visto come una forza?
Assolutamente, il cogliere un fiore nella mia metafora è un atto quasi rivoluzionario. Cogliere un fiore può anche essere visto come un atto di fragilità, di debolezza, ma alla fine è il senso di questa canzone. Io, questo singolo, l’ho scritto per me stesso in primis. Ed è un avvenimento abbastanza raro, perché io solitamente scrivo per gli altri. Questo brano invece, l’ho posato su carta per me, perché erano le parole che io stesso sentivo il bisogno di gridare, di cantare. E’ stata un’esigenza catartica di fare un piccolo bilancio di me stesso.

Agli autori, accade spesso di rivedersi nelle parole degli altri, quando però viene a mancare il fatto di rivedersi nei testi altrui, la cosa bella che abbiamo noi che scriviamo le canzoni è che possiamo scrivercele da soli. E quindi chiudiamo lì le nostre sensazioni. Le emozioni che, quando vagano nella stanza in cerca di una forma e di un nome, diventano fastidiose. Nel momento in cui riusciamo ad inchiodarle su carta, dando loro un nome e una forma, queste emozioni smettono di tormentarci. Poi la cosa bella è che siamo esseri umani, condividiamo quanto meno le stesse intuizioni. Battisti cantava “capire tu non puoi, chiamale se vuoi emozioni” questa è una frase che penso nessuno possa contraddire. Io posso provare un particolare sentimento, ma non è detto che qualcun altro possa capire esattamente ciò che sto provando in quel preciso momento. Però, credo almeno le intuizioni siano le stesse.

Essendo esseri umani, abbiamo delle intuizioni pure con cui vediamo il mondo quindi non è così raro che, in parole che scrivo io, possa rivedersi qualsiasi altra persona, questo è il bello della musica e di condividere la musica.

“Tra tutti i tuoi sogni distrutti, Se non c’è speranza di verità” In un momento come questo dove ci sono tanti sogni distrutti, tu la speranza dove la trovi? Attraverso la musica? Questa canzone vuole dare speranza?
Soprattutto in questo periodo ci sono molti sogni distrutti, ma dobbiamo sempre ricordarci che proprio dopo la peste c’è stato il rinascimento, quindi mi auspico che dopo questo momento, dopo ciò che stiamo vivendo, ci sia una rinascita. Spero si possa tornare il prima possibile ad una normalità che, fino a poco tempo fa, consideravamo scontata. Ma, ora che non c’è più, desideriamo quella quotidianità più di ogni altra cosa. Abbiamo imparato a dare importanza alle piccole cose, all’abbraccio di un amico.

Il mio singolo vuole assolutamente trasmettere speranza. Questo brano, al contrario di quanto di possa pensare leggendo il titolo, racchiude un messaggio positivo. Perché, come dico sempre, prepararsi a perdere tutto poi non vuol dire effettivamente dover perdere tutto. La forza la si trova portando avanti il sogno e spingendo avanti il cuore, contro tutte le difficoltà che incontriamo. Perdere tutto, sì. Ma farlo a testa alta. Come diceva uno dei miei miti, la persona grazie alla quale mi sono avvicinato alla musica, ovvero Baglioni, “Spingi sempre avanti il cuore ed il lavoro duro” Questo è un po’ il mio mantra di vita, “La vita è Adesso” quindi fallo subito.

“E ritorna a brillare più forte di prima”. “Perdere tutto” ma, Hale, come ritorna la voglia di riprendersi tutto?
Perdere tutto proprio per ripartire, un altro messaggio cardine di questo singolo è tagliare i legami sbagliati. Tagliare i legami sbagliati è la cosa che più ci può avvicinare ad un nuovo percorso, con nuove speranze.

Hale, nel videoclip di “Perdere Tutto” vediamo un pianoforte in fiamme, ovviamente un forte significato simbolico. Ti va di raccontarci da dove nasce l’idea di questo videoclip?
Lo spazio desolato e abbandonato che si può vedere nel video l’ho sognato poco prima del lockdown dello scorso anno e lo abbiamo cinematograficamente riportato in una fabbrica abbandonata. La metafora del pianoforte che brucia, invece, vuole rappresentare il mio percorso musicale fino a qui. Un cammino che, proprio come la vita stessa, è fatto di alti e bassi, di momenti in cui ti domandi se e dove ti porterà davvero da qualche parte.

L’idea di questa immagine è nata in studio con Marco Zangirolami, che ha prodotto la canzone. Lui ha iniziato a raccontarmi degli aneddoti e mi ha spiegato come sia nata “La Fine” di Nesli che ha prodotto lui stesso. Questo brano, a mio parere oggi è uno dei capolavori della musica contemporanea. Mi ha detto che tutto era partito da una voce a cappella solitaria. Praticamente Marco si ritrovò con un suo vecchio pianoforte verticale piuttosto scordato e che mostrava i segni del tempo. E, mentre le parole di Nesli scorrevano solitarie, lui le ha accompagnate con questo vecchio pianoforte.

Così, ho pensato che forse non fosse il caso di perseguire forzatamente un senso di perfezione a tutti i costi, essere sempre impeccabili in tutto. Da qui è nata l’idea di un pianoforte in fiamme. Non solo nel videoclip, ma anche nella traccia audio stessa un po’ si sente, volutamente, lo scricchiolio del legno di questo pianoforte avvolto dal fuoco.

Sappiamo che molti video su Tik Tok utilizzano “Perdere Tutto”, il videoclip su YouTube ha raggiunto mezzo milione di views e su Spotify ha totalizzato 100 mila stream, Hale, ti aspettavi questi numeri?
A parer mio, è sempre giusto avere delle aspettative. Al contrario, non è giusto buttare via un brano senza che ci sia un piano per fare in modo che possa arrivare a più persone possibili. Perché penso che, probabilmente, sia proprio la condivisione il senso dell’arte e della musica stessa. Altrimenti i brani, possiamo tenerli per noi, possiamo fare musica nella nostra cameretta. Il fine della musica è proprio poterla far arrivare a più persone possibili, anche dal vivo quando si potrà, sperando di ripartire presto.

Delle aspettative le nutrivo, ma un po’ come tutti, sarebbe ipocrita dire il contrario. Poi è chiaro, si può sempre migliorare. La strada è sempre in salita però un percorso è fatto anche di questo, di lavoro duro, impegno affinché la musica possa arrivare ai cuori delle persone.

Hale, noi di Honiro Journal ti ringraziamo per averci accompagnato in questo viaggio all’interno dei tuoi pensieri e della tua musica!
Grazie a voi, un saluto a tutti i lettori di Honiro Journal!

Condividi sui social
Continua a leggere

Trending

Copyright Honiro.it 2018 | HONIRO SRL - P.iva : 12208631007 - Sede legale : Via del mandrione, 105 - 00181 Roma | Powered by Dam Company