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I Pinguini Tattici Nucleari sono pronti ad uscire dall’hype…

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È disponibile da oggi in presave su Spotify e in pre-order su iTunes e Amazon Fuori Dall’Hype Ringo Starr (Sony Music), il nuovo progetto discografico dei Pinguini Tattici Nucleari, in uscita negli store e sulle piattaforme digitali il 7 Febbraio, che accompagnerà la loro partecipazione alla 70esima edizione del Festival di Sanremo. Oltre alle 10 tracce di Fuori dall’hype, l’album uscito per Sony Music il 5 aprile 2019, il disco conterrà le nuove versioni di Irene e di Cancelleria, riarrangiate e rimasterizzate, e tre brani totalmente inediti: Ringo Starr, Bergamo e Ridere, scritti successivamente all’uscita dell’ultimo disco.

Il primo dei tre inediti è RINGO STARR, il brano che i Pinguini Tattici Nucleari presenteranno sul palco dell’Ariston. Interamente scritto e composto dal frontman Riccardo Zanotti, è un mix di pop, rock e funky impreziosito da un arrangiamento orchestrale con ottoni e archi a farla da padrone. Tra le citazioni beatlesiane la band si fa portavoce della loro generazione prendendo il famoso batterista dei Fab Four come metafora esistenziale.

Ci sarà poi BERGAMO, un brano sulla bellezza travestito da canzone d’amore per la città lombarda. Un omaggio alla città natale della band, tuttora loro headquarter, una piccola perla lontana dalla metropoli che li ha visti nascere e muovere i primi passi nel mondo della musica.

Il terzo inedito è RIDERE, un pezzo che parla della paura di quello che per gli under 30 di oggi è il vero “grande passo”: andare a convivere. E quando quest’avventura va male non resta che ridere.

Ma le sorprese non finiscono qui: i Pinguini Tattici Nucleari continuano a stupire, e alla serata del giovedì della 70sima edizione del Festival di Sanremo presenteranno I’m going slightly medley. Non una canzone, non un duetto, bensì un medley con 8 canzoni, per omaggiare i 70 anni della kermesse canora. Si parte dagli anni 50 con PAPAVERI E PAPERE di Nilla Pizzi, per poi passare all’indimenticabile NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE (Caterina Caselli, anni 60); è poi la volta di GIANNA (Rino Gaetano, anni 70), SARÀ PERCHÈ TI AMO (Ricchi e Poveri, anni 80), UNA MUSICA PUÒ FARE (Max Gazzè, anni 90), SALIRÒ (Daniele Silvestri, anni 00) e SONO SOLO PAROLE (Noemi, anni 10), per terminare con ROLLS ROYCE, hit di Achille Lauro della scorsa edizione del Festival.

I’m going slightly medley è una vera e propria rapsodia, dall’arrangiamento sofisticato e interessante, ricco di modulazioni, stili e generi diversi. Una struttura insolita pensata e messa in musica dal leader Riccardo Zanotti con il Maestro Enrico Melozzi, all’altezza della preparazione musicale della band.

Il Festival di Sanremo racconta la storia della musica italiana, ed era quindi impossibile per noi scegliere una sola canzone o un solo artista come ospite – racconta Zanotti – abbiamo così voluto realizzare una composizione con l’obiettivo di divertirci, anche assieme all’Orchestra Sinfonica, omaggiando le canzoni che hanno reso grande la kermesse.

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Alex Cortez pubblica il video di “Morningstar: L’uomo al centro”

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Alex Cortez torna a dare volto e voce al cuore del suo progetto Morningstar con l’estrazione del video ufficiale di “Morningstar: L’uomo al centro”, primo brano e title track dell’album che ha segnato il suo ritorno discografico dopo oltre dieci anni di assenza. Un disco che, fin dalla sua uscita, ha raccolto riscontri molto positivi dalla stampa di settore, apprezzato per la profondità del racconto, la coerenza artistica e la maturità della scrittura.
“Morningstar: L’uomo al centro” non è solo l’apertura dell’album, ma il suo vero manifesto concettuale. Su una base boombap essenziale e profonda, prodotta da James Cella (JFK Music), Alex Cortez si racconta senza filtri, ripercorrendo un viaggio lungo più di dieci anni che lo ha tenuto lontano dalla scena musicale, ma mai dalla scrittura. È il racconto di un uomo che attraversa bene e male, luce e ombra, ambizione e fragilità, fino a trovare un punto di equilibrio possibile: fare pace con il proprio passato e con i propri demoni, senza negarne l’esistenza.
Il titolo del brano richiama in modo volutamente provocatorio la figura di Morningstar, Lucifero, non come incarnazione del male assoluto, ma come metafora umana dell’errore, della caduta e del desiderio di comprensione. Alex Cortez non demonizza l’oscurità: la attraversa, la accoglie, la riconosce come parte integrante dell’esperienza umana, per tornare a essere uomo prima che artista, individuo prima che rapper.

