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“Silk Road” è il primo album ufficiale di Warez

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Anticipato dai singoli “Stonk”, “Baozi nei Rick Owens” e “Bushido” , esce oggi in digitale “Silk Road”, il primo album ufficiale da solista di Warez.

Il rapper milanese pubblica un album di rap assolutamente contemporaneo con un titolo che celebra la sua grande passione per la cultura orientale, sempre messa in evidenza nel suo immaginario artistico, a partire dai testi e passando per il look, le ambientazioni dei video, i suoni di certe produzioni musicali e gli appellativi con cui i suoi fan lo chiamano, “ninja” o “ninja di zona”. Warez si è avvicinato quasi in contemporanea alla cultura hip hop e a quella orientale, praticando arti marziali sin da bambino e crescendo con la passione per i piatti della cucina giapponese, cinese e coreana. Il concept di questo album, quindi, lo rappresenta appieno perché la Via della Seta, storicamente, segna il collegamento tra Europa e Asia.  Anche per questo il disco si divide in 4 parti che corrispondono a 4 tappe che seguono il tragitto della “Silk Road”: Italia, Medio Oriente,  Persia e Cina. Ciascuna di queste parti contiene tre brani con sonorità e versi che richiamano la tappa corrispondente, come la traccia finale, “Marco Polo”, che fa viaggiare verso la Cina anche grazie al featuring…  

Warez “Silk Road” – La cover ufficiale

L’abilità tecnica, il linguaggio diretto in cui lo slang fa la sua parte (soprattutto il cosiddetto “riocontra”), la capacità di adattarsi a varie sonorità e differenti bpm sono le caratteristiche del rap di Warez. Nell’album sono ospiti alcuni degli artisti con cui ha legami di amicizia o comunque c’è un rapporto di stima, ossia Nerone, Axos, Jack The Smoker, Silent Bob, Niah Steiner e il rapper di Pechino Sean Zh con la sua strofa in cinese. Discorso simile per i produttori musicali del disco: Stabber, Yazee, Biggie Paul, AcjnN, 2P e Fear.

Dopo che, nel 2018, “Skills” è entrata nella colonna sonora della serie TV Netflix “Baby”, e “Casa Free?”, con il featuring di Nitro e la produzione di tha Supreme, è diventata una hit, Warez, nel 2019, ha realizzato vari brani tra cui “Plans”, insieme al rapper londinese Romzy, e nel 2020, dopo l’exploit di “DM”, progetto in coppia con Nerone, si è concentrato sul suo percorso solista pubblicando “Stonk”, “Baozi nei Rick Owens” e, nel 2021, “Bushido”, antipasti di “Silk Road”.

TRACKLIST

01 Bushido (prod. Stabber)
02 Troppo Sexy per il Blocco (prod. Yazee)
03 Stonk (prod. Biggie Paul)
04 Ti Amo Puttan* (prod. Yazee)
05 Udon Love feat. Nerone (prod. AcjnN)
06 Bad Vibes feat. Axos (prod. Yazee)
07 NWG (prod. Biggie Paul)
08 Drago feat. Jack The Smoker, Silent Bob (prod. AcjnN)
09 Baozi Nei Rick Owens (prod. 2P)
10 Nyotaimori – Il Peggio Di me (prod. AcjnN)
11 Trying To Forget You feat. Niah Steiner (prod. AcjnN)
12 Marco Polo feat. Sean Zh (prod. Fear)

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: ”Magari domani”, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: Magari domani, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio per Honiro Label e Luppolo Dischi.

Non c’è luogo migliore per un overthinker che i suoi stessi pensieri, lo stesso vortice dentro cui perdersi e non necessariamente aver bisogno di ritrovarsi. Eppure, rimane insito il desiderio di abitare quel luogo con qualcuno; con qualcuno che non ci fa affondare vertiginosamente dentro noi stessi. Infatti, il potere dell’altro è proprio questo: non dirigerci, non evitare una nostra caduta, ma accompagnarci, nel bene o nel male, e stimolare una versione migliore di noi stessi. E l’attesa, alla fine, riesce a riempire e decorare anche lo stare soli“‘’Magari domani’’ è un’attesa dal sapore dolceamaro; una speranza per chi si sente perso, un pensiero per chi ha bisogno di riceverlo, un po’ come ne ho avuto bisogno io e mi sono immaginato di riceverlo. I suoni pop di Yellow, che si avvicinano all’intimità autoriale che ho provato a creare attraverso il mio racconto, sono il contorno di una mia storia che può essere la storia di tutti coloro che non hanno paura di vivere il dolore da un altro punto di vista, osservando il dopo’’ – ci racconta.

