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“Mi Piace Quella Cosa”, il biglietto da visita tutto italiano dei Morioh Sonder

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Venerdì 25 settembre, la data che i Morioh Sonder ricorderanno per sempre come il loro primo passo all’interno della nostra musica. Eh sì, perchè la band trasferitasi ormai in pianta stabile a Berlino ha deciso di regalare al proprio pubblico un nuovo singolo interamente in italiano.

È disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali “Mi Piace Quella Cosa”, un brano che gli stessi Morioh Sonder raccontano così: “Abbiamo scritto Mi Piace Quella Cosa un paio d’anni fa, appena tornati da Los Angeles per la prima volta. Ci piace pensarla come un inno alla goliardia in cui
ognuno può rivedere i propri vizi e tentazioni.

È sicuramente un brano molto scorretto politicamente.
Proprio per questo l’abbiamo voluto pubblicare in Italia che per noi è ancora un luogo in cui vale tutto, e in cui ci si esprime con pura e bianca semplicità”.

Un nuovo inizio, da un certo punto di vista. Una nuova avventura, sotto tutti i punti di vista.
È anche questo il bello della musica, no?

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Il percorso dei Morioh Sonder Il sound dei Morioh Sonder è un delicato compromesso tra il vecchio e il nuovo. Uniscono il surf pop e il rock psichedelico, influenze dal post punk alla disco al brit-pop per creare uno stile tra i Tame Impala, MGMT, Beatles e Oasis.

Il duo di Flavy e Alexy si è formato a Roma nel 2017 e dopo l’integrazione del batterista Elijah la band si è trasferita a Los Angeles, dove ha iniziato a
rifinire il proprio sound davanti ad un pubblico live, per poi spostarsi a Berlino nel 2018. La band ha pubblicato il singolo di debutto “I Want to Die on my Birthday” nell’autunno del 2019, seguito dall’EP “Is This Psychedelia?” uscito nel Marzo 2020.

La band ha suonato con artisti del calibro di I Fink al FluxFm Bergfest e hanno ricevuto supporto da Amazing Radio, Fubar UK, Delta Radio, RTR GM, KB RADIO CA, Son of Marketing, Berlin in Stereo, NBHAP, AU Review e Record of the Day per nominarne alcune.
I Morioh Sonder amano dipingersi con queste tinte: “Le nostre vite sono incentrate intorno ad un senso di incertezza e dualismo, tra l’estrema euforia al nichilismo e disagio.

Trovare una linea divisoria tra vita professionale e privata è per noi quasi impossibile e quindi il dramma umano e artistico trovano sempre un’integrazione nel messaggio estetico e formale del gruppo.”
La band ha recentemente pubblicato con la label finnico-berlinese Keiku Records il singol “Jadette”, ricevendo generoso supporto da UK, Germania e USA.

Il primo singolo italiano, “Mi Piace Quella Cosa” incorporato in una doppia release con il corrispettivo inglese è stato pubblicato il 25 settembre ed è seguito da una serie di nuovi eccitanti singoli.
Il futuro di questa giovane band promette davvero tante importanti novità…

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Alex Cortez pubblica il video di “Morningstar: L’uomo al centro”

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Alex Cortez torna a dare volto e voce al cuore del suo progetto Morningstar con l’estrazione del video ufficiale di “Morningstar: L’uomo al centro”, primo brano e title track dell’album che ha segnato il suo ritorno discografico dopo oltre dieci anni di assenza. Un disco che, fin dalla sua uscita, ha raccolto riscontri molto positivi dalla stampa di settore, apprezzato per la profondità del racconto, la coerenza artistica e la maturità della scrittura.
“Morningstar: L’uomo al centro” non è solo l’apertura dell’album, ma il suo vero manifesto concettuale. Su una base boombap essenziale e profonda, prodotta da James Cella (JFK Music), Alex Cortez si racconta senza filtri, ripercorrendo un viaggio lungo più di dieci anni che lo ha tenuto lontano dalla scena musicale, ma mai dalla scrittura. È il racconto di un uomo che attraversa bene e male, luce e ombra, ambizione e fragilità, fino a trovare un punto di equilibrio possibile: fare pace con il proprio passato e con i propri demoni, senza negarne l’esistenza.
Il titolo del brano richiama in modo volutamente provocatorio la figura di Morningstar, Lucifero, non come incarnazione del male assoluto, ma come metafora umana dell’errore, della caduta e del desiderio di comprensione. Alex Cortez non demonizza l’oscurità: la attraversa, la accoglie, la riconosce come parte integrante dell’esperienza umana, per tornare a essere uomo prima che artista, individuo prima che rapper.

