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Intervista

Peirons racconta “Selina Kyle” e “Revolver” a Honiro Journal

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Stefano Peironi, in arte Peirons, è un ventiseienne emergente nel mondo musicale del rap. Originario di Sassari, scrive canzoni fin dall’età di 18 anni ma solo da quest’anno ha deciso di mettersi in gioco e cimentarsi nella pubblicazione dei suoi pezzi. Peirons ha conquistato il suo pubblico grazie a “Revolver” e “Selina Kyle”, i suoi due brani d’esordio. La tematica dominante delle sue rime è, senza dubbio, la contrapposizione di amore e odio. Un’alchimia di due emozioni che, fondendosi tra loro, danno vita ai pezzi dell’artista.

Per immedesimarci e comprendere meglio la sua musica, noi di Honiro Journal abbiamo intervistato direttamente l’autore che, con l’occasione, ci ha anche raccontato qualcosa di sé.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica? Qual è il genere musicale che ti affascina maggiormente e perché? 
Mi sono avvicinato al mondo della musica, grazie ai cantautori italiani, c’erano ancora le cassette a nastro, ricordo che mia madre ne aveva un sacco, tra Lucio Battisti, De Andrè, Celentano, Ligabue ecc. Diciamo che ascolto un po’ di tutto, ma il genere musicale che mi affascina maggiormente è il rap/hip hop e tutte le sue sfumature. Mi sono avvicinato alla musica rap, con Fabri Fibra, i miei album preferiti erano Mr. Simpatia e Turbe giovanili, poi subito dopo ho iniziato ad ascoltare i più classici, Bassi Maestro, Club Dogo, Sangue Misto, Mondo Marcio, Kaos ecc. e successivamente i rapper americani.

La prima strofa di “Selina Kyle”, il tuo ultimo pezzo, cita “Non sappiamo cosa siamo”. Secondo te, al giorno d’oggi, quanto è difficile riuscire a mettere a fuoco la propria identità? Sia in campo artistico che sul piano personale? 
Sia in campo artistico che personale, cercare la propria identità non è facile, perché siamo esseri umani, si cresce, viviamo sempre nuove esperienze, e senza dubbio si cambia. Per questo non si può’ pretendere che un artista parli sempre degli stessi argomenti, oltre che dopo un po’ risulterebbe noioso, perderebbe credibilità, ad esempio, un emergente di 20 anni che non ha niente e parla di se’ nei suoi brani, se un giorno dovesse diventare ricco e famoso, non avrebbe credibilità parlando di povertà e di strada, per questo molti artisti si creano un personaggio, un loro alter ego, completamente diverso da loro stessi.

I tuoi pezzi, come affermi tu stesso, parlano di amore e odio, ma leggendo i testi si può scorgere anche finzione e autenticità, emozioni ed apatia. Come mai tutte queste contraddizioni a confronto? Pensi siano ormai protagoniste della vita delle persone? 
I miei pezzi parlano di amore e odio, perché è quello che attualmente vivo, è quello che hanno vissuto tutti, e in particolare i ragazzi della mia età, anche se un ragazzo di 18 anni non avrà mai la stessa concezione di “amore” di una persona di 40 anni.
Io sono una contraddizione vivente, sono molto lunatico e cambio molto spesso idea, ma le contraddizioni fanno parte della vita di tutti e sono necessarie, anche nella tematica dell’amore, nel quale si sbaglia spesso per diversi motivi, e molte volte non si è mai razionali, proprio perché ci si è all’interno della situazione.

In merito a questo, quale consiglio daresti al tuo pubblico per cercare di vivere più le emozioni e meno le contraddizioni? 
Viviamo di contraddizioni, ed esistono contraddizioni anche internamente alle emozioni. Le emozioni “pure” non esistono, dire il contrario non è pragmatico, quindi è difficile dare un consiglio.

Un’altra frase del tuo pezzo più recente che colpisce molto è ” Siamo sconfitti come due pugili imborghesiti, quale significato ha per te questa frase? 
Io amo molto la boxe, e metaforicamente ho collegato il “pugile imborghesito” ad una relazione di coppia. Un pugile, si dice che si “imborghesisce” quando vivere troppo nel lusso, gli fa perdere la grinta che aveva dal primo giorno in cui ha iniziato, quella voglia di rivalsa e di spaccare il mondo, il film Rocky III e i famosi “occhi della tigre” ne sono il chiaro esempio. Essere sconfitti ancora prima di fare un incontro, o meglio, arrendersi, e smettere di riprovarci, è la metafora che in questo caso ho attribuito all’amore.

Osservando i tuoi profili social in diverse foto si nota la presenza di un serpente, ha un significato simbolico per te? È in qualche modo legato alla tua musica o ai tuoi pezzi? 
Per me il serpente rappresenta un nuovo inizio, un risveglio, una rinascita, simile a come il serpente getta via la vecchia pelle, e ne riforma una nuova. Non vorrei sfociare nel banale, dicendo che per me la musica è stata una rinascita, diventando la mia più’ grande passione, e sono sicuro che in futuro sarà un’ulteriore svolta.

Quale messaggio vorresti mandare tramite la tua musica? Cosa vorresti suscitare in chi ascolta i tuoi brani? 
Non c’è un messaggio specifico in ogni pezzo, dipende dal brano in se’. Ogni canzone è diversa, sarebbe riduttivo etichettare un solo messaggio per tutte le canzoni.

Quali programmi hai per questo 2020? Vuoi anticiparci qualcosa?
Mi sono messo in gioco quest’anno. Ogni giorno ho sempre nuove idee, la mia ambizione più grande è fare musica, è il mio sogno. Ultimamente mi sto concentrando solo sulla musica, accantonando un po’ tutto il resto. Sto davvero dando tutto me stesso, è questo il mio obbiettivo.

Di seguito, i profili social di Peirons, artista di “Selina Kyle” e “Revolver”
Instagram : @peirons
Facebook : Peirons
Canale Youtube : Peirons

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