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“Digging New York” online il docufilm del 2014 firmato Danno

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Digging New York” il film documentario realizzato da Simone Eleuteri alias Danno, è finalmente disponibile online in chiaro sul portale dedicato da martedì 23 febbraio.

Il lungometraggio realizzato nel 2014 e pubblicato per la prima volta nel 2016, vede la regia dello stesso Danno ed è sato prodotto da Daniele Guardia (The ProudAction) e Wrong Way Pictures in collaborazione con Stefano Lemon e Daniela Croci.

In oltre un’ora di riprese Danno racconta attraverso un viaggio quasi simbolico le radici della cultura Hip-Hop, laddove tutto è cominciato. Tra BronxManhattan e Brooklyn il protagonista si confronta con alcuni dei nomi più importanti della scena. Nomi come Mr Kaves dei Lordz of BrooklynRicky PowellRockness (Heltah Skeltah), M-1 dei Dead PrezPolo de La Famiglia e Tony Touch. Un’esperienza on the road, in presa diretta e senza filtri nelle strade che hanno visto nascere una cultura. Con l’intento di trasporre sullo schermo le vibes della vita newyorkese e lo spirito di un movimento che negli anni è divenuto globale.

La pellicola è suddivisa in sette capitoli inframezzati dai lettering firmati Masito, dove i dialoghi sono perlopiù in inglese, ma, sottotitolati in italiano. Tra due chiacchiere con i passanti e jam improvvisate con i nuovi nomi della scena come JadonYC the CynicLounge LoJo Jo Pellegrino, anche Danno non si tira indietro prestandosi a momenti di freestyle in strada, nei locali e anche sul furgone che lo ha accompagnato in giro per la città.

“Digging New York” è l’essenza di qualsiasi b-boy, l’emozione di partecipare a una jam, assistere a un’esibizione di break dance o andare alla ricerca dei graffiti che compaiono nel videoclip di “Can It Be All So Simple” del Wu-Tang. Da Staten Island ad Harlem con un ghetto blaster che diffonde musica e la voglia di riscoprire lo spirito e cristallizzare l’essenza di questa piccola grande rivoluzione chiamata Hip-Hop. Durante tutto il film sono presenti le musiche di StabberDJ CraimBaro CollederfomentoDJ Fastcut e Alessio Lottero.

Era ora che questo documentario diventasse di dominio pubblico –commenta Danno parlando di “Digging New York”-. Con la produzione abbiamo pensato che pubblicarlo online e gratis per tutti, sarebbe stata la soluzione migliore per coinvolgere il maggior numero possibile di persone. Ci siamo sentiti in dovere di consegnare anche alle nuove generazioni un pezzetto, seppur nel nostro piccolo, di storia della cultura Hip-Hop”.

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elito ci racconta il suo nuovo singolo “FANTASMEADO”

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Si intitola “Fantasmeado” il nuovo singolo di elito distribuito da The Orchard e disponibile
su tutte le principali piattaforme digitali con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del
programma “Per Chi Crea”.

All’interno di questo brano si possono scorgere diverse influenze musicali, si intrecciano
tra loro infatti una cifra stilistica caratteristica dell’indie, sonorità latine e impronte tipiche
dell’urban. “Fantasmeado” è un pezzo sincero, autentico, tramite il quale elito ha deciso di
dare voce ad una situazione che, probabilmente a molti di noi, è capitato di vivere: l’essere
ghostati. Il singolo infatti si disegna attorno al racconto di una storia d’amore durante la
quale, tutto d’un tratto e senza preavviso, l’altra persona decide di allontanarsi, lasciando
così a chi l’aveva amata solamente molti dubbi e domande riguardo questa sua scelta.

Chi meglio di elito poteva raccontarci questo brano? Noi di Honiro Journal lo
abbiamo intervistato!

Il titolo di una canzone, molto spesso, è proprio un biglietto da visita del testo del
brano e del contenuto del singolo stesso. Come mai la scelta è ricaduta proprio su
“Fantasmeado”?

Mi piaceva l’idea di tradurre in spagnolo il termine “ghostato” e quindi l’idea è partita proprio da lì!

Nella tua vita hai viaggiato moltissimo, visitando e vivendo in moltissimi nuovi
luoghi e incontrando moltissime culture diverse tra loro, volevo quindi chiederti in
che modo questo abbia influenzato la tua musica, la tua identità artistica attuale e in
particolare questo brano.

Sicuramente le mie origini sono ancora molto presenti nella mia dimensione musicale, la
mia città mi ha influenzato particolarmente, a casa mia inoltre la musica è sempre stata un
aspetto fondamentale della quotidianità, mamma e papà mi hanno avvicinato a questa
passione fin da piccolo, questo mi ha incuriosito e portato ad approfondire questo mondo.
Per quanto riguarda invece le mie influenze a livello europeo sicuramente mi piace e
ascolto molto la musica spagnola e la musica italiana, ho iniziato inoltre a percepire la
necessità di scrivere testi proprio in italiano, cosa che non pensavo sarebbe mai successa!