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un ”Infern*” che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un Infern* che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio per Honiro Publishing. 

Leggiamo sempre di storie che hanno un lieto fine, dove il ‘’bene’’ trionfa sempre; eppure, la realtà quotidiana ci fa vedere dell’altro: un bene soggiogato, il buono che faticosamente trova uno spazio e viene sorpassato dalla furbizia e le ingiustizie. E, alla fine, se questo non è il personale inferno di ciascuno, cosa potrebbe mai essere?

Tuttavia, tra rime sottili e, allo stesso tempo, taglienti, e riferimenti ai gironi di Dante, si prospetta una luce sul fondo: vedere un cambiamento sembra impossibile, provare a compiere dei gesti della quotidianità che possono fare la differenza è un punto di partenza‘’Ho scritto ‘’Infern*’’ pensando proprio alla Divina Commedia. Infatti, il brano, oltre ad avere citazioni dantesche, cerca di descrivere un mondo come quello odierno dove i buoni non vincono, in preda ad un destino sempre più schiacciato, soffocato come il respiro. Tra sonorità che richiamano Lil Baby e Future e pensieri che rappresentano a pieno il mio flusso di coscienza, non voglio suggerire un senso di rivincita, ma di presa di posizione proprio in questo mondo che forse, in qualche modo, può cambiare’’ – ci racconta l’artista.

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FUTURO, i consigli della settimana di Honiro – week #29

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Spesso la logica ha bisogno di essere decostruita per riscoprire il senso del vero. Protagonista della cover digitale Karakaz.

FORTE – KARAKAZ

Sperimentazione e avanguardismo sono le chiavi di lettura di un genio artistico pronto a solcare la sua linea temporale, senza timori, senza mezzi termini, alla ricerca di se stesso tra ricordi ed esperienza onirica. Spesso la logica ha bisogno di essere decostruita per riscoprire il senso del vero.

BIGGER MAN – SOFIA GOBBI

Sonorità taglienti e scrittura elastica compongono un mosaico musicale interessante, da scoprire. L’altalena della vita di tutti i giorni diventa un vero e proprio ‘’training autogeno’’, dove lo scopo non è sopravvivere, ma trovare una una formula di serenità propria, vera.

OCCHI DI PESCA – GIOVEDI’

Una dicotomìa del sentimento, che, nella sua essenza, vive per definizione agli estremi. Da una parte, il darsi e distruggersi per l’altro, dall’altra, solcare dell’impronte dentro di noi senza accorgersi. Un poetico sguardo alla fugacità di ciò che si prova e alla sua forza, nel bene e nel male.

AQUILONI – MARGHERITA PRINCIPI

Un racconto intimo e profondo e una musicalità solenne diventano un’unica narrazione di un rapporto indissolubile, amorevolmente dinamico con la propria figura materna e la crescita. Ripercorrendo le fila della nostra storia, siamo quel tempo che scorre e che si deteriora o arricchisce, a noi il timone.

INFINITO – PRIMA STANZA A DESTRA

Un’eterno presente che assurge a qualcosa di più, come la forza di un amore indelebile che va oltre l’amore stesso, un amore del tutto che riesce ad entrare ed uscire senza che ce ne accorgiamo, come se diventasse parte di noi. Musica di un’altra dimensione e parole eteree pronte a lasciare il segno.

SOLLIEVO (ANCHE FALLIRE E’ UN’ARTE) – NANA X

Per quanto possa sembrare difficile e provante, andare controvento è il vero sollievo; poter lasciare un’impronta senza aver paura dove si è posato il piede. La sfida contemporanea a cui è necessario partecipare non per rimanere superstiti, ma per prendere un posto nel mondo: il nostro.

MAMUTHONES – LATIF MONET

Tradizione e visione si mescolano con un passato che forgia, ma che sa anche logorare, e un mondo che va avanti e la cui fiducia è una conquista, ma non un obbligo. Tra barre incisive e un immaginario chiaro e che colpisce, un inno alla determinazione e alla forza del sapere superare il pensiero comune.

MEZZALUNA – TARÄ

Tradizione, appartenenza e musicalità costruiscono un unico flusso danzante, nel segno della consapevolezza di se stessi e di cosa si lascia al mondo. In un realtà frammentaria, il cui futuro è diretto dall’incertezza, esprimere se stessi non è solo un atto identitario, ma anche d’amore per la verità, di salvezza.

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