Alex Cortez: il manifesto di un ritorno umano

Il video ufficiale, diretto dallo stesso James Cella (JFK Music), traduce visivamente questo percorso interiore. Ambientato in una stanza vuota, asettica e immersa nel buio, il video è costruito come una lunga confessione in camera. Attorno al protagonista si muove una presenza femminile, interpretata da Daisy Congiusti, coprotagonista del racconto visivo: una figura che accudisce, sfiora, abbraccia, senza mai essere definita in modo univoco come “amica” o “demone”.
Entrambi i personaggi si muovono su due livelli simbolici: uno legato al rap, alla musica, all’identità artistica; l’altro più elegante e “posh”, connesso alla vita reale, quotidiana, lontana dai riflettori. La relazione tra le due presenze non è mai esplicitamente positiva o negativa, ma profondamente umana: una vicinanza che accompagna il protagonista nel suo processo di messa a nudo e di accettazione.
Il monologo finale del video rappresenta il punto di sintesi dell’intero progetto Morningstar: una dichiarazione di intenti in cui l’uomo, nella sua semplicità e nelle sue debolezze, rivendica il diritto di tornare al centro. Non come figura eroica o necessariamente positiva, ma come essere umano complesso, imperfetto, reale.
Con “Morningstar: L’uomo al centro”, Alex Cortez consolida il percorso intrapreso con l’album Morningstar: un ritorno consapevole, maturo e privo di compromessi, che mette al centro l’identità, la memoria e il coraggio di raccontarsi. Un progetto che ha già dimostrato di parlare con forza a pubblico e critica, e che con questo nuovo video aggiunge un ulteriore tassello visivo e narrativo a una rinascita artistica autentica.

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: ”Magari domani”, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: Magari domani, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio per Honiro Label e Luppolo Dischi.

Non c’è luogo migliore per un overthinker che i suoi stessi pensieri, lo stesso vortice dentro cui perdersi e non necessariamente aver bisogno di ritrovarsi. Eppure, rimane insito il desiderio di abitare quel luogo con qualcuno; con qualcuno che non ci fa affondare vertiginosamente dentro noi stessi. Infatti, il potere dell’altro è proprio questo: non dirigerci, non evitare una nostra caduta, ma accompagnarci, nel bene o nel male, e stimolare una versione migliore di noi stessi. E l’attesa, alla fine, riesce a riempire e decorare anche lo stare soli“‘’Magari domani’’ è un’attesa dal sapore dolceamaro; una speranza per chi si sente perso, un pensiero per chi ha bisogno di riceverlo, un po’ come ne ho avuto bisogno io e mi sono immaginato di riceverlo. I suoni pop di Yellow, che si avvicinano all’intimità autoriale che ho provato a creare attraverso il mio racconto, sono il contorno di una mia storia che può essere la storia di tutti coloro che non hanno paura di vivere il dolore da un altro punto di vista, osservando il dopo’’ – ci racconta.

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un ”Infern*” che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un Infern* che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio per Honiro Publishing. 

Leggiamo sempre di storie che hanno un lieto fine, dove il ‘’bene’’ trionfa sempre; eppure, la realtà quotidiana ci fa vedere dell’altro: un bene soggiogato, il buono che faticosamente trova uno spazio e viene sorpassato dalla furbizia e le ingiustizie. E, alla fine, se questo non è il personale inferno di ciascuno, cosa potrebbe mai essere?

Tuttavia, tra rime sottili e, allo stesso tempo, taglienti, e riferimenti ai gironi di Dante, si prospetta una luce sul fondo: vedere un cambiamento sembra impossibile, provare a compiere dei gesti della quotidianità che possono fare la differenza è un punto di partenza‘’Ho scritto ‘’Infern*’’ pensando proprio alla Divina Commedia. Infatti, il brano, oltre ad avere citazioni dantesche, cerca di descrivere un mondo come quello odierno dove i buoni non vincono, in preda ad un destino sempre più schiacciato, soffocato come il respiro. Tra sonorità che richiamano Lil Baby e Future e pensieri che rappresentano a pieno il mio flusso di coscienza, non voglio suggerire un senso di rivincita, ma di presa di posizione proprio in questo mondo che forse, in qualche modo, può cambiare’’ – ci racconta l’artista.

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