Come mai l’idea di affrontare proprio questa tematica all’interno di un singolo?
L’idea del singolo nasce dalla volontà di raccontare una mia esperienza personale, penso
che prima o poi, purtroppo, sia capitato a tutti (o comunque a tanti) di essere “ghostati”.
Credo che per le persone che sono solite ghostare questo comportamento rappresenti una
via d’uscita, la scelta più facile, eppure per chi sta dall’altra parte non è altrettanto
semplice comprenderne le motivazioni.. Onestamente preferisco sempre avere un
confronto, anche se questo significa sentirsi dire dei no. Questo singolo è quindi ispirato
ad un aneddoto vero!

Nel comunicato stampa si legge come questo sia un brano molto sincero, quanto è
importante per te, nella musica, essere autentico al giorno d’oggi?

Credo sia particolarmente importante, soprattutto quando qualcuno, tramite il suo lavoro o
la sua passione, comunica ad un pubblico. È importantissimo però essere anche sinceri
con se stessi, secondo me dovremmo imparare a fare le cose più per il piacere e la felicità
di farle, senza pensare troppo al fine o ai risultati.

Ti andrebbe di raccontarci il processo creativo di questo pezzo a livello di sound?
Quasi tutti i miei brani partono da una demo chitarra e voce che poi si sviluppa in qualcosa
di più articolato. Volevamo creare qualcosa che fosse caratterizzato da un suono fresco,
delle vibes che facessero ballare, con la presenza di delle percussioni, nonostante la
tematica trattata nel testo del brano abbia in realtà un retro pensiero più riflessivo.

Ci anticiperesti i tuoi programmi per il futuro? Questo singolo farà parte di un
progetto più ampio?

Fantasmeado sarà all’interno dell’album che uscirà prossimamente, che sarà anticipato da
altri singoli!

E’ inoltre disponibile sul canale YouTube dell’artista il videoclip di “Fantasmeado”(diretto da Colibree) grazie al quale elito sottolinea la narrativa del brano, esprimendo non solo in musica ma anche tramite fotogrammi il concept creativo di questo suo nuovo singolo.

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Ainé ci racconta “BUIO” : “LA MUSICA CI FA SENTIRE VIVI”

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E’ disponibile dal 19 aprile su tutti i digital stores “BUIO” il primo capitolo di un concept album diviso in due parti di Ainé.

“BUIO” rappresenta un vero e proprio diario emotivo che racconta in musica l’elaborazione di una separazione e la successiva rinascita.

Chi meglio di lui poteva raccontarci questo progetto? Noi di Honiro Journal lo abbiamo intervistato!

Da cosa deriva l’esigenza di rinascere, e come si può avere il coraggio alcune volte di fare questa scelta? Di lasciare ciò che conoscevamo e andare avanti?

Prendendo ispirazione dalle mie esperienze personali, con questo progetto ho voluto raccontare come io sia riuscito, attraverso la musica, ad affrontare un determinato periodo della mia vita e ricominciare, rinascere. Ho descritto in musica un anno intero, associando all’emotività di ogni mese una traccia. In questo progetto ho voluto dare voce in particolar modo ad un momento che molti hanno vissuto: la separazione da qualcuno o qualcosa di importante. Credo però sia fondamentale sottolineare anche come il più delle volte, quando si presenta un momento difficile, vorremmo solo fuggire, evitare in qualche modo di affrontarlo. Invece è importante vivere anche questi periodi, perché solo così si capisce che dopo la tempesta c’è sempre la calma.

In “Lacrima”, che è il primo tassello di questo EP, affermi “non mi riconosco più”. In che modo il processo creativo di questo progetto ha aiutato a riconoscerti?

Lacrima è la prima pagina di questo diario, racconta proprio il momento di distacco, di separazione, quel periodo in cui non ti riconosci più perché vieni assalito da queste emozioni, ma con il tempo, con le esperienze, con la musica, ci si riesce a ritrovare, a conoscersi nuovamente e anche a rinascere quindi a conoscere una nuova versione di se stessi.

Sempre in “Lacrima” racconti come a volte basterebbe poco per stare bene. Questa prima parte del progetto si intitola “BUIO”, mi piaceva quindi chiederti come si può riuscire a scorgere anche nel buio le cose belle, quel poco che basterebbe per farci stare bene?

A volte il mondo in cui viviamo, la società, il lavoro, questa frenesia, ci fanno perdere di vista le cose vere, importanti, della vita. Sono convinto che spesso basterebbe veramente poco per comprendere quanto in realtà siamo fortunati, ma credo che altrettanto spesso quel poco non venga considerato o visto. Nei momenti di buio spesso si fa l’errore di non dare attenzione a nulla che non sia negativo, in realtà credo che anche i momenti “no” siano in realtà solo un nuovo inizio, alla fine la vita è fatta di momenti migliori e di momenti peggiori, ma è normale che sia così. Attualmente credo di aver raggiunto una maturità, sia dal punto di vista artistico sia personale, che mi ha permesso di affrontare tematiche come quelle che ho trattato in questo album. Ho voluto dare voce proprio a queste emozioni perché immagino che quelle del disco siano tracce in cui ognuno di noi potrebbe rivedere un tassello della propria storia.