Alex Cortez: il manifesto di un ritorno umano

Il video ufficiale, diretto dallo stesso James Cella (JFK Music), traduce visivamente questo percorso interiore. Ambientato in una stanza vuota, asettica e immersa nel buio, il video è costruito come una lunga confessione in camera. Attorno al protagonista si muove una presenza femminile, interpretata da Daisy Congiusti, coprotagonista del racconto visivo: una figura che accudisce, sfiora, abbraccia, senza mai essere definita in modo univoco come “amica” o “demone”.
Entrambi i personaggi si muovono su due livelli simbolici: uno legato al rap, alla musica, all’identità artistica; l’altro più elegante e “posh”, connesso alla vita reale, quotidiana, lontana dai riflettori. La relazione tra le due presenze non è mai esplicitamente positiva o negativa, ma profondamente umana: una vicinanza che accompagna il protagonista nel suo processo di messa a nudo e di accettazione.
Il monologo finale del video rappresenta il punto di sintesi dell’intero progetto Morningstar: una dichiarazione di intenti in cui l’uomo, nella sua semplicità e nelle sue debolezze, rivendica il diritto di tornare al centro. Non come figura eroica o necessariamente positiva, ma come essere umano complesso, imperfetto, reale.
Con “Morningstar: L’uomo al centro”, Alex Cortez consolida il percorso intrapreso con l’album Morningstar: un ritorno consapevole, maturo e privo di compromessi, che mette al centro l’identità, la memoria e il coraggio di raccontarsi. Un progetto che ha già dimostrato di parlare con forza a pubblico e critica, e che con questo nuovo video aggiunge un ulteriore tassello visivo e narrativo a una rinascita artistica autentica.

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: ”Magari domani”, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio

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Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: Magari domani, il nuovo brano di Dedo, in uscita il 16 gennaio per Honiro Label e Luppolo Dischi.

Non c’è luogo migliore per un overthinker che i suoi stessi pensieri, lo stesso vortice dentro cui perdersi e non necessariamente aver bisogno di ritrovarsi. Eppure, rimane insito il desiderio di abitare quel luogo con qualcuno; con qualcuno che non ci fa affondare vertiginosamente dentro noi stessi. Infatti, il potere dell’altro è proprio questo: non dirigerci, non evitare una nostra caduta, ma accompagnarci, nel bene o nel male, e stimolare una versione migliore di noi stessi. E l’attesa, alla fine, riesce a riempire e decorare anche lo stare soli“‘’Magari domani’’ è un’attesa dal sapore dolceamaro; una speranza per chi si sente perso, un pensiero per chi ha bisogno di riceverlo, un po’ come ne ho avuto bisogno io e mi sono immaginato di riceverlo. I suoni pop di Yellow, che si avvicinano all’intimità autoriale che ho provato a creare attraverso il mio racconto, sono il contorno di una mia storia che può essere la storia di tutti coloro che non hanno paura di vivere il dolore da un altro punto di vista, osservando il dopo’’ – ci racconta.

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un ”Infern*” che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio

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Per non lasciarsi andare tra le crepe del mondo e un Infern* che si apre, il primo singolo di Prospo in uscita il 9 gennaio per Honiro Publishing. 

Leggiamo sempre di storie che hanno un lieto fine, dove il ‘’bene’’ trionfa sempre; eppure, la realtà quotidiana ci fa vedere dell’altro: un bene soggiogato, il buono che faticosamente trova uno spazio e viene sorpassato dalla furbizia e le ingiustizie. E, alla fine, se questo non è il personale inferno di ciascuno, cosa potrebbe mai essere?

Tuttavia, tra rime sottili e, allo stesso tempo, taglienti, e riferimenti ai gironi di Dante, si prospetta una luce sul fondo: vedere un cambiamento sembra impossibile, provare a compiere dei gesti della quotidianità che possono fare la differenza è un punto di partenza‘’Ho scritto ‘’Infern*’’ pensando proprio alla Divina Commedia. Infatti, il brano, oltre ad avere citazioni dantesche, cerca di descrivere un mondo come quello odierno dove i buoni non vincono, in preda ad un destino sempre più schiacciato, soffocato come il respiro. Tra sonorità che richiamano Lil Baby e Future e pensieri che rappresentano a pieno il mio flusso di coscienza, non voglio suggerire un senso di rivincita, ma di presa di posizione proprio in questo mondo che forse, in qualche modo, può cambiare’’ – ci racconta l’artista.

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