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Intervista

LUDWIG ci racconta “NEVERLAND”: “Con la mia musica voglio far viaggiare chi mi ascolta”

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E’ “Neverland” il nuovo EP di Ludwig disponibile da oggi, 25 giugno. Grazie a questo progetto, Ludwig ci fa partire verso un viaggio nell’isola che non c’è, alla ricerca di quel divertimento e della spensieratezza che ultimamente ci sono tanto mancati.

Nell’EP tanti brani che abbiamo già ballato ma anche inedite sorprese e speciali collaborazioni con Cecilia Cantarano e DJ Matrix.

Quale miglior guida per avventurarsi nell’isola che non c’è se non proprio Ludwig? Noi di Honiro Journal lo abbiamo intervistato!

Ciao Ludwig! Molto bello il richiamo nella copertina a Peter Pan, come mai questa scelta? Cosa ti colpisce particolarmente e cosa ti lega alla storia di Peter Pan?
Mi colpisce particolarmente il fatto che Peter Pan sia un ragazzo che non vuole mai crescere. Ti porta sempre in questa isola dove tutto è permesso, dove i bambini sono come i grandi: hanno possibilità di decidere, vivono nel mondo loro, si divertono, giocano. Per questo ho pensato proprio a “Neverland” come titolo, l’immagine e l’idea dell’isola che non c’è penso racchiuda tutto il concetto dell’album in una sola parola.

“Ho scritto un pezzo che fa partire” In questi ultimi tempi siamo partiti tanto con la fantasia come insegna Peter Pan, questo brano fa davvero venire molta allegria, fa “Partire”, a chi lo ascolta vuoi far fare un viaggio verso dove? Se tu invece potessi prendere e partire adesso in questo momento, prenderesti un biglietto per dove? E come mai?
Ho scelto di fare questa canzone proprio per questo motivo. “Partire”, proprio perché ultimamente c’è stata molta difficoltà nel farlo e io volevo far viaggiare chi mi ascolta attraverso la mia musica. Il viaggio è sempre lo stesso, è sull’isola che non c’è.

Io sono tornato poco fa ma ho già prenotato nuovamente per la stessa meta! Quando parlo dell’isola che non c’è intendo Mykonos, questo posto è la mia “Neverland” infatti la nomino sempre nelle mie canzoni, “Mykonos Tropicana” la mia discoteca preferita dove andavo come cliente e poi mi sono ritrovato in questi ultimi anni ad essere lì in un altra veste.

Ludwig, partendo dal titolo di questo EP “Neverland”, cosa c’è nella tua isola che non c’è? O cosa/chi porteresti nella tua isola che non c’è?
Se dovessi fare un dipinto della mia isola che non c’è, me la immaginerei esattamente come quella di Peter Pan però nel 2021, modernizzata. Dove ci sono discoteche, musica, amici, feste, divertimento, viaggi, mare.

Come mai la scelta di avvicinarsi allo spagnolo e di adattare “Domani ci passa” a questa lingua? Cosa ti affascina particolarmente di questo universo musicale?
Mi ha sempre affascinato la lingua spagnola, mi piace proprio come cade l’accento. Anche sulla canzone domani ci passa, quando l’ho provata in spagnolo mi è sempre piaciuta questa cadenza. E’ nato tutto da una ragazza spagnola che cantava questo pezzo, ovviamente in italiano perché allora era l’unica versione esistente. Questa persona mi disse che anche in Spagna cantavano “Domani ci Passa” e che piaceva particolarmente quella canzone. Perciò da qui nasce l’idea della versione spagnola.

Poi, dopo la traduzione del testo, ho notato che stesse proprio bene anche in quest’altra lingua e quindi sono voluto andare fino in fondo. Nonostante sia una canzone che ho fatto uscire due anni fa, ha raggiunto proprio quest’anno il platino e quindi mi sembrava doveroso farne un’altra versione.