In “Scappare” invece racconti come “possiamo anche ricominciare, vivere storie diverse, lontani anni luce da noi”. Come si può comprendere che, molte volte, amare una persona significa anche lasciarla andare?

Anche quella è una grandissima forma d’amore, sia lasciare andare che lasciarsi andare. Ciò che hanno in comune è la speranza di stare meglio. Se in un determinato momento della propria vita si avverte la necessità di lasciare andare o di lasciarsi andare significa che c’è un motivo. Bisogna quindi fermarsi e prendersi il tempo per ricostruire, a volte anche ricominciare da capo, sia che sia con persone diverse sia con la stessa persona.

“C’è qualcosa che mi muove e che proteggerei”
cosa ti muove a fare musica e cosa vorresti proteggere con la tua musica?

Sicuramente vorrei proteggere me stesso, ciò che sono, la mia libertà artistica, la mia essenza, la mia personalità. Ciò che mi muove a fare musica invece credo sia il bisogno di trovare una valvola di sfogo per raccontare le emozioni che provo, ciò che avverto. Mi ritengo una persona molto sensibile e quindi cerco un modo per rendere il più leggeri possibile la testa e il cuore. Credo che la musica ci faccia capire che siamo umani e che siamo vivi.

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REBECCA ANTONACI, fuori ora il suo nuovo singolo “INETTITUDINE”

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Dopo il ruolo da protagonista in “Finalmente l’alba”, film diretto da Saverio Costanzo
(cast Lily James, Joe Keery, Alba Rohrwacher, Willem Dafoe, Michele Bravi..) e presentato
al Festival del Cinema di Venezia 2023, REBECCA ANTONACI torna ad immergersi in
un’altra sua grande passione: la musica. Sarà infatti disponibile da venerdì 3 maggio su
tutti i digital stores il suo nuovo singolo “INETTITUDINE” (Honiro Label)

Come si può facilmente intuire dal titolo del brano, l’immaginario stilistico e il significato di
questo singolo si disegnano attorno alla volontà di REBECCA ANTONACI di accendere i
riflettori su un momento che, nella vita, tutti abbiamo affrontato o ci troveremo ad
affrontare: il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

“INTETTITUDINE” è una vera e propria lettera in musica dedicata sia alla nostalgia per i
giorni ormai trascorsi sia alla speranza per il domani. Avvolto da un’atmosfera e un sound
che sono caratteristici della musica di REBECCA ANTONACI, il pezzo si dipinge tra la
felicità per l’indipendenza tanto desiderata (e ora finalmente raggiunta) e il timore di
abbandonare quelle che, fino a quel momento, erano state le proprie certezze, i propri
punti cardinali.

All’interno delle strofe il timbro distintivo di REBECCA e la sua riconoscibile cifra stilistica
camminano su un filo che, come canta lei stessa, oscilla costantemente tra la volontà di
assaporare un cambiamento e il desiderio di vivere il momento, tra la gioia per il futuro e
per le nuove sfide che la vita ci farà incontrare e la travolgente malinconia nei confronti del
passato, trascinandoci in un viaggio interiore in compagnia di un bagaglio ricco di ricordi,
sorrisi, emozioni e fotografie che forse non torneranno più, ma che siamo incredibilmente
felici d’aver vissuto.

“Inettitudine” racconta quel periodo in cui ci si ritrova ad affrontare la solitudine, le
incertezze, e la malinconia verso ciò che è stato, verso quella cameretta: una “gabbia
sicura dalle pareti rosa”
– Racconta infatti l’artista

Questo brano evidenzia quindi come REBECCA ANTONACI sia pronta a lasciare il
proprio tratto distintivo nell’universo musicale, delineando così una personalità artistica
sempre più nitida e interessante nel panorama italiano.

Classe 2004, Rebecca Antonaci avverte fin da subito una forte connessione con l’universo
musicale e con l’arte nelle sue diverse sfumature. Inizia ad esprimere i suoi pensieri, le
sue emozioni e il suo vissuto tramite la pubblicazione di diversi singoli sulle principali
piattaforme digitali. Diplomata al liceo Musicale di Viterbo in pianoforte e Sax,
parallelamente alla sua carriera nel panorama musicale italiano sviluppa il suo percorso
nel mondo della recitazione. E’ infatti protagonista in “Finalmente l’alba”, film diretto da
Saverio Costanzo (cast Lily James, Joe Keery, Alba Rohrwacher, Willem Dafoe, Michele
Bravi..) e presentato al Festival del Cinema di Venezia 2023 e, negli anni, ha recitato in
“Luce dei tuoi occhi”, “Don Matteo 13”, “Lea, un nuovo giorno”, “Non dirlo al mio capo 2” e
non solo. Torna il 3 maggio 2024 con “INETTITUDINE” il suo nuovo singolo (Honiro Label).

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