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Intervista

“Sii chi vuoi essere senza caricature” Giovane Feddini si racconta ad Honiro Journal

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"Un giorno in meno"

“Un giorno in meno” è l’album di Giovane Feddini rilasciato il 5 Febbraio e una delle uscite emergenti più attese, complice anche la produzione del pluripremiato Don Joe.

Il disco è una raccolta di 10 brani, tra cui 7 inediti, che fotografano la società e le relazioni di oggi dal punto di vista di un ragazzo che si sta facendo strada ed è partito dal basso per realizzare il suo sogno, tra sacrifici e determinazione. Il flow magnetico di Giovane Feddini scorre sui beat di Ric de Large, Dessa.One, Alexander 808 e RyanairZ, e i testi delle tracce dimostrano ancora una volta la maturità e l’originalità di scrittura dell’artista. 

Giovane Feddini si è fatto conoscere con singoli come Dispettoso e Fuego.
Potevamo non scambiare quattro chiacchiere con lui in occasione dell’uscita di “Un giorno in meno”?

Come ti sei avvicinato a questo mondo, fino ad arrivare poi alla Dogozilla Empire?
E’ stato un percorso bello, ma molto faticoso. Ero molto timido, facevo fatica a relazionarmi. Appassionandomi al rap ho notato che, invece, mi dava un sacco di carica. Sono sempre stato innamorato della scrittura, con il freestyle ho trovato il modo di trasformare quello che sentivo in canzoni vere e proprie. Nel 2018 ho firmato con la Dogozilla Empire di Don Joe, ma avevo già lavorato a svariati Mixtape, fatto tanta musica. Certamente quello mi ha aiutato ad entrare a far parte di una realtà solida.

Parlando di “Un giorno in meno”, come mai hai scelto proprio questo titolo e soprattutto com’è nato il progetto?
Volevo presentare qualcosa che parlasse anche dell’attuale società, soprattutto dal punto di vista di un ragazzo che si è sacrificato e ha sudato per arrivare fin qui. Non siamo poi così diversi, ognuno di noi combatte per qualcosa non credi? Con il titolo vorrei invitare chi mi ascolta ad apprezzare ogni secondo della propria vita, a farne tesoro, a non lasciarsi scoraggiare dalle avversità, anche nei periodi più difficili. Vale la pena lottare anche in un periodo anomalo come questo. 

Ascoltando le tracce si nota una certa contaminazione tra il rap e generi differenti. Per esempio in “Fuego” si sentono dei richiami al soul/jazz. Tu cosa pensi dell’unione di più generi al quello del rap? Visto anche le ultime sperimentazioni indie/rap, vedi ThaSupreme e Gazzelle per esempio.
Ho ascolti molti vari sono sincero, non mi sono mai imposto un certo genere o una certa linea. Faccio rap perché mi sento libero, perché è un’ottima strada per portare alla luce quello che davvero voglio esprimere. Non per questo sono contrario a queste nuove unione che, è vero, ultimamente hanno destato un po’ di critiche o spiazzato alcuni amanti del genere. Come hai detto tu io stesso in “Fuego” mi sono lasciato un po’ andare a livello di sound, sarebbe interessante “invitare” qualcuno della scena indie nel mio mondo.

In “Magnifico” invece, ti sentiamo cantare: “Sii chi vuoi essere senza caricature”. Come un artista dovrebbe evitare di essere la caricatura di un altro?
E’, potrei dirti che basterebbe una grande personalità, ma forse già si sa![ride] Innanzitutto fare sempre riferimento alla farina del proprio sacco, essere legato ai testi, cercare l’innovazione già da li. Poi una continua ricerca del sound, non smettere mai di essere affamati di qualcosa di nuovo.

Beh, se non sei affamato tu! Tanto che in “Bravi ragazzi” canti “il Veneto è mio!” Questa frase ha destato un po’ di chiacchierriccio sui social..
Vero, per giunta con un artista che stimo e con il quale sono cresciuto. Ho cercato di spiegarlo più volte, sono uno che risponde in modo sempre molto pacato, anche perché non era assolutamente un dissing. Poi con chi? Con un artista con il quale sono cresciuto? Mi ha stupito questa cosa, non capisco ancora il nesso del mettere tutta questa carne al fuoco. A tutte le leggende del Veneto vorrei dire che possono benissimo non scomodarsi nel sentirsi tirati in ballo. Per le nuove generazioni? Sicuramente dovrebbero fare tesoro di questa frase per imparare a fare sempre di meglio.

In conclusione, come credi che sarà il futuro dopo l’uscita dell’album? Che progetti ti suonano in mente, nonostante il periodo pandemico?
Su questo album ci si è lavorato notte e giorno, è un progetto al quale sono profondamente legato e vogliamo promuoverlo al meglio. Sicuramente ho diversi progetti da proporre alla mia etichetta, ho un team davvero vario e stimolante lo ammetto. Non nego che, oltre alla carriera cantautoriale, curerò molto quella autoriale. Scrivere per altri mi appassiona e vorrei dedicarmi anche di più a questo aspetto. Staremo a vedere.

Lo avevamo già capito dai singoli d’esordio che Giovane Feddini fosse un artista a tutto tondo. “Un giorno in meno” non ha fatto altro che confermare le aspettative. Un strada fatta di sacrifici che certamente non sono ancora finiti, ma dopotutto c’è davvero un punto dove si può dire “sono arrivato”?
Un progetto discografico sincero e personale, caratterizzato da un’impronta ben riconoscibile ma senza rinunciare alla contaminazione di stili e generi, con uno sguardo anche al rap d’oltreoceano. Giovane Feddini per ora è un si, chissà cosa ci riserverà in futuro?

Avete già ascoltato “Un giorno in meno”? lo trovate qui sotto, fateci sapere cosa ne pensate!


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