“A noi domani ci passa” cosa vorresti che non passasse ma che invece rimanesse di questo tuo ep a chiunque lo ascolta? Cosa speri susciti in chi indossa le cuffiette e preme play su “Neverland?”
La situazione legata a questo virus sembra stia andando verso il meglio, ma siamo ancora lontani dalla normalità. Il mio obbiettivo è dare un attimo di spensieratezza a chiunque indossi le cuffiette e ascolti i miei brani, ovviamente con la speranza che tutto ciò finisca tutto al più presto.

“e del mio passato giuro non mi pento, me lo tengo stretto” pensi che dal passato si possa sempre imparare qualcosa?
È logico. Si impara sempre, da tutto, molte volte anche sbagliando. Anche dalle cose negative successe in passato si impara tanto, quindi io non mi pento di nulla. A posteriori sicuramente qualcosa del mio passato lo cambierei, però sono contento di come sono diventato adesso e il percorso che ho fatto.

“Ho imparato da solo, guarda come volo”, Ludwig qual è il volo più bello che senti di aver spiccato o che pensi di poter fare con “Neverland”?
Ho detto quella frase, “Ho imparato da solo”, perché queste parole per me vogliono dire “guarda ora dove sono arrivato, guarda questi risultati” metaforicamente, appunto “guarda come volo”. Ce l’ho messa tutta e mi sono impegnato perché volevo raggiungere il mio obiettivo. Il mio sogno era di far sentire la mia musica a tutta Italia e soprattutto ai giovani.

“che male c’è se mi diverto?” questo ep è pieno di positività, in questo momento si tende sempre a sottolineare le cose che non vanno, tu invece sembra quasi tendi a sottolineare le cose che vanno, la felicità, il divertimento, la speranza, quasi un lieto fine, come nelle favole, come in Peter Pan. Come hai trovato l’ottimismo e come, se lo abbiamo un po’ perso possiamo ritrovarlo?
La positività è al centro di questo progetto ma in generale della mia musica. I ricordi a qualcuno, soprattutto i nostalgici fanno bene. Io tramite i ricordi cerco di rivivere alcuni momenti.

Quando ho scritto questo album ho deciso di partire con un po’ di produttori e andare in una villa in mezzo ad una montagna con vista sul mare e ho fatto finta che fosse tutto apposto. Ho fatto la cosa che dovrebbero fare tutti, nei momenti difficili bisogna chiudere gli occhi e partire con la fantasia.

Ludwig, ti va di raccontarci le collaborazioni che troviamo all’interno di “Neverland”?
Entrambe le collaborazioni erano due canzoni edite, che sono “Non spegnere la musica” e “Adesso mi diverto”. In “Adesso mi diverto” c’è Cecilia Cantarano che è una mia amica e ho deciso, siccome le discoteche erano chiuse, di fare una canzone leggermente diversa, con sonorità che non erano da discoteca. Mentre con DJ Matrix c’è un bellissimo rapporto, io canto ma faccio anche, allo stesso tempo, il DJ. Io e lui siamo sempre spalla a spalla, abbiamo delle collaborazioni in comune, “Courmayeur” con Gabri Ponte ma anche altre. Abbiamo un ottimo rapporto.

“Nel mio cielo all’orizzonte è sempre tempo buono” una frase che porta molto ottimismo, soprattutto dopo il periodo che abbiamo vissuto. Ludwig, all’orizzonte tu cosa vedi e quali sono i progetti che ti aspettano o i sogni che vorresti realizzare dopo “Neverland”?
Quando faccio una canzone dico quello che penso e che faccio. Quindi per me è sempre tempo buono, anche alla fine di tutto c’è sempre un lato positivo. Un obiettivo sarebbe fare un album vero e proprio, spero nel 2022 quando mi auguro sarà finito tutto. Se in un EP con la pandemia sono riuscito a tirar fuori emozioni felici, figuriamoci in un album dopo che questa situazione sarà finita!

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