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Intervista

BigMama:”Nel rap ho trovato la mia rivincita”

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La rapper BigMama

Alzi la mano chi non ha ancora inserito una rapper nei suoi ascolti.
La risposta è facile: NESSUNO. Le donne stanno letteralmente infuocando la scena e sono sempre più richieste per feat e presenze nei migliori progetti musicali. Nella lunga lista delle talentuosissime artiste, senza dubbio, troviamo Marianna Mammone, o meglio la rapper BigMama.

Classe 2000, la giovane artista nel 2020 ha firmato con Pluggers, stessa etichetta di Massimo Pericolo, lanciando immediatamente il singolo “MayDay”. E’ lei la prima donna a far parte della label.

In “MayDay”, brano prodotto da Lester Nowhere, Marianna mostra con orgoglio il suo lato più intimo, mostrando anche fragilità e schiettezza. Il risultato? Un testo attuale, schietto su una base arrogante e piena di stile.

Recentemente si è fatta notare per il feat nel nuovo album di Inoki, precisamente nel singolo “Mani”.

In occasione di tutte queste uniche novità, la rapper BigMama si è lasciata andare in una bellissima intervista con noi di Honiro Journal, tra talento e riscatto.

Hai saputo far parlare di te fin dal primo momento e non solo per essere una donna, ma come nasce BigMama?
Ho iniziato da piccolissima riguardo la musica, sai tra karaoke, serate di canto in famiglia. C’è stato un momento preciso dove ho capito che il rap poteva essere quella valvola di sfogo perfetta, per far uscire tutto fuori e liberarmi. I primi veri testi sono arrivati già nel 2013, quando a 13 anni ero vittima di bullismo. Per quanto io mi accettassi, per loro non c’era modo di capire che quella ero io con pregi e difetti. Non rispecchiavo i canoni? Che poi, quali dovrebbero essere?

Quindi potremo dire che tu stessa sei stata l’artefice del tuo successo?
La mia esperienza si. Non riuscivo a parlarne nemmeno con i miei genitori di questo disagio. Non volevo sapessero che, agli occhi degli altri, ero un errore. Il primo pezzo di sfogo sarà poi “Charlotte”, questo storytelling di una ragazzina che vive sensazioni così crude, cupe. A 16 anni, quindi nel 2016, trovo coraggio e lo faccio ascoltare a delle amiche. Beh, il risultato ha superato ogni mia aspettativa e una delle mie amiche mi propose di collaborare con un ragazzo di Avellino, esperto del genere. Impazzì al solo sentirla e la “spammò” per tutta la zona.

Quindi mi stai dicendo che il pezzo è stato ascoltato subito da tantissimi ragazzi? Senza pubblicarlo su nessuna piattaforma?
Assolutamente si, è andata proprio così. Tanto che una ragazza mi fermò per strada dicendo di averla ascoltata, mi abbracciò e si commosse. Si era sentita protagonista, non era più sola. La mia musica non aiutava più solo me, ma anche chi l’ascoltava.

Alla fine “Charlotte” è stata pubblicata e da li sono arrivati i primi palchi e primi live non è vero?
Ho vinto dei contest, altri no, ma ho collezionato un bagaglio non indifferente. C’era tanta gente che mi apprezzava, ma cresceva esponenzialmente anche quella che aveva sempre la battuta cattiva pronta.

Comunque alla fine sei andata via da Avellino e ti sei imbattuta in una nuova grandissima città. Come mai proprio Milano?
Nel 2018 ho deciso di trasferirmi a Milano per studiare Urbanistica al Politecnico. Una nuova grande città faceva rima con una nuova vita. Ho creduto tanto nel mio potenziale, nonostante fossi piccolissima per certe scelte. Non ho mai abbandonato l’idea della musica, ho fatto uscire dei freestyle. Non mi aspettavo di certo di essere notata!

Infatti sei arrivata fino a Pluggers! Che vede un nome notissimo nel team e che sta facendo impazzire gli amanti del genere..
Si, non ho esitato ad accettare di conoscersi. In piena pandemia ho iniziato a lavorare con Crookers, abbiamo fatto uscire qualche pezzo tra i quali “Mayday” che è piaciuto tantissimo.
Beh, Massimo Pericolo è davvero forte! Una grande persona sia a livello artistico che a umano. Questa cosa si nota in tutta la crew di Pluggers, ho trovato il mio posto e sono fiera di me per questa piccola grande rivalsa. Nel team c’è professionalità, competenza e tanta voglia di fare musica.

A tuo parere, cosa ha colpito i tuoi produttori e soprattutto chi ha iniziato ad ascoltarti?
Sono fuori da ogni aspettativa. Sono quella scintilla che non ti aspetti, anticonvenzionale. La mia figura e la mia musica si uniscono, ti puoi impersonificare in me e in quello che ascolti. Mi guardi e ti fai un’idea, automaticamente da li sei curioso/a di ascoltarmi e sentire cosa ho da dirti.

Cosa pensi di questa favolosa ascesa di voi rapper donne nel panorama italiano?
Urlo a gran voce #WOMENPOWER! Sono felice che mi stai inserendo già in questo gruppo! Siamo tutte fortissime e sai perché? Perché ognuna di noi ha qualcosa di diverso da dire. Ognuna di noi porta avanti un messaggio diverso, che si sposa con la propria esperienza e con quello che vorremo essere in futuro.

Immagina una scena, arriva RedBull e ti dice di comporre le 64 bars. Chi scegli come produttore?
Qui devi accettare due risposte per forza! La BigMama che segue il cuore ti dice subito Crookers, con lui ci lavoro troppo bene e poi è un grande!
La Marianna ragazzina ti direbbe Dj Slait probabilmente [ride].

Torniamo un attimo alla realtà. Sei al centro degli ascolti per il tuo feat con Inoki nel singolo “Mani”. Com’è stato lavorare al suo fianco?
Ero incredula, non capivo perché proprio io! Ci ho messo un po’ a realizzare che Inoki tra molti, aveva scelto proprio me. E’ stata un’esperienza formativa importante, sei agli inizi e ti misuri già con un grande della scena come lui. Poi mi sono sentita all’altezza. Ho pensato che non dovevano aiutare una rapper emergente, avevano bisogno di qualcuno di forte e hanno pensato a me. Che onore!

Sappiamo già che ci saranno tanti progetti in quest’anno, quindi vorrei concludere con una domanda che chiuda il cerchio di tutto quello che ci siamo dette. In conclusione, nonostante tutto, quanta Avellino c’è e ci sarà nella tua musica?
Non ho mezzo dubbio nel risponderti: tanta, tantissima. E’ la mia terra, sono le mie radici, non rinnego nulla. Tra me e Avellino ci sarà sempre questo infinito flusso di odi et amo.

La rapper BigMama non è solo un’artista. E’ una ragazza che ha saputo mettersi in gioco e ha fatto delle sue debolezze una grandissima forza.
Una musica di rivalsa, riscatto e perché no, simbolo di una strada giusta verso la vittoria. Voi cosa ne pensate? Avete ascoltato i suoi pezzi? Una cosa è certa: questo è solo l’inizio.

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