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Intervista

Un cantautore, la sua musica e la sua vita: Nicolò Marangoni si racconta ai lettori di Honiro Journal

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Nicolò Marangoni è nato a Noventa Vicentina il 5/2/1999.
Il suo percorso artistico ha inizio con lo studio della chitarra acustica e successivamente del pianoforte all’età di 14 anni.
Con questi due strumenti inizia così a scrivere le sue prime canzoni.
Nel 2016 inizia la collaborazione con il suo attuale produttore Simone d’Eusanio (noto turnista e arrangiatore per molti cantanti italiani) con cui cresce sia artisticamente che personalmente. Partecipa a diversi concorsi e in questi anni ha tenuto molti concerti con un buon riscontro di pubblico e critica.
Sempre nel 2016 partecipa alla scrittura del libro collettaneo “La mia prima volta con Fabrizio De Andrè”, con prefazione di Dori Ghezzi.
Attualmente sta lavorando su diversi brani in direzione di un primo album.
Le canzoni per Nicolò sono una resistenza al disordine, un sguardo profondo sulle cose e sulle situazioni di ogni giorno.
Il progetto che presenta vuole unire il cantautorato della nostra tradizione con le sonorità pop più moderne.
In contemporanea al suo percorso artistico sta studiando “Scienze dello spettacolo” presso l’università di Padova, dove attualmente vive.

Ed oggi si racconta ai lettori di Honiro Journal

Ciao Nicolò, come ti presenteresti ai lettori di Honiro Journal se fossi in un confessionale?
Ciao, sono un cantautore del 99 cresciuto con la scuola di De Andrè e Vecchioni, che mi hanno molto influenzato nella scrittura delle canzoni e sul modo di cantarle.
Le canzoni sono per me una resistenza al disordine, uno sguardo profondo sulle cose e sulle situazione di ogni giorno.
Ho sempre scritto di ciò che non posso o non riesco a vivere, come per colmare un vuoto, nella consapevolezza che le canzoni sono anche una profonda responsabilità sociale e ci si gioca la “vita”.

Ti dividi tra chitarra acustica e pianoforte, ma qual è lo strumento che preferisci?
Non posso fare a meno di entrambi a dire il vero. Quando scrivo una canzone mi metto un po’ sulla chitarra e un po’ sul pianoforte, diciamo ecco che nella fase di creazione uno implica l’altro.

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Arriviamo al nuovo singolo, “Se Devi Andare”, ce lo racconti?
“Se Devi Andare” è una canzone molto importante per me, con un filo rosso all’interno che ne è il cuore.
Se in una prima chiave di lettura può sembrare una canzone d’amore, in un secondo momento parla di una perdita di una persona che nel testo descrivo, a cui devo ancora molto.
Non è una canzone “arrabbiata”, ma consapevole, in cui accetto la fine (“se devi andare.. vai”) e dove in qualche modo ricordo questa persona.

Il brano è accompagnato anche da un video ufficiale, hai qualche aneddoto su questo?
Il video è nato da un’ idea mia e di Marino Cecada (il regista), in cui abbiamo cercato di rendere il concetto di questa presenza/assenza.
Il video si apre con la scena della creazione del disegno, il punto che è anche la nascita o materializzazione di lei. da qui in poi tutto il montaggio è fatto in modo da saltare da una scena all’altra, di me e lei, senza continuità di tempo e spazio, per suggerire l’idea che ci siano diversi tempi, diversi spazi.
Nonostante l’impossibilità del tempo e il fatto che non siamo mai assieme, riusciamo comunque a sentire dentro o attorno a noi la forza e l’amore dell’altro.
Un aneddoto divertente durante le riprese è stato quando avevamo bisogno delle rose, così esco io in velocità per andare a prenderle e sulla vetrina del negozio più vicino c’era un cartello “torno subito, sono a fare colazione”.
Beh mi sono girato 5 bar per trovare il fiorista.

Sappiamo che stai anche studiando nel frattempo: come fai a coniugare gli impegni accademici con quelli musicali?
Studio magari quando sono in treno o piuttosto la sera.
Il segreto è che quando prendo un libro non lo studio in funzione di un esame, ma mi dico “cosa mi può dare a me, per la scrittura delle canzoni?”.
Quindi lo studio me lo faccio piacere.

Siamo ai saluti: non ci lascerai mica senza spoiler vero?
Ho diversi progetti a cui sto lavorando, posso dire che sicuramente entro l’anno uscirà un’altra canzone, molto più acustica. Poi chissà…
Vi ringrazio per l’intervista, e lo spazio dedicato… siete una grande squadra!

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